29 aprile 2016

Rimedi per aperitivi improvvisati: pomodorini ripieni di hummus di ceci con paprica e coriandolo

POMODORINI RIPIENI DI HUMMUS-FINALE PIATTO2
piatto piano Nuvola di Argyla in vendita su Dishesonly 

Sono convinta che capiterà spesso anche a voi di pensare di non aver niente da cucinare, e sono altrettanto convinta che se dovesse venire la tempesta del secolo e restassimo bloccati in casa per anche un mese, avremmo sicuramente di che sfamarci con le cose che abbiamo stipate in dispensa e nel freezer.. dite la verità! A casa mia devo ammettere che la quantità di cibo e ingredienti "da dispensa" è forse un po' al di sopra della media, cucinando molto anche per lavoro finisce sempre che avanzi un 3/4 di pacchettino di qualsiasi cosa, dai legumi alla farina, dalla pasta ai cereali. Per non parlare della quantità incalcolabile di spezie di ogni genere e provenienza, con sacchettini senza etichetta contenenti diosolosa che cosa.. Mi piacerebbe proprio poter un giorno lanciare a me stessa una sfida, quella di cucinare solo quello che è già presente in cucina e chissà che un giorno, in un momento di pausa lavorativa, io non riesca davvero a farlo! Ad ogni modo, tutto questo preambolo per dire che molto spesso anche quando pensiamo di non aver nulla da mangiare e magari rinunciamo ad un aperitivo last minute con i vicini di casa che bussano all'ultimo momento a pensarci bene qualcosa da rimediare ce l'abbiamo sempre.. è il caso di questo stuzzichino qui, a casa mia non mancano mai un paio di barattoli di legumi precotti (in particolare i ceci, ma potete usare tranquillamente anche i fagioli o le lenticchie) e molto spesso capita di avere qualche pomodorino residuale (sono una grandissima fan del pane col pomodoro che risolve molto spesso i nostri pranzetti frugali, quindi difficilmente mi trovo senza pomodori nel frigorifero, spesso anche fuori stagione per motivi lavorativi e non). Ed ecco qui l'idea furbina del finger food rimediato, elegante ed essenziale ma di grandissimo gusto, 10 minuti o poco più per prepararlo e assemblaro, un minuto o forse due per farlo fuori.. Questa ricetta è anche presente sul mio volume "Cucina Leggera" realizzato per la collana "Scuola di Cucina" in edicola con Repubblica o l'Espresso ogni sabato fino al 4 giugno. Il mio volume (il numero 2) non si trova più molto facilmente in edicola ma se siete interessati potete ordinarlo sul servizio arretrati, qui trovate tutte le indicazioni. Buoni aperitivi e buon fine settimana a tutti!


21 aprile 2016

Insalata di asparagi crudi e fiori di zucca

insalata asparagi 5-low
forchetta BrickLane di KnIndustrie

Oggi post super telegrafico! 
Questa ricetta fa parte di un servizio che avevo scritto lo scorso anno per la rivista Prèmiaty, distribuita nei supermercati della catena Sigma, e siccome è un'idea molto fresca, sfiziosa e diversa dal solito per un contorno di stagione, ho pensato di riproporvela anche qui. La ricetta potete andare a leggerla direttamente sul sito Prèmiaty, la trovate qui.
A presto!!


18 aprile 2016

È la primavera, bellezza..

tagliatelle con asparagi, erbe e limone
forchetta KnIndustrie


La primavera è la stagione che più di ogni altre mi coglie sempre di sorpresa. Forse perché siamo sempre un po' distratti dai nostri pensieri quotidiani, e tutto il grigio dell'inverno ce lo portiamo un po' appresso anche nella testa, ma ogni anno succede così, mi sembra sempre che all'improvviso e tutto insieme rami che potrei giurare di aver visto spogli fino al giorno prima iniziano a riempirsi di foglioline di un verde acerbo, piccole e tenere, di fiori bianchi e rosa, e all'improvviso l'aria profuma di primavera, le giornate si fanno (finalmente!) più lunghe, la mattina  si torna a vedere il sole che sorge al risveglio. Tutto questo rifiorire mi trasmette una meravigliosa sensazione, come la fine di una lunga attesa, come un regalo inaspettato da scartare. Sono sempre decisamente impreparata, più che mai lo è il mio armadio con coseguenze piuttosto disastrose sul mio outfit quotidiano, ma la bella notizia è che la primavera è qui e quindi manca poco all'estate, la mia stagione del cuore.
E finalmente sono tornati anche gli asparagi, noi che le verdure le amiamo proprio tutte, in questa stagione apprezziamo particolarmente gli asparagi che finalmente iniziano a costare il giusto e sono raccolti in Italia e soprattutto sono buoni, carnosi, saporiti. Insomma, aprile e maggio per me rappresentano non solo il ritorno della primavera ma anche il ritorno di alcune delle mie verdure preferite. Qesta volta gli asparagi sono finiti in una pasta molto molto facile da preparare, semplice e buonissima. Naturalmente, se avete tempo, potete anche preparare le tagliatelle in casa. Io che in queste prime domeniche di primavera mi faccio prendere dalla smania delle pulizie (la scorsa domenica è stata la volta della dispensa, ma presto arriveremo anche all'armadio!) stavolta ho preso la scorciatoia, usando le ottime tagliatelle all'uovo che il pastificio marchigiano "Luciana Mosconi" mi aveva gentilmente invitato ad assaggiare, ma voi potete usare il formato di pasta che preferite. A mio avviso, la pasta all'uovo però è quella che si accompagna meglio per questo primo di primavera.



TAGLIATELLE AGLI ASPARAGI 
CON ERBE AROMATICHE, LIMONE E MANDORLE
.............................................................


::Ingredienti:: 

250 g di tagliatelle classiche all'uovo (per me Luciana Mosconi)
500 g di asparagi
1 cucchiaio ciscuno di: basilico, erba cipollina, maggiorana e timo limone tritati finemente
1 spicchio d'aglio
4 fettine di pancetta non affumicata
50 ml di vino bianco
1 cucchiaio di filetti di mandorle
1 limone bio
olio evo
sale, pepe

::Procedimento::
Portate a bollore una pentola di acqua con una presa di sale grosso.
Lavate gli asparagi, asciugateli e tagliate la parte bianca del gambo. Con un pela patate, sbucciate il gambo. Tagliateli nel senso della lunghezza in 2 o in 4 a seconda della grandezza e sbollentateli per 3-4 minuti. Scolateli, conservando l'acqua sul fuoco, e raffreddateli subito in acqua fredda.
In una padella ampia, scaldate 2 cucchiai d'olio e fate scaldare l'aglio tritato finemente senza farlo rosolare. Unite la pancetta tagliata a striscioline e fate rosolare per qualche minuto. Sfumate con il vino bianco e fatelo evaporare completamente. Unite gli asparagi e fate saltare per 1 minuto o 2, giusto il tempo per farli insaporire. 
Nel frattempo, tostate le mandorle  in un padellino.
Fate cuocere la pasta e scolatela abbastanza al dente con delle pinze direttamente nella padella con gli asparagi. Fate saltare a fiamma vivace per qualche minuto aggiungendo poca acqua di cottura. Regolate di sale e pepe e unite le erbe aromatiche tritate. Amalgamate bene e aggiungete la scorza del limone e una spruzzata del suo succo. Dividete la pasta nei piatti e decorate con le mandorle tostate e un'altra spolverata di scorza di limone.
Per 2 (abbondante).

11 aprile 2016

Cucina asiatica senza cognizione di causa: polpette di pollo glassate in salsa agrodolce

polpette glassate
Era un po' che da queste parti non si cucinava un piatto di ispirazione asiatica, ovviamente con la totale e consueta mancanza di qualsivoglia cognizione di causa che contraddistingue questo tipo di ricette sul mio blog. Anche se a dirla tutta la ricetta in questione è stata rimediata per l'occasione da immimarito, con lo scopo di far fuori un macinato di pollo che io avevo molto entusiasticamente comprato al supermercato, sperando (chissà come..) di avere il tempo di inventarmi qualcosa di diverso, ma che rischiava l'inesorabile via per il congelatore, vedendomi ancora completamente sommersa da consegne da consegnare e servizi da completare (chissà poi mai di quante ore credo sia fatto un fine settimana, mah..). 
Perciò, la scorsa domenica sera, mentre io ero in tutt'altre faccende affaccendata e l'ultimo dei miei pensieri era cosa mangiare per cena, immimarito ha scovato da qualche parte (santo Pinterest!) questa ricettina qui che si è rivelata essere stra-buona (a parte il tubetto di Vigorsol che vi consiglio caldamente di tenere a portata di mano, se non volete uccidere amici e colleghi il giorno dopo..).


08 aprile 2016

Du' gust' is megl' che one..

crostini

Ho un solo fratello, più grande di me di 4 anni, che occupa una grossa parte del mio cuore. Molto [molto] diverso da me soprattutto nell'aspetto fisico (chi non ci conosce non pensa mai che siamo fratello e sorella, in genere ci scambiano per marito e moglie!). Io minuta e magrolina, lui altissimo e robusto. Io minimalista e riservata, lui dirompente e "caciarone" come la sua Harley Davidson, difficilmente passa inosservato.. Nel carattere ci assomigliamo decisamente un po' di più e dove non siamo simili siamo complementari, e deve essere per questo motivo che siamo sempre stati molto uniti e siamo sempre andati daccordo. Fin da quando sono nata lui è stato sempre, per me, un angelo custode e il mio miglior amico. Qualunque cosa ci succeda nella vita abbiamo entrambi una certezza: che ci saremo sempre l'uno per  l'altra. E questo mi fa sentire al sicuro. Insomma, lo avrete capito, no? Gli voglio un bene dell'anima.. 
Mio fratello è sempre stato un grandissimo goloso, in particolare di dolci (che spazzolava prima ancora che io mi ci potessi avvicinare, dev'essere più per rinuncia che alla fine io sono venuta su senza amarli particolarmente!) ma in generale diciamo che apprezza la buona cucina ed è uno dei miei più fedeli "assaggiatori" quando mi capita di cucinare senza soluzione di continuità per qualche lavoro.. Tra l'altro è anche un ottimo cuoco, gli riescono particolarmente bene soprattutto i piatti "di sostanza", mitologico è ormai tra i suoi amici bikers il suo Chili con Carne, da loro ribattezzato "Bobbochili", che prepara in enormi pentoloni quando si radunano nel loro club-garage. Anche la ricetta di oggi, che sembra all'apparenza così delicata, ma in realtà è una botta di vita mica da ridere, è una sua invenzione. Uno snack facilissimo, non è nemmeno davvero una ricetta vera e propria: fettine sottili pane bruschettato, mortadella al pistacchio tagliata molto finemente e stracciatella di burrata. La mia piccola aggiunta personale, a completare il tutto per una nota croccante e colorata, granella di pistacchi. Un accostamento sorprendentemente buono nella sua semplicità, che io a dirla tutta a mettere insieme la stracciatella e la mortadella non ci avevo mai pensato nemmeno nei miei sogni più peccaminosi... e invece, funziona alla grande! L'idea aperitivo ve l'ho data, anzi ve l'ha data mio fratello "BobboBike", non mi resta che augurarvi buon venerdì e buon fine settimana!

04 aprile 2016

On being "romanized": i carciofi alla romana di Rachel Roddy

carciofi piatto
Mi riferisco a Roma definendola "la mia città" sebbene nessuno della mia famiglia (compresa me) sia nato qui. Mio papà è sempre stato un settentrionale decisamente anomalo e, seppure quasi quarant'anni di romanitudine non siano riusciti a scalfire minimamente il suo accento, irrimediabilmente milanese, ha sempre preferito il lato meridionale del nostro Paese. Forse per questo ha sposato una siciliana, ma ha anche sempre cercato di muoversi verso Sud, possibilmente il più lontano dalla nebbia e dal grigiore della sua Milano di allora, preferibilmente il più possibile vicino al mare. Così, dopo una prima lunga sosta a Napoli, all'inizio degli anni '60, e un veloce rientro a Milano all'inizio degli anni '70, il destino e il lavoro lo portarono a scegliere Roma come meta definitiva per la nostra famiglia. O forse sarebbe più giusto dire che fu Roma a scegliere lui.. e come poteva, nel suo raggiante splendore di quegli anni, parliamo della metà degli anni 70, non ammaliare e conquistare chiunque, compreso quindi il mio papà. E fu così che siamo stati tutti adottati da questa città e oggi, da romana adottiva e residente permanente, come la maggior parte dei miei concittadini nutro per questa città sentimenti altalenanti di odio e di sconfinato e incurabile amore. Non è forse così che succede nelle migliori storie d'amore? Per chi la vive da residente, infatti, Roma sa come farti uscire dai gangheri con tutti i peggiori difetti di una città grande e caotica come questa. Poi però basta uno sguardo su un vicoletto di Trastevere, i panni volteggianti ad asciugare sui fili stesi da palazzo a palazzo nelle stradine del Ghetto, un giro in una delle qualsiasi centinaia di meravigliose chiese, il rumore dell'acqua fresca che sgorga da una fontana del centro, un sorso d'acqua da un "nasone", un mercato rionale, un tramonto mozzafiato sul Tevere e "la mia" Roma si fa perdonare tutto.. 
carciofi alla romana pentola
Cocotte in ghisa di Le Creuset



Ritrovo tutto questo e molto di più nelle pagine magnificamente scritte da Rachel Roddy nel suo libro "Five quarters: recipes and notes from a kitchen in Rome", dove l'autrice inglese descrive la città che la conquistò circa 10 anni fa, o meglio, il quartiere di cui si è innamorata e dove ha scelto di vivere, quello che ancora oggi, forse più di ogni altro quartiere della città, conserva la propria identità romanesca: Testaccio. Questo libro (disponibile per ora solo in inglese) è sopra ogni cosa una piacevolissima lettura: lo stile narrativo di Rachel infatti è delicato e familiare e ti cattura in ogni racconto che ti trasporta direttamente in questa parte di Roma e nella sua quotidianità. Molto più di un libro di ricette, i racconti e le storie di Rachel descrivono i sapori autentici di questa parte di Roma, dei suoi veraci abitanti, del suo vibrante mercato, restituendoci una visione molto genuina e realistica della città che forse "noi" romani stiamo un po' perdendo, impegnati a lamentarci oggi del traffico, domani della spazzatura o del poco senso civico di molti cittadini. Leggere la "mia" Roma nelle parole di Rachel mi ha fatto rivivere i motivi per cui, molti anni fa, questa città scelse di adottare la mia famiglia. 

Inoltre, come se non bastasse, il libro è anche un magnifico ricettario di cucina "romana de roma", di quella più vera, umile e semplice inventata dai cittadini di Testaccio, molti dei quali impiegati anticamente nel vecchio mattatoio cittadino, che spesso venivano ricompensati delle loro fatiche con tagli di scarto della lavorazione delle carni, il cosiddetto "quinto quarto" (da cui il titolo del libro) e che le massaie del tempo, con la loro arte dell'arrangiarsi, animate dallo spirito del "nun se butta via gnente" sapevano trasformare in piatti meravigliosi e saporiti, umili ma di sostanza, oggi come allora, e che Rachel ci ripropone fedelmente con ricette spiegate molto chiaramente. 

Ed ecco come, una ex milanese, altamente romanizzata, ha cucinato i migliori carciofi alla romana della sua vita, con la ricetta spiegata da un'autrice inglese, "very romanized", e che vi riporto fedelmente. 

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