23 dicembre 2016

Un vino al mese: il Moscato d'Asti

Il Moscato d'Asti è forse più di ogni altro il vino legato alle festività natalizie. Ce ne parla la nostra amica sommelier Cinzia Bonfà nel suo articolo di oggi, con una piccola lista di "consigli per gli acquisti". 

"L’oro del Moscato d’Asti"
testo e foto di Cinzia Bonfà, sommelier e wine writer

Il Moscato d’Asti è un vino scintillante e profumato di bassissima gradazione alcolica, caratterizzato da una leggera frizzantezza; deriva dal nobile vitigno aromatico Moscato Bianco o Moscato di Canelli ed è prodotto nelle province di Asti, Alessandria e Cuneo. Da non confondere con l’Asti Spumante che, pur avendo in comune il vitigno e la medesima denominazione Docg ”Asti”, si differenzia per il metodo di vinificazione. Ogni anno, intorno alle festività natalizie, il mondo viene addolcito un po’ dall’evanescenza della suo perlage modulato. Sì perché anche lui è il vino della festa, quello però più adatto a pandori e panettoni, colmo di oro, di luce e di seta gialla, dolce, sì, ma mai stucchevole; un vino al quale ci si può abbandonare con fiducia, con tranquillità ma anche con dissolutezza, senza ritegno e senza sensi di colpa perché non supera quasi mai i 5 % vol. e, bevuto tra i 6 e gli 8 gradi, si fa ben desiderare facendo fatica a lasciarlo andare via. Cosa c’è di più bello di un vino fresco, dolce, languido, leggiadro che stuzzica il palato e addolcisce i sensi? Il Moscato d’Asti può causare piacevole turbamento e non è per nulla un vino frivolo, rimane piuttosto un vino pensoso, più tranquillo di altri, diffondendo armonia e serenità e forse piace per questo, piace perché è accondiscendente e gioioso ma non frivolo. Lui ha una sua grande personalità perché non subendo la presa di spuma vera e propria, mantiene una vivacità naturale che lo rende unico.
Ecco l’Oro di Canelli in alcune bottiglie.

1. Gianni Gagliardo
con sede a La Morra, ha vigneti sparsi in 5 comuni (La Morra, Barolo, Monforte, Serralunga e a Monticello nel Roero) da dove provengono splendidi Barolo e tutte le tipologie albesi. Da due anni produce anche il Moscato Villa M Cuvée dolce, con vitigni provenienti dal Monferrato. Packaging incantevole con la forma della bottiglia di una champagnotta rotonda e l’etichetta disegnata dal famoso grafico Bersanetti. Ha 6,5% di alcol, Metodo Martinotti-Charmat. Paglierino brillante. Una schiuma leggiadra si adagia su aromi eleganti agrumati come la delizia al limone, poi si scorgono mazzetti di lavanda e salvia. Ricco e cremoso il sorso, fresco e finemente dolce con rimandi agrumati. Ne vorresti di più.

2. Scagliola 
è un’azienda di Calosso sulle ultime colline del Monferrato a ridosso con le Langhe che ha radici nel lontano 1930. Produce principalmente ottime Barbera e un romantico Moscato dalla bellissima etichetta, frutto di vigne storiche di 40 anni di età. Il Moscato d’Asti Volo di Farfalle ha 5,5% di alcol e sosta 6 mesi in acciaio. Bagliori dorati su spuma compatta. I profumi sono gioiosi di buccia di limone, pesca, salvia e créme brûlèe. Sorso fine, equilibrato con dolcezza eterea, come un battito d’ali di farfalla: un respiro di vita e ricordi. Il nome anche se di pura fantasia vuole essere una similitudine: i profumi soffici nei quali una farfalla si destreggia sono gli stessi di quando c’è un momento di festa.

3. Massolino 
è un’azienda storica di Serralunga d’Alba con una produzione vinicola molto variegata, cresciuta ancora di più nella qualità e in termini di immagine negli ultimi 10 anni ma famosa per Barolo di altissimo livello. Il Moscato d’Asti 2015 ha 5% di alcol ed è contenuto in una bella bottiglia trasparente. Paglierino festoso cristallino. Leggiadri sono i toni di pesca, di agrumi e muschio su una spuma ricca e vaporosa. Al palato è fresco, cremoso, dolce e vibrante.

4. Sergio Grimaldi 
Ca’ Du Sindic è situata a Stefano Belbo in provincia di Cuneo. Ca’ du Sindic significa “la casa del sindaco” quella affittata nel 1972 dalla famiglia Grimaldi che iniziò solo nel 1989 l’imbottigliamento delle proprie uve, prima vendute ad altre aziende spumantistiche. L’azienda produce oltre a Dolcetto, Barbera e Brachetto anche Spumanti con Metodo Charmat lungo. Il Moscato d’Asti Ca’ du Sindic 2015 ha 5% di alcol e affina in acciaio. Verdolino con delicata effervescenza. Leggiadro nei profumi che si aprono subito a sensazioni erbacee di verbena e tratti minerali. Deliziosa la gelatina al limone. Sorso fresco e giustamente dolce. Elegante.

5. La Gironda 
si trova a Nizza nel Monferrato cuore pulsante della Barbera. Nasce nel 2000 e a condurre oggi 7 ettari di proprietà, è la famiglia Galandrino. Il rispetto per l’ambiente ha portato l’azienda a fregiarsi della certificazione ISO14001 che attesta il raggiungimento di ottime performance ambientali non solo in vigna ma anche in più fronti. Il Moscato d’Asti 2015 ha 5% di alcol ed è intarsiato da venature paglierino-verdoline. Subito si dona con una nota erbacea classica di salvia e fiori di camomilla uniti alla scorzetta di kumquat. L’assaggio è piacevolissimo con miele di tiglio e d’agrumi che piantonano il palato. Lunga persistenza sapida e l’invito a berne di più.

6. Enrico Serafino 
è un’azienda storica di Canale d’Alba, venduta alla Krause Holdings a giugno 2015 dal gruppo Campari. Tutta la produzione verte sui vitigni classici del Roero ma anche su Chardonnay e Pinot Nero per la realizzazione di strepitosi Alta Langa, Spumanti Metodo Classico. Il Moscato d’Asti Black Edition 2014 (ora in commercio il 2015) ha 5,5% di alcol ed è rivestito da una bottiglia completamente nera satinata dallo stile rockeggiante. Veste un abito dorato festoso. Complesso e articolato nei profumi: limone d’Amalfi, cedro, glicine e litchi che ritornano fortemente al palato. Una dolcezza calibrata e una vibrante freschezza invitano al riassaggio e tutto diventa deliziosamente audace.

7. Gianni Doglia 
è una piccola realtà di vignaioli a conduzione familiare di Castagnole Lanze, tra Langhe e Monferrato. Il Moscato d’Asti Casa di Bianca (prima annata prodotta nel 2012) è un cru in tiratura limitata di 3000 bottiglie, derivante da un particolare appezzamento. Subisce la presa di spuma con Metodo Charmat e affina in acciaio sui propri lieviti per almeno 6 mesi. Ha una gradazione alcolica moderata di 5% vol. Paglierino brillante. Destreggia nel bicchiere un’effervescenza minuta e continua. La spuma è gioiosa e il bagaglio aromatico felice, caldo, ricco di buccia di cedro, miele di tiglio con tocchi meringati e vegetali, ma la sua anima, la sua essenza, è tutta floreale distesa su un campo di lavanda provenzale. L’assaggio gioca su vari livelli di eleganza bilanciando freschezza e dolcezza. Gentile e armonioso chiude con ritorni coerenti olfattivi. Un vino sopra le righe, che incanta e stupisce, da bere in ogni occasione e non solo durante le “feste” perché è pura poesia e la poesia sta bene in ogni momento della vita.

moscato d'asti


1 commento:

  1. che il tuo Natale e le tue festività siano (e siano state) annaffiate da tanto buon vino, che ci vuole sempre ;-) tanti, tantissimi auguri cara Barbara!

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...