23 dicembre 2016

Un vino al mese: il Moscato d'Asti

Il Moscato d'Asti è forse più di ogni altro il vino legato alle festività natalizie. Ce ne parla la nostra amica sommelier Cinzia Bonfà nel suo articolo di oggi, con una piccola lista di "consigli per gli acquisti". 

"L’oro del Moscato d’Asti"
testo e foto di Cinzia Bonfà, sommelier e wine writer

Il Moscato d’Asti è un vino scintillante e profumato di bassissima gradazione alcolica, caratterizzato da una leggera frizzantezza; deriva dal nobile vitigno aromatico Moscato Bianco o Moscato di Canelli ed è prodotto nelle province di Asti, Alessandria e Cuneo. Da non confondere con l’Asti Spumante che, pur avendo in comune il vitigno e la medesima denominazione Docg ”Asti”, si differenzia per il metodo di vinificazione. Ogni anno, intorno alle festività natalizie, il mondo viene addolcito un po’ dall’evanescenza della suo perlage modulato. Sì perché anche lui è il vino della festa, quello però più adatto a pandori e panettoni, colmo di oro, di luce e di seta gialla, dolce, sì, ma mai stucchevole; un vino al quale ci si può abbandonare con fiducia, con tranquillità ma anche con dissolutezza, senza ritegno e senza sensi di colpa perché non supera quasi mai i 5 % vol. e, bevuto tra i 6 e gli 8 gradi, si fa ben desiderare facendo fatica a lasciarlo andare via. Cosa c’è di più bello di un vino fresco, dolce, languido, leggiadro che stuzzica il palato e addolcisce i sensi? Il Moscato d’Asti può causare piacevole turbamento e non è per nulla un vino frivolo, rimane piuttosto un vino pensoso, più tranquillo di altri, diffondendo armonia e serenità e forse piace per questo, piace perché è accondiscendente e gioioso ma non frivolo. Lui ha una sua grande personalità perché non subendo la presa di spuma vera e propria, mantiene una vivacità naturale che lo rende unico.
Ecco l’Oro di Canelli in alcune bottiglie.

1. Gianni Gagliardo
con sede a La Morra, ha vigneti sparsi in 5 comuni (La Morra, Barolo, Monforte, Serralunga e a Monticello nel Roero) da dove provengono splendidi Barolo e tutte le tipologie albesi. Da due anni produce anche il Moscato Villa M Cuvée dolce, con vitigni provenienti dal Monferrato. Packaging incantevole con la forma della bottiglia di una champagnotta rotonda e l’etichetta disegnata dal famoso grafico Bersanetti. Ha 6,5% di alcol, Metodo Martinotti-Charmat. Paglierino brillante. Una schiuma leggiadra si adagia su aromi eleganti agrumati come la delizia al limone, poi si scorgono mazzetti di lavanda e salvia. Ricco e cremoso il sorso, fresco e finemente dolce con rimandi agrumati. Ne vorresti di più.

2. Scagliola 
è un’azienda di Calosso sulle ultime colline del Monferrato a ridosso con le Langhe che ha radici nel lontano 1930. Produce principalmente ottime Barbera e un romantico Moscato dalla bellissima etichetta, frutto di vigne storiche di 40 anni di età. Il Moscato d’Asti Volo di Farfalle ha 5,5% di alcol e sosta 6 mesi in acciaio. Bagliori dorati su spuma compatta. I profumi sono gioiosi di buccia di limone, pesca, salvia e créme brûlèe. Sorso fine, equilibrato con dolcezza eterea, come un battito d’ali di farfalla: un respiro di vita e ricordi. Il nome anche se di pura fantasia vuole essere una similitudine: i profumi soffici nei quali una farfalla si destreggia sono gli stessi di quando c’è un momento di festa.

3. Massolino 
è un’azienda storica di Serralunga d’Alba con una produzione vinicola molto variegata, cresciuta ancora di più nella qualità e in termini di immagine negli ultimi 10 anni ma famosa per Barolo di altissimo livello. Il Moscato d’Asti 2015 ha 5% di alcol ed è contenuto in una bella bottiglia trasparente. Paglierino festoso cristallino. Leggiadri sono i toni di pesca, di agrumi e muschio su una spuma ricca e vaporosa. Al palato è fresco, cremoso, dolce e vibrante.

4. Sergio Grimaldi 
Ca’ Du Sindic è situata a Stefano Belbo in provincia di Cuneo. Ca’ du Sindic significa “la casa del sindaco” quella affittata nel 1972 dalla famiglia Grimaldi che iniziò solo nel 1989 l’imbottigliamento delle proprie uve, prima vendute ad altre aziende spumantistiche. L’azienda produce oltre a Dolcetto, Barbera e Brachetto anche Spumanti con Metodo Charmat lungo. Il Moscato d’Asti Ca’ du Sindic 2015 ha 5% di alcol e affina in acciaio. Verdolino con delicata effervescenza. Leggiadro nei profumi che si aprono subito a sensazioni erbacee di verbena e tratti minerali. Deliziosa la gelatina al limone. Sorso fresco e giustamente dolce. Elegante.

5. La Gironda 
si trova a Nizza nel Monferrato cuore pulsante della Barbera. Nasce nel 2000 e a condurre oggi 7 ettari di proprietà, è la famiglia Galandrino. Il rispetto per l’ambiente ha portato l’azienda a fregiarsi della certificazione ISO14001 che attesta il raggiungimento di ottime performance ambientali non solo in vigna ma anche in più fronti. Il Moscato d’Asti 2015 ha 5% di alcol ed è intarsiato da venature paglierino-verdoline. Subito si dona con una nota erbacea classica di salvia e fiori di camomilla uniti alla scorzetta di kumquat. L’assaggio è piacevolissimo con miele di tiglio e d’agrumi che piantonano il palato. Lunga persistenza sapida e l’invito a berne di più.

6. Enrico Serafino 
è un’azienda storica di Canale d’Alba, venduta alla Krause Holdings a giugno 2015 dal gruppo Campari. Tutta la produzione verte sui vitigni classici del Roero ma anche su Chardonnay e Pinot Nero per la realizzazione di strepitosi Alta Langa, Spumanti Metodo Classico. Il Moscato d’Asti Black Edition 2014 (ora in commercio il 2015) ha 5,5% di alcol ed è rivestito da una bottiglia completamente nera satinata dallo stile rockeggiante. Veste un abito dorato festoso. Complesso e articolato nei profumi: limone d’Amalfi, cedro, glicine e litchi che ritornano fortemente al palato. Una dolcezza calibrata e una vibrante freschezza invitano al riassaggio e tutto diventa deliziosamente audace.

7. Gianni Doglia 
è una piccola realtà di vignaioli a conduzione familiare di Castagnole Lanze, tra Langhe e Monferrato. Il Moscato d’Asti Casa di Bianca (prima annata prodotta nel 2012) è un cru in tiratura limitata di 3000 bottiglie, derivante da un particolare appezzamento. Subisce la presa di spuma con Metodo Charmat e affina in acciaio sui propri lieviti per almeno 6 mesi. Ha una gradazione alcolica moderata di 5% vol. Paglierino brillante. Destreggia nel bicchiere un’effervescenza minuta e continua. La spuma è gioiosa e il bagaglio aromatico felice, caldo, ricco di buccia di cedro, miele di tiglio con tocchi meringati e vegetali, ma la sua anima, la sua essenza, è tutta floreale distesa su un campo di lavanda provenzale. L’assaggio gioca su vari livelli di eleganza bilanciando freschezza e dolcezza. Gentile e armonioso chiude con ritorni coerenti olfattivi. Un vino sopra le righe, che incanta e stupisce, da bere in ogni occasione e non solo durante le “feste” perché è pura poesia e la poesia sta bene in ogni momento della vita.

moscato d'asti


22 dicembre 2016

Natale a Roma: il Pangiallo

PANGIALLO
Nel post precedente vi avevo già raccontato un po' della tradizione romana del cenone per la sera della vigilia di Natale, che qui a Roma viene festeggiata al pari (se non ancora di più) del giorno di Natale. Non c'è casa romana che si rispetti dove il pranzo della vigilia (o quello di Natale) non si concluda con un pezzetto di Pangiallo, un dolce della tradizione di Roma a base di frutta secca e miele che nel colore e nella forma voleva ricordare un piccolo sole, di buon auspicio dopo il solstizio d'inverno. La ricetta di questo dolce, ma a dire il vero anche il dolce stesso, mi è stata "regalata" dalla mia amica e collega Elvira, non faccio altro pertanto che tradurla qui sotto per voi dal suo bellissimo post.
A domani, vi aspetto qui con la sommelier Cinzia Bonfà per un brindisi nella rubrica "Un vino al mese" ovviamente anch'essa in tema natalizio :)


20 dicembre 2016

Il menu della vigilia - pasta e ceci con baccalà e rosmarino

pasta e ceci e baccalà


Da quando ci siamo trasferiti a Roma, ormai quasi 40 anni orsono, abbiamo cominciato ad apprezzare la tradizione della cena della vigilia di Natale. A dire il vero, per noi che venivamo “dal nord”, la vigilia di di solito non veniva festeggiata più di tanto, al più ci si concedeva un pasto piuttosto semplice, riservando i pantagruelici banchetti più che altro per il pranzo del 25.
Abbiamo così piacevolmente imparato a scoprire che invece, qui a Roma, anche (o forse ancor di più) la cena della vigilia è un momento da condividere e festeggiare con familiari e parenti attorno ad una tavola riccamente imbandita. Cena “di magro”, ossia no carne (che per quanto riguarda il menu di magro c’è davvero ben poco!).
Immancabile il fritto della vigilia: vegetariano, con verdure di stagione impastellate e fritte (broccoli, cavolfiori e carciofi in primis) o misto, con l’aggiunta di polpetti, moscardini, calamari, gamberi e l’immancabile filetto di baccalà.
Seguono i primi, naturalmente a base di pesce, come la tradizionale minestra di pasta e broccoli in brodo di arzilla o gli spaghetti con il tonno o alle vongole (ma spesso anche sia la minestra che la pasta).
Non finisce qui! Per chi ha ancora un po’ di spazio libero, anguilla o capitone o pesce al forno con insalata di puntarelle alla romana, cicoria ripassata e poi per finire frutta fresca e secca e il tradizionale pangiallo.
Questa è una ricetta che può tranquillamente andare bene in un menu per la vigilia di Natale alla romana, ma che di fatto è buona anche in tutti gli altri giorni dell’anno.. 


19 dicembre 2016

La colazione del lunedì: muffin con pere e noci

MUFFIN PERA E NOCI
tovagliolo Lino e Lina in vendita da Lela - Roma

E così siamo ufficialmente entrati nella settimana di Natale, però io questo lunedì invece di partire subito con le idee per i menu festivi ho preferito rimanere sul classico, un bel dolcetto da colazione di quelli che piacciono tanto a me. Nulla vi vieta, ovviamente, di prepararli anche per le vostre colazioni Natalizie se, a differenza di me, non siete tra quelli che aspettano tutto l'anno questa settimana per inzuppare gloriose fette di panettone artigianale nel caffèllatte del mattino, raccogliendo poi col cucchiaino i canditi e le uvette precipitati sul fondo della tazza.. 
Le mie colazioni dei giorni di festa fin da quando sono bambina infatti prevedono panettone e caffèllatte e, per l'occasione, anche quest'anno tornerò ad utilizzare la mia tazzona storica, quella in cui ho fatto colazione da quando avevo 3 anni, che oggi conservo un po' come una reliquia e tiro fuori in occasioni speciali, come questa.. Nello scorso fine settimana invece ci siamo deliziati con questi ottimi muffin, morbidi, leggeri ma nutrienti, con le pere profumate che li hanno mantenuti perfettamente umidi e il tocco croccante dei gherigli di noce. Più naturalmente il gusto intenso dello zucchero integrale di canna e quello della farina integrale di farro, che ormai sono diventati un must in quasi tutti i miei dolci casalinghi. 


12 dicembre 2016

Milano-Roma più veloce di un Frecciarossa: le polpette di bollito (unica fermata: Torino)

polpette bollito
Eternamente divisa tra la mia milanesitudine intrinseca (che salta fuori un po' random, come quando nel bel mezzo di una riunione uso espressioni come "la rava e la fava" e gli altri "boh..") e la mia romanità viscerale (quella per cui gli amici milanesi mi chiamano "la romana", e a ragione, direi..). 
Tradizioni, modus vivendi, caratteri completamente diversi, a volte davvero agli antipodi quelli milanesi e romani, io a dire il vero vivo abbastanza serenamente questa dicotomia e ritrovo in me molte caratteristiche di entrambi, forse per questo mi trovo bene tanto tra i romani quanto tra i milanesi (anche se il mio cuore è ormai dichiaratamente un "core de sta città".. vuoi mettere? il sole, il mare, er cuppolone..).
Tradizioni diversissime anche a tavola, ovviamente. Che in casa nostra, come ho già raccontato, hanno allegramente convissuto e sono state (e sono ancora) molto democraticamente apprezzate entrambe. C'è un piatto però che forse più di altri avvicina più che mai questi quasi 600 km di separazione tra la mia città natale e quella che mi ha definitivamente adottato: le polpette di bollito (romane) o mondeghili milanesi. Sostanzialmente (ognuno con le proprie varianti) si tratta dello stesso identico piatto e dell'arte universalmente italiana del riciclare gli avanzi. 
Polpette di bollito. Una ricetta vera e propria  non esiste, proprio come nella migliore tradizione delle ricette regionali, c'è chi aggiunge la mortadella, chi il prosciutto cotto, chi quello crudo, o il formaggio o una patata lessa. 
L'idea mi è venuta sfogliando il libro "Tondo come una polpetta" della mia amica Barbara Torresan (dove tra l'altro ho avuto anche l'onore di partecipare con un piccolo cameo), leggendo la sua golosissima ricetta dei mondeghili mi sono resa conto che di fatto altro non erano più o meno lo stesso piatto povero della nostra tradizione di cucina romana: le mitiche polpette di bollito. 
Milanesi o romane, questa è semplicemente la mia versione. E siccome non ci vogliamo far mancare anche uno zampino piemontese nella storia della mia famiglia, ci ho messo accanto anche il bagnet verd, perché il mio quarto piemontese alla parola bollito rivendica l'irrinunciabile abbinamento. 
Ecco qua, 600 km in pochi minuti. Con sosta a Torino, meglio di un Frecciarossa, no?



07 dicembre 2016

Pensando al Natale: arrostino di maiale alle prugne con cipolline in agrodolce

arrosto blog
piatto Nuvola di Argyla in vendita su Dishesonly

Chi ha già fatto l'albero? Io ancora no, anche se (per altri motivi, diciamo... lavorativi!) ho in giro per casa le scatole delle decorazioni da almeno metà agosto!!) ma penso che in questo lungo fine settimana finalmente troverò il tempo di dedicarmi agli addobbi di casa. Però mi sembra giunto il momento di cominciare anche a pensare a cosa cucinare il giorno di Natale, non vi pare? Io personalmente non ho ancora le idee chiare, ma tempo fa, in collaborazione con Zucchi, ho provato questa ricetta che magari potrebbe essere una buona idea per il secondo del pranzo di Natale. Un arrostino saporito e delizioso, dal gusto leggermente agrodolce sia per la presenza delle prugne secche all'interno, sia per le deliziose cipollina in agrodolce servite come contorno. Per queste, ho utilizzato l'aceto di vino rosso Zucchi che ho trovato ottimo in questa ricetta, non troppo agre ma comunque di carattere, quel giusto contrasto per rendere questo classico contorno perfettamente bilanciato. E voi? Cosa avete in mente per le feste? Si accettano suggerimenti! A presto.


zucchi aceto

ghreoigherhggoer

05 dicembre 2016

Cake alla zucca di Giulia con noci e farina integrale

cake zucca e noci fetta
tovagliolo in lino grezzo di Staystore Roma 

Mi 
Avevo appuntato questa torta di Giulia da troppo tempo sulla mia bacheca virtuale di "ricette da provare", a guardare oggi la data di pubblicazione sul suo blog mi sono resa conto che sono di fatto passati quasi 3 anni (!?!?) ma per la serie meglio tardi che mai, e siccome quando vedo una ricetta che mi piacerebbe provare difficilmente me la dimentico, questo sabato è finalmente arrivato il momento di infornare questo dolce per la nostra colazione della domenica. 
Con qualche piccola variazione imposta dalla disponibilità della dispensa e dalla voglia di un tocco di croccante in più, la vera "genialata" di questo dolce è che la zucca non deve essere cotta in precedenza, molto semplicemente la sbucciate, la tagliate a cubetti e la frullate (da cruda) con lo yogurt fino ad ottenere una crema. Si si, avete capito bene. Zucca cruda frullata. 
Era questo il motivo che mi aveva attratta inesorabilmente verso questa ricetta, la non trascurabile comodità di evitare la lunga pre-cottura della zucca in forno e l'attesa di farla raffreddare e asciugare per bene nel colino prima di poterla utilizzare, pratica che nella maggior parte dei casi mi ha sempre fatto desistere dal preparare dolci con la zucca. 
Questa torta qui invece è semplicissima e veloce da preparare, cioè se per caso vi avanza quel pezzo di zucca butternut da un'altra ricetta e vi viene un'improvvisa voglia di un dolce perfettamente umido e delizioso, voilà in pochi minuti l'avrete già messo in forno. Comodo no? 

cake intero jtfirjrteio

29 novembre 2016

Non è Natale senza.. il crostino toscano!

crostino toscano blog
coltello Opinel


La contaminazione toscana in casa Pane&Burro non è certamente una novità. Indipendentemente dal fatto di avere un marito maremmano, la cucina toscana a dirla tutta mi è sempre piaciuta moltissimo, con i suoi sapori rustici, genuini, confortanti. Una delle ricette ereditate dal ramo maremmano della famiglia è senza ombra di dubbio il "crostino toscano". Nulla a che vedere con qualsiasi patè di fegatini o di fois gras che possiate immaginare, il crostino toscano infatti si differenzia non solo per il gusto (decisamente molto più saporito) ma soprattutto per la consistenza, granulosa, molto simile ad un ragù fine piuttosto che ad un patè. Il miglior crostino toscano mai mangiato lo fa, manco a dirlo, la mia suocera maremmana (esatto, la stessa del pollo arrosto più buono del mondo!) e qualche settimana fa, approfittando della sua presenza a casa nostra, mi sono fatta spiegare la sua ricetta del crostino toscano perfetto, che oggi voglio condividere con voi. Secondo me è ottimo come antipasto per il pranzo di Natale, ad esempio, e così ora avete il tempo di fare qualche esperimento in anticipo :)

toscana panorama


23 novembre 2016

Cavolfiore arrosto con fonduta al taleggio

cavolfiore arrosto copia
coltello grigio Opinel, posata "Passepartout d'O" by ShonuberFranchi di  KnIndustrie, piatto Nuvola di Dishesonly

Mannaggia, sono in ritardo su tuuuuuutttooooooo! 
Non vi ho ancora raccontato del meraviglioso fine settimana in Umbria a "cacciare" tartufi e a cucinare insieme alla mia amica Elvira in una cucina e in una location mozzafiato per un menu degustazione con i tartufi raccolti insieme.. non vi ho ancora raccontato del bellissimo fine settimana lungo nelle Langhe di qualche settimana fa.. non vi ho raccontato di alcuni progetti nuovi a cui sto lavorando e della copertina del prossimo numero di Natale di Cucina Naturale che potete trovare già in edicola... 
Però ho una ricetta nel cassetto fresca fresca e facile facile che ci è piaciuta così tanto da entrare di diritto nella lista di contorni da preparare per il pranzo di Natale. Pranzo di cui non ho ancora la minima idea ma di una cosa sono certa: tra i vari contorni che normalmente preparo per accompagnare il secondo, di sicuro, questo non mancherà!

cauliflower dyp

 sia abbastanza chiaro ormai che il mio cibo di conforto in assoluto 



11 novembre 2016

Un vino al mese: Venica Sauvignon Ronco delle Mele

Torna la rubrica "Un vino al mese" curata dalla bravissima sommelier Cinzia Bonfà che oggi ci racconta, con il suo stile inconfodibile, la differenza tra aroma e bouquet presentadoci un meraviglioso Sauvignon. La parola a Cinzia, che vi consiglio di seguire anche sulla sua interessantissima pagina Facebook "NON SOLO VINO", su Twitter InstagramNoi ci vediamo presto con una nuova ricetta. Buon vino e buon fine settimana!


14508622_10206685292201193_178179201_n


Venica Sauvignon Ronco delle Mele tra aroma e bouquet.
testo e foto di Cinzia Bonfà

C’è un ruolo superiore d’incontri giocato nell’armonia universale tra aromi e bouquet maschili e femminili, come quelli che si trovano in un profumo. C’è chi sostiene, infatti, che il vino si annusa come un profumo, che la voluttà è volatile e che è del tutto legittimo distinguere gli aromi maschili da quelli femminili. 
Il discorso è più semplice, è tutto fondato sulla natura umana che è strettamente legata alla procreazione, quindi all’amore e infine all’eros. Annusare il vino può diventare un gesto erotico, se si riescono a scindere i profumi maschili da quelli femminili, ma capire se in un vino tali profumi sono racchiusi negli “aromi” o in un “bouquet”, beh, questo è più da competenti del settore, amanti sopraffini. Ecco come naso e vino diventano due entità inseparabili. 
Come sostiene Émile Peynaud ne “Il gusto del Vino”, l’aroma è l’insieme dei principi olfattivi dei vini giovani e il bouquet è invece quell’odore acquisito nel corso del tempo. 
L’aroma, dunque, è come una giovane ragazza quando si spruzza un po’ di questo e due gocce di quello ed esce con vestiti leggeri lasciando una scia fresca, spontanea, gradevole e vibrante al mondo. 
Il bouquet, ovviamente, è tutt’altra cosa: è l’infusione degli odori di una vera e propria donna con i suoi segreti penetranti, le sue palpebre ammiccanti. Il bouquet non evapora subito dal bicchiere, rimane lì tra un respiro e l’altro. Si distinguono odori fluttuanti, animati, fulminanti che si aprono come la coda del pavone dimostrando come quel vino possa avere un’anima così colma di civetteria. D’altro canto, ci sono invece vini eccessivamente giovani che rimangono sfrontati, turbolenti, chiassosi ma terribilmente eccitanti.
Per la mia degustazione a riguardo ho scelto il Sauvignon Ronco delle Mele di Venica, un vino friulano che rispecchia fedelmente l’aroma giovanile tipico del vitigno di appartenenza che, con qualche anno in più di affinamento in bottiglia, riesce a regalare un bouquet unico. In gioventù il Ronco delle Mele è uno dei Sauvignon più estremi in assoluto con quei sentori vegetali di foglia di pomodoro, sambuco e bosso che uniti creano quella fantomatica idea di “pipi de chat”, acre, minerale. Seguono litchi e lime. Poi, con qualche anno di riposo in bottiglia (almeno 5 anni dalla vendemmia), può competere con i grandi Sauvignon della Loira, con profumi minerali evoluti di idrocarburo e quelli vegetali più arrotondati di verbena e di un campo di camomilla al sole. Il sorso da vibrante iniziale di gioventù con fremito minerale-agrumato si tramuta in quello più carnoso-fruttato mantenendo intatto un nerbo acido-sapido di forte penetrazione. Voluttuoso il connubio con i gamberi piccanti al lemongrass e aglio.

08 novembre 2016

Vellutata di zuppa butternut e porri con funghi porcini e bacon croccante

autunno
Penso che sia abbastanza chiaro ormai che il mio cibo di conforto in assoluto sono le zuppe (non per niente c'ho perfino scritto un intero libro sull'argomento!). E anche se a dirla tutta non rinuncio alla zuppa neanche in estate (a casa mia si frullano gazpacho da giugno a settembre) non vedo l'ora che comincino i primi freddi per poter mettere sul fuoco una buona zuppa confortante con i prodotti che il mercato e la stagione ci regalano in abbondanza, da gustare cucchiaiata dopo cucchiaiata ancora fumante dalla ciotola. Non c'è niente che mi scaldi e mi rilassi e mi rimetta in pace con il mondo più di una buona zuppa dopo una giornata intensa di lavoro.. In questo periodo abbondano sui banchi del mercato le zucche di ogni tipo e varietà. Tra le mie preferite c'è la zucca butternut, di cui amo particolarmente la polpa asciutta e dolce, la trovo non solo perfetta per la maggior parte dei piatti a base di zucca, ma anche estremamente "comoda": facile da pulire e non ingombrante e anche di dimensioni tali per cui ne puoi consumare una intera senza che ti avanzi, nei casi delle zucche più grandi inevitabilmente sono costretta a comprarne solo una fetta perché in alcuni casi raggiungono peso e dimensioni notevoli. Poi i funghi porcini: i miei amati funghi, che mangio molto meno spesso di quanto vorrei (immimarito è allergico...) ma che ogni volta che posso cucino almeno per me, magari come in questo caso solo da aggiungere ad una zuppa buona per tutta la famiglia. Una zuppa semplicissima da preparare, nutriente e buonissima. Evviva l'autunno e le sue zuppe!

_DSC6953-ZUPPA
Penso che sia abbastanza chiaro ormai che il mio cibo di conforto in assoluto 



VELLUTATA DI ZUCCA BUTTERNUT E PORRI
con funghi porcini e bacon croccante
.............................................................


::Ingredienti:: 

2 zucche butternut da circa 850 g
1 porro
brodo vegetale
80 ml di panna fresca (quella da montare)
4 bei funghi porcini freschi
1 spicchio d'aglio
4-5 rametti di timo fresco
una decina di rametti di prezzemolo
50 ml di vino bianco secco
8 fettine sottili di bacon 
crostini di pane
olio evo
sale, pepe


::Procedimento::

Sbucciate le zucche ed eliminate i semi e i filamenti all'interno. Tagliate la polpa a cubetti piccoli.
Affettate finemente il porro (la parte bianca, con quella verde potete fare il brodo vegetale) e sciacquatelo bene sotto un getto di acqua corrente per eliminare i residui di terra.
In un tegame, mettete il porro con 2 cucchiai abbondanti di olio e fatelo stufare a fiamma dolce finché non saranno leggermente appassiti. Unite la zucca e fatela insaporire per qualche minuto. Aggiungete una piccola presa di sale e coprite con il brodo vegetale a filo delle verdure. 
Portate a bollore, abbassate la fiamma e coprite con un coperchio. Fate cuocere per almeno 35-40 minuti, finché la zucca non sarà ben morbida, quasi disfatta. Aggiungete la panna, regolate di sale e pepe e frullate con un mixer ad immersione fino ad ottenere una consistenza vellutata e liscia. Se la desiderate più liquida aggiungete poco brodo vegetale. Nel frattempo, pulite bene i funghi e tagliateli a fettine. In una padella scaldate l'aglio sbucciato e schiacciato con 2 cucchiai d'olio e unite i funghi. Fateli saltare finché non si appassiscono leggermente, salate e pepate leggermente, unite le foglioline di timo e sfumate con il vino bianco. Proseguite la cottura finché i funghi non saranno ben morbidi e il fondo sarà stato quasi completamente assorbito. Tenete da parte. 
Fate rosolare il bacon in una padella a freddo senza altri grassi finché non sarà croccante da entrambi i lati, poi asciugatelo bene su carta da cucina e fatelo raffreddare.
Versate la zuppa nelle ciotole, decorate con qualche cucchiaio di funghi porcini, una manciata di crostini di pane croccanti, un paio di fettine di bacon e una spolverata di pepe. Un filo d'olio a crudo e servite.
Per 4. 

04 novembre 2016

Il pollo della domenica

pollo coscia
E dunque, visto che oggi è venerdì, ecco la mia ricetta per il pranzo della domenica, così avete sia oggi che domani per procurarvi l'ingrediente principale per la buona riuscita di questo piatto: il pollo.
Eh già, perché gli ingredienti segreti per il miglior pollo arrosto della vostra vita sono due: il pollo e la ricetta di mia suocera.
Vi dico solo che quando l'ho preparato per un pranzo in famiglia, mio papà, dopo averne mangiato a sazietà, ha sentenziato che erano almeno 50 anni che non mangiava un pollo arrosto così buono!
Il pollo, dunque, partiamo da lì: personalmente e soprattutto quando devo fare il pollo arrosto scelgo quello dell'allevamento San Bartolomeo, un'azienda agricola laziale biologica che produce polli, galline, tacchini e uova rigorosamente biologiche. Perché i loro polli sono così buoni? Innanzitutto perché razzolano liberamente nei campi, crescono in libertà e quindi, essendo sempre in movimento, hanno una carne più soda, povera di grassi e una pelle più sottile. Vengono nutriti esclusivamente con granaglie biologiche, erba, insetti e vermicelli, all'aria fresca e pulita in ampi spazi immersi nella campagna viterbese, ed è per questo che gli animali godono di un livello di benessere naturale per cui non è necessario somministrargli farmaci o antibiotici. Vengono allevati in questo modo per circa 120 giorni, ovvero più del doppio dei polli ad allevamento intensivo, per raggiungere un peso medio di circa 2kg/2,5kg (peso dell'animale intero). Risultato: polli non solo più buoni ma anche estremamente più sani. (ci tengo a dire che questo non è un post sponsorizzato dall'azienda, ma semplicemente un mio personale e spassionato consiglio per l'acquisto di un pollo veramente tra i migliori mai provati fino ad ora!) 
Ad ogni modo, qualunque sia la vostra scelta, per questa ricetta (ci si mangia serenamente in 6) è necessario un pollo ruspante (preferibilmente biologico) di circa 2 kg e mezzo, (peso del pollo intero con zampe testa e interiora).


pollo cocotte
Cocotte in ghisa smaltata Le Creuset


Ill

28 ottobre 2016

Vellutata di topinambur con cozze al natural

vellutata
tovagliolo Staystore Roma, cucchiaio KnIndustrie

Dicono che stia arrivando la tramontana. Finalmente.. adoro il vento di tramontana, quello che spazza via le nuvole e le preoccupazioni, che ci regala giornate splendide e fresche con cieli perfetti e aria croccante. In genere la tramontana nel mio personale calendario biologico segna il vero arrivo dell'autunno, quello che di solito mi costringe a cambiare definitivamente i vestiti nell'armadio così finalmente posso indossare un nuovo cappello. A rendere ancora più solennemente ufficiale la mia resa all'autunno che avanza nel weekend in arrivo ci sarà anche il ritorno dell'ora solare. Ormai non ho più scuse: saluto i fiori sui vestiti che hanno accompagnato la mia ultima estate per far posto al mio amato grigio.. Per accogliere al meglio la nuova stagione cosa c'è di megli di una zuppa confortante? Questa poi in particolare combina due tra i miei ingredienti preferiti in assoluto: i topinambur e le cozze. Li amo in maniera sconsiderata anche presi separatamente ma a metterli insieme in una zuppa è stata la prima volta. Il gusto del topinambur, che ricorda un po' quello del carciofo, si sposa benissimo con in gusto marino e la consistenza carnosa delle cozze. Provare per credere. Buon autunno!

topinambur
coltellino Opinel

25 ottobre 2016

Facciamo colazione? Ciambella al farro con zucchero muscovado e noci

cake alle noci blog
tovagliolo Staystore - piattino decorato a mano su Etsy by Freevolah 

Evvivaaaaa! Oh ma quant'era che non pubblicavo una delle mie torte da colazione? Troppo! 
In effetti, se mi seguite lo sapete già, in estate tendo ad andare in vacanza soprattutto dalle abitudini, specialmente quelle che ti fanno accendere il forno con 38 gradi fuori il sabato pomeriggio.. perciò niente torte a casa Pane&Burro diciamo da giugno a settembre, poi è capitato che immimarito ha deciso di cambiare abitudini alimentari per la colazione quindi niente più caffè per lui la mattina e quindi la torta la mangio di fatto solo io e mi dura il doppio del tempo.. Ma state tranquilli che con questa torta qui si inaugura la nuova stagione, magari ne sfornerò qualcuna in meno nei prossimi mesi ma io alla mia torta da credenza da inzuppare nel caffellatte la mattina a colazione non ho proprio intenzione di rinunciare!

Questa in particolare mi è piaciuta moltissimo, con i sapori e la consistenza che piacciono a me, la mollica fitta fitta, umida e compatta, con le noci a pezzettoni da sgranocchiare, il gusto intenso dello zucchero muscovado e il sapore rustico della mia amata farina di farro integrale. Perfetta per la colazione, ma anche per la merenda! Ringrazio il mio amico chef, Simone, per avermela passata.
Buon martedì!


21 ottobre 2016

Bang Bang Ji chicken wraps

bang bang ju chicken
Quanti modi esistono di cucinare il pollo? Infiniti.. Tanti da poterci scrivere un libro intero come ha fatto Diana Henry nel suo libro dall'intraducibile titolo "A bird in the hand - chicken recipes for every day and avery mood" che già da un po' staziona nella mia wish list. 
Questa ricetta però l'ho assaggiata per la prima volta a casa di una mia collega, americana di origine scandinava, con cui condivido gran parte del mio lavoro quotidiano oltre alla passione per la cucina con frequente scambio di ricette.. Ci ha preparato questo pollo in occasione di un aperitivo che aveva organizzato a casa sua qualche settimana fa e siccome mi era piaciuto moltissimo e in più mi sembrava una genialata per riciclare gli avanzi di pollo (arrosto o bollito) mi sono fatta dare la ricetta. Così ho scoperto che la ricetta originale è di origine cinese, della regione del Sichuan in particolare, e ha un nome particolarmente curioso che viene comunemente tradotto con BangBang Ji Chicken.
Non so se sia per via del nome buffo, ma questo pollo ha letteralmente conquistato il mio nipotino di 7 anni che si è spazzolato 6-7 mini wrap uno dopo l'altro quando l'ho riproposto a casa, verdissima foglia di lattuga compresa (e si sa, tutto ciò che ha un colore vagamente somigliante al verde in genere non riscuote grande successo tra gli under teen...).
Potete, come ho fatto io, cuocere del pollo direttamente per preparare il BangBang Ji oppure utilizzare avanzi di pollo lesso o arrosto o grigliato. Ottimi da servire per una cena in piedi, ognuno potrà avvolgere la foglia di lattuga intorno al pollo e consumarlo come un involtino.


17 ottobre 2016

Insalata di spinacino con pere, San Daniele e grana con olio Zucchi al Cranberry

insalata per blog
coltello Opinel, forchetta KnIndustrie 

Nonostante le temperature di questi ultimi giorni ricordino molto di più l'inizio dell'estate invece di quello dell'autunno (il che devo dire che in fondo non mi dispiace poi tanto, dal momento che, tanto per cambiare, non ho minimamente messo mano al cambio dei vestiti e delle scarpe del mio guardaroba...) creando per altro qualche confusione anche agro-alimentare (ad esempio, il mio basilico in terrazza è più rigoglioso che mai tanto che abbiamo deciso di farci una terza tornata di pesto). In attesa che questo autunno si decida a prendere finalmente il sopravvento, con buona pace del mio cambio stagione, l'occasione dell'arrivo delle pere nashi che in questo periodo si riescono a trovare facilmente, mi ha fatto pensare a un'insalata di stagione perfetta per un pranzetto veloce, gustoso e nutriente in questi primi giorni di questa mezza stagione che fatica a venir fuori. 
Spinacino (che amo particolarmente in insalata, con la sua consistenza carnosa), prosciutto San Daniele tagliato molto sottilmente, pera nashi a fettine sottilissime, qualche gheriglio di noce e qualche scaglia sottile di grana. A completare il tutto, un olio veramente particolare, sto parlando dell'olio extra vergine di oliva Zucchi aromatizzato al Cranberry, che con la sua nota leggermente acidula e profumata bilancia perfettamente i sapori di quest'insalata di stagione. 
Buon lunedì e speriamo che sia autunno!


07 ottobre 2016

Funghi ripieni al formaggio

funghi formaggio blog


Che fine hanno fatto le ottobrate romane? Oggi nella mia città sembra fine novembre, l'autunno non mi dispiace e nemmeno la pioggia a dirla tutta, ma c'è modo e modo! Tipo che magari tutta la pioggia del mese potrebbe evitare di cadere in 24 ore? Magari una mezz'oretta di acqua tutti i giorni sarebbe più facile da gestire, no? E così, ombrello alla mano, ho raccattato quello che ho potuto nel mio armadio ancora completamente estivo, e vestita in modo improbabile sono uscita di casa per affrontare il traffico della città sotto la pioggia. Perché se non abitate a Roma non sapete cosa sia guidare quando piove incessantemente da due giorni. Auto che sbucano con la pioggia come le lumache: chiunque normalmente utilizzi un qualsiasi altro mezzo di trasporto, a Roma quando piove stai sicuro che tira fuori la macchina dal garage. E quindi ci si ritrova un po' così, tutti in fila sotto la pioggia che scorre a fiumi sui sanpietrini, c'è ben poco da fare se non avere tanta pazienza. Oggi quindi il clima si accompagna perfettamente a questa ricetta, veramente molto autunnale e veramente buonissima! E in più facilissima da preparare, ottima come secondo anche se vi devo dire che la morte sua secondo me è con l'aperitivo. E visto che oggi è venerdì.. Tra l'altro, se riuscite nell'ardua impresa di farvi avanzare qualcuno di questi funghetti ripieni di formaggio, potete tranquillamente riscaldarli il giorno dopo per qualche minuto in forno e torneranno deliziosamente filanti e cremosi.


03 ottobre 2016

Le orecchiette al tonno e rucola di Pietro, con il tonno di Pietro!

ORECCHIETTE BLOG


Pietro è un amico storico d'immimarito. Fa parte degli amici con cui è cresciuto quando era ragazzo a Grosseto, una di quelle amicizie vere, profonde, che durano per tutta la vita anche se poi si prendono strade completamente diverse e ci si allontana un po'. Li ho conosciuti più o meno tutti i suoi amici d'infanzia e una delle caratteristiche che li accomuna, ancora oggi che non sono più ragazzi, è l'ottimismo e quella scanzonatezza un po' spettinata che ancora ritrovo in molti di loro, nella quale intravedo chiaramente i ragazzi di un tempo che non ho mai conosciuto, cresciuti bene, tra il mare, il vento e il sale nei capelli. Ognuno di loro ha un soprannome, una specie di nome di battaglia che in genere è accompagnato da un aneddoto il più delle volte molto divertente.. Di alcuni, a pensarci bene, conosco solo il soprannome e qualche volta faccio fatica a ricordare il nome vero! 
Pietro, tra le altre cose, è un appassionato pescatore e, come se non bastasse la sua naturale simpatia a rendermelo simpatico già di suo, ha avuto un ristorante per tantissimi anni quindi è anche un magnifico cuoco e grande cultore della buona cucina. Inevitabile, perciò, che ogni volta che ci si ritrova, per lo più nella casa del mare sulla costa toscana dove trascorriamo spesso parte delle nostre vacanze estive, il più delle volte Pietro si presenti con il suo "pescato del giorno" e finisce sempre che io e lui ci ritroviamo in cucina a scambiarci consigli e ricette mentre finisco di preparare la cena. Questa ricetta infatti me l'ha data lui, insieme al tonno fresco appena pescato con cui, per l'appunto, l'abbiamo cucinata. Una delle paste più buone e gustose mangiate negli ultimi tempi, che quindi non potevo non condividere qui con voi.. 


27 settembre 2016

Caesar salad di pesce spada con olio di avocado

CAESAR SALAD BLOG
piatto "Nuvola" di Argyla in vendita su Dishesonly, coltello Opinel, forchetta KnIndustrie



Settembre è il mese dei buoni propositi, una sorta di capodanno psicologico condizionato sicuramente dal ritorno dalle vacanze alle attività quotidiane, la scuola, lo studio, il lavoro. Non a caso è il mese che in generale registra il maggior numero di iscrizioni in palestra, quasi a voler dare un nuovo vigore all'autunno in arrivo, complice forse qualche piccolo piacevole eccesso gastronomico che durante le vacanze è più che giustificato, in fondo è sacrosanto prendersi una vacanza anche dalle abitudini, una volta ogni tanto. L'idea di questa versione pur sempre golosa ma alleggerita della classica chicken caesar salad mi è venuta in realtà una mattina al banco del pesce, quando un bambino si è avvicinato sotto al bancone chiedendo con la sua vocina sottile al nerboruto pescivendolo: "ce l'avete il pesce pollo?" intendendo per l'appunto il pesce spada che evidentemente la mamma gli spacciava per pesce pollo pur di convincerlo a mangiarlo.. in effetti però a pensarci bene il pesce spada può sostituire benissimo il pollo in moltissime preparazioni perciò questa volta in quella che è da sempre una delle mie insalate-piatto unico preferite c'è finito un bel trancio di pesce spada al posto del classico pollo grigliato. In più ho voluto alleggerire la salsina, sostituendo la base di maionese con yogurt magro. A rendere il tutto ancora più gradevole, sano e nutriente mi è venuto incontro l'olio di avocado Zucchi, un olio che prima d'ora non avevo mai provato e che mi incuriosiva moltissimo. L'olio di avocado ha un colore verde intenso, come un olio extravergine d'oliva di quelli un po' scuri, e un sapore molto gradevole che ricorda vagamente il gusto del pinolo. In effetti l'uso alimentare di questo olio, ricco di acidi grassi insaturi, vitamina A, D, E, omega 3, lecitina, antiossidanti e proteine (in breve un vero toccasana per pelle e capelli!) è ancora poco diffuso, forse perché difficile da reperire. Olio Zucchi, nella sua ricchissima proposta di olii d'oliva, aromatizzati e di semi, è stata quindi una piacevolissima scoperta. Tra l'altro l'olio di avocado ha un punto di fumo più alto rispetto a quello d'oliva che lo rende perfetto anche per la cottura. 
Una caesar salad un po' diversa dal solito, gustosa e con un condimento light. 
Il modo migliore per concedersi un piccolo piacere in tavola senza venir meno ai buoni propositi settembrini.. 

CAESAR SALAD CON OLIO-blog

fhrhfioe

22 settembre 2016

Primo giorno d'autunno? Naaaa...

tagliatelle basilico blog
Forchetta KnIndustrie

Ebbene sembrerebbe che oggi sia ufficialmente il primo giorno d'autunno, ce lo ricorda anche il Google Doodle nel caso ce lo fossimo dimenticati.. cade esattamente oggi infatti l'equinozio d'autunno. E noi che vogliamo fare? Vogliamo entrare immediatamente nel mood autunnale e tirare fuori zucche funghi e castagne oppure vogliamo cercare di trascianare per il collo questa estate che proprio non abbiamo voglia di abbandonare? Mi pare che la risposta si intuisca facilmente anche solo guardando la foto del piatto di oggi..
Un'altra ricetta tratta da un servizio che avevo fatto a giugno scorso per la rivista Fior Fiore in Cucina distribuita nei supermercati Coop che aveva come tema il pomodoro. Una semplicissima fettuccina al pomodoro e basilico con qualche scaglia di pecorino sardo. La particolarità è che il basilico è proprio nell'impasto delle tagliatelle perciò non solo vengono di questo bel colore verde, ma sono anche davvero gustosissime e vi sembrerà di mangiare una pasta con pomodori e pesto. Provare per credere! Vi lascio la ricetta qui sotto e vi aspetto presto con nuove ricette, ho idea che questo strascico di fine estate farò davvero fatica ad abbandonarlo.. :)


12 settembre 2016

Il contorno universale

patate al prezzemolo blog

Questa insalata di patate è il tubino nero dei contorni: sta bene con tutto. Carne, pesce, uova, formaggi, ma anche da sola è un ottimo piatto gustoso e semplicissimo da preparare. Io la preparo spessissimo, estate e inverno (anche se devo dire che è un piatto che associo di più all'estate) ed è talmente umile e facile da preparare che sono sicura diventerà anche per voi il contorno passepartout da portare in tavola quando non avete veramente nient'altro nel frigorifero. 

Scommettiamo?

08 settembre 2016

Spiedini vegetariani di verdure e scamorza con olio aromatico

spiedini verdure copia

Non è finita finché non è finita! 
Mi riferisco, in questo caso, all'estate.. Già, questo settembre si presenta abbastanza benevolo, salve qualche piccolo episodio che ha avuto per altro il merito non trascurabile di riportare le temperature ad una media accettabile, questi primi giorni di settembre ci hanno regalato giornate di sole e un clima perfetto di fine estate. Questo è in realtà il mese migliore per chi, come me, ama trascorrere lunghe giornate in spiaggia nel fine settimana. Non fa troppo caldo, per cui stare al sole è particolarmente gradevole, l'acqua è molto più calda che negli altri mesi dell'anno e anche decisamente molto più cristallina, soprattutto perché le spiagge di fine settembre iniziano ad essere sempre meno frequentate e questo, per me, è ancora meglio. 
Quindi, perché non approfittarne ancora per accendere il barbecue e regalarci qualche altro pranzetto o cenetta "al fresco"? Nel mese di agosto sono uscite 4 mie ricette sul tema Barbecue su FiorFiore in Cucina, la rivista di consigli culinari distribuita nei supermercati della Coop. Tra queste mi sono particolarmente piaciuti questi spiedini vegetariani, veramente appetitosi.. Le verdure nel tempo di cottura delle scamorzine non si cuociono eccessivamente, restando anzi piuttosto croccanti e saporite. Le scamorze così piccole (in genere le trovate nel banco gastronomia dei supermercati, sono delle scamorze grandi più o meno come una noce) sono perfette per questo tipo di cottura perché si forma subito una crosticina perfettamente croccante all'esterno mentre si fondono goduriosamente all'interno. Vanno serviti ovviamente caldissimi, per far si che il formaggio raffreddandosi non diventi gommoso, insaporiti da un olio aromatizzato al basilicoo e aglio. Vi lascio qui sotto la ricetta (anche se ovviamente è più che altro un'idea, potete variare a vostro gusto sia le verdure da alternare agli spiedini che le erbette da mettere nella salsina e anche cuocere gli spiedini su una normale bistecchiera di ghisa).


05 settembre 2016

Il lusso della lentezza

gnocchi alla checca blog copia
Tovagliolo in lino e in cotone stampato Staystore Roma,
ciotola Anemone su Dishesonly, ciotola in cemento e bottiglia da Lela


Quest'estate avrei voluto fare un viaggio. Preparare una piccola valigia con dentro lo stretto indispensabile e partire, andare a vedere un mare nuovo, una nuova città, un nuovo cielo, un tramonto mai visto. 
Avrei voluto approfittare del caldo per imbiancare casa. Perché sono passati 7 anni e i segni sui muri iniziano a vedersi, soprattutto quando hai una cucina senza porte come la mia, che sconfina in soggiorno e allora, come dice la ragazza che ci aiuta in casa, "la tua cucina ingrassa" (e in effetti non ha tutti i torti.. :).
Avrei voluto leggere un sacco di libri, e avere un po' di tempo per lavorare a un nuovo design del blog. E magari ogni tanto anche cucinare qualcosa che valesse la pena condividere qui con voi, al rientro. Invece ho preso tutti i miei buoni propositi e li ho infilati un sacchetto e buttati via nella pattumiera insieme all'indifferenziata. Quest'estate ho deciso di farmi un regalo. Ma un regalo vero, di quelli che non si possono comprare online o in un negozio. Un vero lusso, per me che nell'ultimo anno ho lavorato praticamente SEMPRE, sabati e domeniche e serate e ferie comprese. 
Mi sono regalata il piacere della lentezza. Ho chiuso la macchina fotografica nella sua custodia, ho spento il computer e mi sono goduta giornate infinitamente pigre e lente. 

29 luglio 2016

L'estate nel piatto

INSALATA DI PANE E POMODORI

“La strada si riempì di pomodori, mezzogiorno, estate, la luce si divide in due metà di un pomodoro, scorre per le strade il succo.
In dicembre senza pausa il pomodoro, invade le cucine, entra per i pranzi, si siede riposato nelle credenze, tra i bicchieri, le matequilleras, le saliere azzurre. Emana una luce propria, maestà benigna.
Dobbiamo, purtroppo, assassinarlo: affonda il coltello nella sua polpa vivente, è una rossa viscera, un sole fresco, profondo, inesauribile, riempie le insalate del Cile, si sposa allegramente con la chiara cipolla, e per festeggiare si lascia cadere l'olio, figlio essenziale dell'ulivo, sui suoi emisferi socchiusi, si aggiunge il pepe la sua fragranza, il sale il suo magnetismo: sono le nozze del giorno. Il prezzemolo issa la bandiera, le patate bollono vigorosamente, l'arrosto colpisce con il suo aroma la porta, è ora! Andiamo! E sopra il tavolo, nel mezzo dell'estate, il pomodoro, astro della terra, stella ricorrente e feconda, ci mostra le sue circonvoluzioni, i suoi canali, l'insigne pienezza e l'abbondanza senza ossa, senza corazza, senza squame né spine, ci offre il dono del suo colore focoso e la totalità della sua freschezza.”


[Pablo Neruda – Ode al Pomodoro]

27 luglio 2016

Un vino al mese: la dieta delle bollicine e uno strepitoso spumante siciliano

Torna la rubrica "Un vino al mese" curata dalla sommelier Cinzia Bonfà di cui vi avevo già parlato in questo post. La sempre più temuta prova costume vi preoccupa? Allora parliamo di dieta.. ma di una dieta molto speciale.. quella delle bollicine! La parola a Cinzia, che vi consiglio di seguire anche sulla sua molto interessante pagina Facebook "NON SOLO VINO", su Twitter e InstagramNoi ci vediamo presto con un'ultima ricettina prima della pausa estiva. 


La dieta delle bollicine 
testo e foto di Cinzia Bonfà

"Tra poco, per ragioni legislative e per volere dell’Unione Europea, l’Italia sarà obbligata a inserire le calorie nelle etichette di vino con non ben poche difficoltà da parte dei produttori. A cosa serva sapere quante calorie contenga la bottiglia che si sta bevendo non si sa, un po’ perché a chi beve del buon vino non interessa, interessano piuttosto le sensazioni che il vino stesso regala; un po’ perché è appurato che 1 grammo di alcol ha 7 calorie e facendo un breve calcolo tra gradazione alcolica del vino e i 750 ml di volume si riesce subito a capire quante calorie ci sono nel bicchiere. Oggi, invece, si potrebbe fare un discorso più generico di tipologia di un vino unito alle calorie, in previsione delle diete ferree che la “ prova costume” ci impone in questo periodo. Per non mortificare ancora di più il nostro stato d’animo e il nostro palato ci si può affidare a un bicchiere di “bollicine”. Le famose “bollicine” regalano euforia, energia e vivacità e ingrassano meno degli altri vini. Se si rapportano le calorie a 100 ml di liquido alcolico (12 gradi per i vini bianchi e rossi, 11,5 gradi circa per gli spumanti e 40 gradi per i superalcolici), vedremo che lo Champagne o lo Spumante ne contengono 65; il vino rosso ne contiene 73; il vino bianco 70; il Whisky 220. La birra chiara ne ha solo 38. Bisogna rendere i nostri pasti glamour e iniziare a introdurre solo alimenti di alta qualità nel nostro corpo recando di conseguenza effetti positivi anche a livello psicologico. Ad esempio, una tartina di salmone affumicato accompagnata da una flûte di Champagne o di Spumante, corrispondono a 160 calorie, equivalenti a 40 minuti di palestra, 34 minuti di “walking” e 26 minuti di bicicletta. Un cheeseburger con coca cola sono oltre 400 calorie! Le “bollicine”, meglio se Extra Brut e Dosage Zero, ingrassano meno, ma non bisogna esagerare: non più di due flûte al giorno. Inoltre, grazie alla presenza della CO2, lo Spumante raggiunge il sangue più in fretta riducendo anche il senso della fame. Quindi brindiamo con noi stessi, abbandoniamo uno stato depressivo-paffutello e tuffiamoci nella forma e nella gioia di vivere!

IMG_2765 (1)
foto di Cinzia Bonfà


Per voi ho scelto uno spumante siciliano, solare e molto affascinante: Metodo Classico Terzavia 2012 di Marco de Bartoli.
È un spumante Metodo Classico non dosato (non viene fatto l’ultimo passaggio del famoso Metodo Champenoise o Classico che vede l’introduzione di un dosaggio di zucchero per ammorbidire un po’ il vino che ne risulterebbe più crudo e affilato ed è sempre la firma dell’azienda), conturbante, che coccola l’anima dove le potenzialità del vitigno Grillo sono espresse in modo sbalorditivo. L’azienda invece è di Marsala famosissima per il Vecchio Samperi, vino geniale, che ha fatto innamorare molti appassionati di vino: chi non è cresciuto a pane e Vecchio Samperi? Oggi invece l’azienda propone uno spumante fuori dagli stereotipi classici delle bollicine, se non per il metodo, e fuori dagli schemi, molto nervoso, brillante, mutevole d'umore e carico di iodio. Colpisce al cuore con quel suo modo di porsi con un affumicato misto sale e una vena ossidativa che ne contorna tutto il suo appeal. Il perlage continuo anche se non finissimo si staglia verticale nell'oro carico brillante. Intense note salmastre, poi di frutta surmatura, macchia mediterranea, miele di corbezzolo su una ventata di whisky Caol Ila che spiazza e affascina. Così è al gusto: dinamico carico di freschezza e salinità affumicate lungimiranti. 30 mesi sur lie. Squisito con questa insalata di riso venere con gamberi marinati allo zenzero e lemongrass oppure con queste melanzane in carrozza."

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...