30 gennaio 2017

Prima che sia troppo tardi... cardi al gorgonzola e salsiccia di Bra

cardi
Avrei voluto preparare un post bello ricco, con le tante foto scattate nelle Langhe durante il nostro viaggio a novembre scorso, ma insomma le cose sono andate un po' diversamente dal previsto ultimamente e di tempo per selezionare e sistemare tutti gli scatti di quei giorni proprio non ne ho avuto. 
Appena tornati dal nostro viaggio in quella terra stupenda ho riprodotto a casa uno dei tanti buonissimi piatti assaggiati da quelle parti, in particolare all'Enoteca Centro Storico di Serralunga d'Alba, e prima che sia troppo tardi e che di cardi in giro non se ne trovino più oggi la voglio condividere con voi, tanto è facile e deliziosa, in attesa di un post più ricco su questa parte d'Italia che merita la dovuta attenzione.
Nel mio caso ho usato la salsiccia di Bra, tipica di quelle parti, che ci siamo portati a casa insieme ad una vagonata di altri prodotti meravigliosi e ottimi vini acquistati in loco (se ci andate, vi consiglio di andar su in macchina perché è impossibile tornare senza un ricco bottino eno-gastronomico). La salsiccia di Brà è una salsiccia fresca, magra e molto delicata di carne di manzo che generalmente viene servita cruda, ma che è ottima anche cotta. Ovviamente potete sostituirla con una normale salsiccia di maiale come la Luganega. 
Un secondo super goloso da preparare in questi giorni in cui le temperature ancora non sembrano proprio intenzionate a risalire.  


17 gennaio 2017

Verde: collezione autunno-inverno. Il cavolo verza.

grembiule in lino grezzo di Staystore Roma
Quest'inverno per me è stato all'insegna della riscoperta di un ingrediente. Non che prima non mi piacesse, anzi, ma non era tra quelli che cucinavo più spesso e a dirvi la verità non saprei nemmeno spiegarvi il perché. Quest'anno invece la cucino spesso e in tanti modi, prevalentemente saltata in padella con aglio olio e peperoncino, che poi diventa la base per dar vita a moltissimi altri piatti. Come questa pasta qui. Avevo in casa un mezzo pacco di fusilli freschi (questi in particolare modo sono integrali, ma va bene qualsiasi tipo di pasta fresca e anche quella secca) e qualche fettina di speck (che con la verza secondo me è la morte sua) perciò in quattro e quattr'otto mi sono preparata un primo che in realtà è un perfetto piatto unico, con le proteine dello speck, i cereali integrali della pasta e la verdura. Buono, buonissimo, peccato solo che fosse poca.. 


La ricetta non ve la sto nemmeno a scrivere tanto è speedy: per 2 persone, pulite e tagliate a striscione sottili circa mezzo cavolo verza non troppo grande. Mettetelo in una padella con 2 spicchi d'aglio, una presa di peperoncino secco a scaglie e abbondante olio evo. Chiudete con il coperchio e accendete la fiamma a fuoco medio basso. Quando la verza inizierà ad appassire leggermente, aggiungete sale e pepe e proseguite la cottura mescolando ogni tanto sempre con il coperchio, aggiungendo poca acqua se dovesse asciugarsi troppo. Una volta cotta. eliminate l'aglio e fate cuocere la pasta al dente. Scolatela e mettetela direttamente nella padella con la verza, tenendo da parte un mescolino di acqua di cottura. Fate saltare la pasta con la verza a fuoco vivace, aggiungendo poca acqua per terminarne la cottura. A fiamma spenta, aggiungete una spolverata di grana grattugiato, qualche fettina di speck tagliata molto sottilmente e sfilacciata con le mani e una spolverata di pepe nero. 
Il pranzo è pronto. 

11 gennaio 2017

Piccole certezze quotidiane: risotto con finocchi, aneto e panna acida

Senza titolo
tegame basso in ghisa smaltata, macina sale e pepe e spatola Le Creuset


Ogni volta, e accade piuttosto spesso, che mi viene chiesto "quali sono i piatti che preferisci cucinare?" mi trovo sempre un po' in difficoltà. Perché in realtà quello che io amo del cucinare sta proprio nell'attività stessa del cucinare.. Mettere insieme ingredienti per dar vita a un primo, un antipasto, un secondo, un contorno, un dolce o anche solo un panino di fatto e quello che mi piace di tutta la faccenda; immaginare gli accostamenti, pensare a come presentare un piatto, la selezione e la ricerca degli ingredienti, la sperimentazione.. e poi  sbucciare, tritare, rosolare, sfumare, annusare, assaggiare, regolare via via che il piatto prende vita e consistenza sono ciò che più mi dà soddisfazione. 
Cucinare mi rilassa, mi fa sentire bene, mi distrae dai pensieri quando ne ho e mi rende possibile esprimere la mia creatività nel modo più gioioso che conosca. Poi ci sono piatti che preferisco cucinare più di altri in base al mio stato d'animo (niente di meglio dell'infornare una torta quando ho le paturnie, ad esempio).
il mio 2017 non si può dire che sia cominciato nel modo migliore per me, queste prime due settimane possono essere catalogate tra i giorni più difficili della mia vita che spero al più presto di potermi lasciare alle spalle. Ecco, il piatto ideale da cucinare in un momento come questo sarebbe proprio un bel risotto. Un piatto non solo tra i miei preferiti, e qui si vede la milanese che è in me, ma anche uno di quelli che molto modestamente mi riesce proprio bene. Una certezza, proprio quello di cui in questo momento della mia vita avrei più bisogno. 
In più il risotto è molto spesso una ricetta salva cena, si può preparare davvero con qualsiasi ingrediente, anche con niente, un semplice risotto al parmigiano è già un piatto da leccarsi  i baffi. Quello di oggi è stato preparato con un avanzo di frigorifero: finocchi e aneto, e una cucchiaiata di panna acida per renderlo ancora più cremoso. Ce li avete due finocchi che v'avanzano?
Buon anno a tutti voi, la buona notizia per me è che con un inizio come questo il mio 2017 non può che migliorare. 

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