29 maggio 2015

Ape-ricetta del venerdì: ce li avete 5 minuti?

crema pomodori secchi blog
Si perché tanto basta per preparare questa cremina che è assolutamente perfetta da servire spalmata su delle bruschettine di pane con l'aperitivo. Saporita, molto molto stuzzicante. Buona così al naturale da spalmare sul pane, ma se la volete arricchire ci vedrei benissimo, ad esempio, qualche filo di stracciatella di bufala, ad esempio. Buona perfino da mangiare direttamente dal barattolino! Da noi non ha fatto in tempo a durare abbastanza da sperimentarla in usi alternativi, ma penso che potrebbe funzionare anche come condimento per una pasta, magari leggermente ammorbidita con un po' di acqua di cottura. Insomma, acchiappate il vostro frullatore e fatela. Ci vogliono davvero 5 minuti, ma anche meno... Buon venerdì e buon  lungo week-end per chi fa il ponte! Lunedì il blog si prende un giorno di risposo, ci rivediamo qui mercoledì con una nuova ricetta.


27 maggio 2015

Prima che sia troppo tardi: le fettuccine alla vignarola di Flavio al Velavevodetto

fettuccine alla vignarola
piatto "Foglia" di Atelier13 in vendita su Dishesonly - forchetta Zest di KnIndustrie 
Finché riuscite a trovare ancora qualche carciofo (nella mia città devo dire che al mercato si trovano ancora piuttosto facilmente) io vi consiglio di fare questo piattino qui, di quelli che classificherei nella categoria "ultima cena"... Già mi aveva intrigato moltissimo la proposta di Valeria di un po' di tempo fa, perciò nella mia lista ideale di cose da cucinare la pasta alla vignarola era in pole position. Poi qualche sera fa, per puro caso, in una cena non programmata che ci vedeva seriamente desiderosi di un buon piatto di pasta abbiamo scelto Flavio al Velavevodetto, un ristorante nel cuore di Testaccio dove la cucina romana è l'assoluta protagonista. Il locale non è esattamente del tipo che preferisco, è un ristorante molto grande e generalmente anche molto affollato. Però bisogna ammettere che la cucina romana qui trova una delle sue espressioni migliori: pochi piatti sul menu, quelli della tradizione (pasta alla gricia, alla carbonara, alla Amatriciana per nominarne solo alcuni) cucinanti perfettamente e secondo la tradizione e decisamente ben conditi, con uno o due piatti del giorno dove solitamente trionfano i prodotti del mercato di stagione. E questa volta, nei piatti del giorno, c'erano per l'appunto le fettuccine alla vignarola con guanciale e pecorino. Un piatto di quelli che vorreste mangiare se doveste esprimere un ultimo desiderio, credetemi. Potevo perciò a questo punto non decidermi a cucinarlo anche a casa? Detto fatto, al primo giro di mercato lo scorso sabato mi sono portata a casa una bella busta di verdure freschissime e all'ora di pranzo, in poco più di una mezzoretta, ho portato in tavola questo primo qui. Nel mio caso, ho preferito far rosolare il guanciale a parte, facendolo poi asciugare ben bene in modo che restasse croccante e non unto, per poi aggiungerlo solo alla fine per un tocco di golosità e di croccantezza. Proprio per mantenere il più naturale possibile il gusto fresco e saporito delle verdure. 

vignarola blog
padella ABCT di KnIndustrie

hferihfierh

25 maggio 2015

Vabbeh.. scherzavo.. un'altra torta!

cake muscovado
tagliere "in-taglio" KnIndustrie
Che vi avevo detto? Che una volta fatto il cambio di stagione sarebbe tortnato il freddo, il brutto tempo, la pioggia? Non avevo forse ragione? Date retta a me: se dovete programmare il vostro primo fine settimana in spiaggia della stagione, accertatevi che io non abbia appena fatto il cambio stagione nell'armadio altrimenti, è praticamente ma-te-ma-ti-co, il ritorno del maltempo è assicurato. Scherzi a parte, diciamo che lo scorso week-end di tempo non propriamente tardo-primaverile almeno ho avuto la scusa (come se ce ne fosse il bisogno..) di riaccendere ancora una volta il forno per un'altra torta da colazione. Questa qui in realtà a casa nostra è un classico, diciamo che è la torta che faccio più spesso, quella per cui non mancano mai gli ingredienti, da fare praticamente ad occhi chiusi.. Adoro questo tipo di torte, una ciambella dal gusto ruvido, integrale, non eccessivamente dolce, un po' rustica e semplicissima. Morbida e umida al punto giusto, da inzuppare nel caffèllatte la mattina a colazione. Con tutti i sapori che mi piace ritrovare in questi dolci: la farina integrale, lo zucchero integrale di canna, la nota profumata e dal vago sentore di liquirizia dello zucchero muscovado, il retrogusto caramelloso dello sciroppo d'acero. Un po' di yogurt per la sofficità e il gioco è praticamente fatto. E poi non vedevo l'ora di farvi vedere questo meraviglioso tagliere che mi ha regalato KnIndustrie.. Non è semplicemente delizioso? Chi mi conosce lo sa, no potevo attendere un solo giorno.. dovevo usarlo alla prima occasione, avessi anche solo cucinato un panino al prosciutto... Buona settimana!



22 maggio 2015

L'apparenza inganna... [aperitivo del venerdì]

TAVOLO
Mai come in questo caso questa frase potrebbe essere più azzeccata. Eh già, perché quello che all'apparenza potrebbe sembrare un semplice, innocuo, dissetante tè freddo è in realtà uno dei cocktails più alcolicamente micidiali mai provati. Il bello è che il mix di alcolici combinati con lo sciroppo "sweet and sour" e il tocco di cola che ne conferisce il colore del tutto similare a quello di un tè freddo, mantiene questo cocktail tradizionale e un po' demodé decisamente fresco, dissentante, beverino, di quelli che ti fregano su tutta la linea perché senza accorgertene ti ritrovi decisamente su di giri in brevissimo tempo. Perciò: bevete un long island preferibilmente a casa vostra o comunque quando non prevedete di guidare al ritorono, io vi ho avvertito...

DRINK


20 maggio 2015

Mini black burger con tartare di sugherello al basilico e maionese al wasabi

black burger con tartare di sugherello
Ovvero, come fare un figurone all'aperitivo spendendo poco poco. Ormai ci avrete fatto caso anche voi, lo "street food" e la moda del "panino gourmet", in particolare, imperversa in ogni dove. Che sia un ape-car itinerante o un piccolissimo locale del centro, l'offerta di panini realizzati con materie prime di eccellente qualità e accostamenti originali e decisamente accattivanti è di grande tendenza. Ne è un esempio nella mia città la piccola "paninoteca gourmet" Tricolore Monti, nel cuore di uno dei miei quartieri preferiti del centro, un piccolissimo locale che ha fatto del panino una vera e propria arte gastronomica. Sandwich (ma è perfino riduttivo chiamarli così) e burger dove la qualità delle materie prime, a partire dal pane auto prodotto, fresco e sempre fragrante, è la protagonista assoluta. Mangiare in uno di questi locali non è precisamente a buon mercato, ma una tantum è un'esperienza da provare e soprattutto, almeno per me, fonte di nuove ispirazioni. Così, sulla scia della moda del momento, ecco la mia versione di panino gourmet, perfetto da preparare in versione mini da accompagnare l'aperitivo del venerdì sera. Un panino che, come vuole la tradizione, ci vuole più a leggere il titolo che a mangiarlo, preparato con pochi ingredienti di qualità tra l'altro anche decisamente a basso costo. I mini burger neri (da preparare rigorosamente in casa, la ricetta è veramente facile e veloce) già da soli contribuiscono al 50% della riuscita del panino. All'interno, una tartare di pesce azzurro freschissima che utilizza, tra l'altro, un pesce poco conosciuto ma dalla carne decisamente delicata e deliziosa, il sugherello. Ad arricchire il tutto, una squisita maionese delicatamente aromatizzata al wasabi e il profumo del basilico e del limone. Pochi ingredienti, grande qualità e il vostro mini panino gourmet, très chic e a basso costo è pronto.


18 maggio 2015

Blueberry-banana multigrain bread: ancora un cake, l'ultimo [forse..]

blueberry banana multigrain bread
Piattini "Pensieri" di Giovalb in vendita su Dishesonly
Eh già, forse l'ultimo cake da colazione della stagione.. Si perché non so dalle vostre parti, ma qui da noi ieri si sono toccati i 32 gradi.. ragion per cui ho ritenuto improcrastinabile ulteriormente il famigerato cambio di stagione nell'armadio, armata e imbavagliata da una mascherina professionale modello RIS di Padova (qualche problemuccio di allergia alla polvere, ahimè). Perciò è praticamente garantito che in settimana tornerà il brutto tempo, la pioggia, e le temperature scenderanno di almeno 10 gradi.. Lo dico sempre io: è chiaro che Dio non è una donna, altrimenti ci sarebbero state solo due stagioni: estate e inverno. Al 1 giugno, zac! 30 gradi: via i cappotti, via i maglioni di lana e le sciarpe, via i collant e gli stivali. Fuori i sandaletti e gli abitini senza maniche. Vi rendete conto il risparmio di tempo in termini di cambio di vestiti nell'armadio e anche di denaro speso per i cosiddetti "capi da mezza stagione"? Ma poi, esattamente, che cosa sono i capi di mezza stagione?? Fosse per me, via: un passaggio netto dal maglione al bikini, possibilmente in data prestabilita. Sta di fatto che da oggi non andrò vestita come una mezza demente, con un mix improbabile di vestiti invernali ed estivi tirati giù all'occorrenza. Probabilmente sembrerò una demente totale solo in caso di "imprevisto peggioramento delle condizioni meteo" con i miei sandaletti sotto la pioggia, il che vi garantisco è molto probabile, perciò tenete a portata di mano un ombrello... io vi ho avvertito... 


15 maggio 2015

Aperitivo del venerdì: Margarita al pompelmo rosé

margarita rosé blog
in foto, shaker "The Mason Shaker"








"..non bevo più tequila, da quella notte che ho bevuto con te.. non bevo più tequila, da quella notte che ho perduto te..." 
Sergio Caputo 

In effetti anche io, a dirla tutta, non bevo più tequila.. o meglio, non bevo più la tequila tale quale in seguito all'unica vera sbornia della mia vita, dopo un certo numero di bicchierini di tequila-bum-bum molti anni fa (ma va ancora di moda la tequila-bum-bum?) che insomma, non vedevo dentiere giganti che mi inseguivano come canta Sergio Caputo ma quasi.. E comunque, chi nella vita non ha mai preso una ciucca? Ecco, nel mio caso, l'unica volta che non mi sono sentita troppo bene per aver bevuto più del dovuto è stata quindi per colpa della tequila e, da allora, niente più tequila per me.. e in generale niente più super alcolici se non abbondantemente diluiti in un long drink. Ho capito che in purezza li tollero davvero poco e male (mi è bastato un sorso di Martini a farmi girare la testa!) ma benvengano, invece, cocktails e long drinks, che anzi amo molto sorseggiare all'ora dell'aperitivo. Se poi sono freschi, dissetanti, dalla nota leggermente acidula e colorati come questo qui ancora meglio.. Se amate il Margarita come me, dovete provare questa versione dove la nota leggermente amarognola del pompelmo rosa aggiunge un tocco speciale a questo celebre cocktail. Immancabile il giro di sale intorno al bordo del bicchiere, in questo caso sale fino dell'Himalaya, rosa pure lui. Buon Margarita e buon fine settimana a tutti!


13 maggio 2015

Oh là là... les moules à la bière!

moules à la bière
Cocotte in ghisa smaltata Le Creuset
Vi piacciono le cozze? Io ne vado matta... penso di aver già raccontato delle mie vacanze sulla costa nord ovest della Francia dove in pratica mi sono quasi esclusivamente alimentata di "moules à la marinière" e baguette.. Questa volta ho voluto provare una ricetta un po' diversa dal solito, dove le cozze vengono sfumate con la birra e allungate con la crème fraiche. Buonissime.. anche se forse le preferisco comunque alla marinara, ma è una buona ricetta per cucinarle in modo un po' diverso. Perciò oggi cucina di ispirazione franco francese (ma forse anche un po' belga?) e buon appetito a tutti!

11 maggio 2015

Plum cake alla panna e limoncello

cake panna limoncello
Quando ho visto sul blog di Ilaria questa ricetta ho immediatamente pensato che avrei fatto questa torta. Non solo è esattamente il tipo di dolce che piace a me, ma mi permetteva di utilizzare quel fondo di limoncello che staziona nel mio freezer da un bel po' di tempo, dato che né io né immimarito siamo grandi estimatori di questo liquore della costiera Amalfitana. Ce ne hanno regalato una bottiglia tempo fa, di tanto in tanto proviamo a propinarne un bicchierino a fine pasto a qualche ospite, ma sta di fatto che una buona mezza bottiglia è ormai una presenza costante nel nostro freezer.. Se avete anche voi questa necessità di smaltimento di limoncello stanziale nel congelatore, allora vi consiglio di fare questa tortina qui.. l'aroma del limoncello in realtà si percepisce appena, non so se dipenda dalla qualità dello stesso, ma nel mio caso si percepiva quasi più la nota alcolica che non quella del limone. Per questo motivo, invece di aggiungere l'essenza di vaniglia come suggeriva Ilaria nella sua ricetta, ho preferito optare per la scorza di un limone bio, giusto per rinforzare un po' la nota fresca e agrumata che il mio limoncello ha forse perso nel tempo. Potete usare uno stampo da ciambella da 24 cm oppure uno stampo da plum cake, come me, nel qual caso otterrete un plum cake decisamente panciuto e con una bella gobba, proprio come dovrebbe essere. La consistenza, come è facile intuire, è proprio come piace a me: mollica compatta, soffice, scioglievole e perfettamente umida. In poche parole, il perfetto cake da colazione. Buon inizio di settimana a tutti!

08 maggio 2015

Avo and Egg Toast alla mediterranea

avo and egg toast blog
Posate "Zest" di knIndustrie
Allora, parliamone. Anzi, ri-parliamone: il mio sconsiderato amore per le uova non è certamente un mistero. Ne riparlavo proprio qualche giorno fa da Francesca, se mi chiedete qual'è il mio cibo preferito rispondo senza esitare: le uova. Mi piacciono proprio tanto e in tutti i modi. E poi l'avocado: altro alimento tra i miei preferiti. Ditemi voi cosa non viene buono con l'aggiunta di un po' di avocado. Avocado e uovo è un abbinamento che non so per quale motivo ho scoperto non troppo tempo fa, un matrimonio perfetto in cui il gusto fresco e burroso dell'avocado si sposa alla perfezione con la voluttuosità dell'uovo. E questo toast è entrato dritto dritto nella classifica di cibo di grande conforto, pur essendo un piatto da preparare molto velocemente e con ingredienti freschi e gustosi, ma l'insieme, credete a me, è un connubbio di consistenze e sapori veramente squisito. Se come me amate uova e avocado in modo indecente, questo toast non potete non farlo. A detta de immimarito, questa è stata una delle cose mangiate con più gusto negli ultimi tempi. E io concordo pienamente! Se siete di quelli che hanno il coraggio di mangirare roba tanto saporita di prima mattina, è un piatto perfetto per la colazione salata o per il brunch della domenica. Fate vobis, ma fate(lo).. Buon week-end a tutti! 


TOAST CON AVOCADO E UOVA ALLA MEDITERRANEA 
con salsa di yogurt e aglio
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:: Ingredienti :: 

4 fette di pancarrè di quello a fette spesse (nel mio caso, ai 5 cereali)
4 uova fresche e grandi biologiche
2 piccoli avocado maturi
il succo di un piccolo lime
250 g di pomodori datterino maturi 
50 g di feta greca
una manciata di foglie di basilico greco (a foglia piccola)
una leggera spolverata di origano essiccato
olio e.v.o., sale, pepe  nero macinato al momento
aceto bianco q.b.

:: Per la salsina di accompagnamento allo yogurt ::
100 g di yogurt bianco al naturale (non greco, del tipo liquido)

2 cucchiaini di succo di limone
2 cucchiaini di olio e.v.o.
sale, pepe
aglio disidratato granulare a piacere

:: Procedimento :: 

Sbucciate gli avocado e privateli del nocciolo. Schiacciateli grossolanamente in una ciotola con una forchetta (va bene se qualche pezzettino rimane più grosso, non deve essere proprio una pappetta) con un pizzico di sale e pepe e il succo del lime e tenete da parte.
Lavate, asciugate e tagliate i pomodorini, conditeli in una ciotola con il basilico, qualche cucchiaio d'olio, sale e pepe nero. Mescolate e lasciate insaporire per una decina di minuti.
Mentre fate tostare il pane nel tostapane, preparate le uova in camicia: portate a bollore una discreta quantità d'acqua in una pentola media, con un pizzico di sale grosso e un paio di cucchiai di aceto bianco. Rompete un uovo alla volta in una ciotolina. Create un vortice al centro della pentola mentre l'acqua sta per bollire, attendete che il vortice abbia perso quasi completamente la sua foza (dovrà essere un movimento a spirale appena accennato, per evitare che l'albume e il tuorlo si separino) e versate l'uovo dalla ciotolina proprio al centro del vortice che, ormai lento, farà raccogliere delicatamente l'albume intorno al tuorlo mentre il bollore dell'acqua lo farà rapprendere. Alzate leggermente la fiamma per far riprendere il bollore e fate cuocere l'uovo per qualche minuto. Quando scolate l'uovo, con una schiumarola, mettetelo in acqua fredda per fermarne la cottura e preparate le altre uova. Prima di servire il toast, tuffate le uova pronte per qualche istante nell'acqua bollente per fargli riprendere un po' di calore.
Spalmate il pane tostato con uno strato spesso di avocado schiacciato.
Unite ai pomodorini conditi i 2/3 della feta, grattugiandola con la parte a fori grossi della grattugia, mesclate e distribuite sui toast, sopra allo strato di avocado. Spolverate con altra feta grattugiata e condite con un filo d'olio. Adagiatevi l'uovo, conditelo con sale e pepe e ultimate con qualche goccia della salsina allo yogurt ottenuta mescolando tutti gli ingredienti. Servite subito. 
Per 4 toast. 

06 maggio 2015

Satay chicken con salsa alle arachidi: cucina malese senza cognizione di causa (o quasi..)

satay on grill
Bistecchiera in ghisa Le Creuset
Riecco la rubrica della cucina estera senza alcuna cognizione di causa! Per chi si fosse perso le puntate precedenti, qui si propongono ricette di ispirazione più o meno esotica in modo abbastanza cialtrone, seguendo indicazioni reperite in rete per lo più e senza essere mai stata sul posto a provare il piatto originale. Ma quella di oggi è di fatto l'eccezione che conferma la regola. Eh già, perché il caso vuole che in Malesia ci sia stata per davvero, anche se talmente tanti anni fa che praticamente potrebbe anche essere un ricordo legato ad una delle mie vite precedenti.. ma tant'è! Quando ero moooolto più ggggiovane sono partita alla volta della Malesia per raggiungere degli amici che mi avevano preceduta da qualche settimana. Tutto questo avveniva prima dell'avvento degli smart phone e del GSM (perché, non si direbbe, ma ho una certa età!) quindi diosolosa come caspita abbiamo fatto a incontrarci da qualche parte in Malesia (che non è esattamente come darsi appuntamento davanti all'obelisco dell'Eur...) ma di fatto così è stato! Della Malesia ricordo il verde della vegetazione, il mare cristallino di un'isoletta piccolissima pieno di pesci colorati che ti nuotavano intorno, le partite a tresette con un ragazzo del posto al quale avevamo insegnato a giocare, e la scoperta del verso dei gechi, che infatti è la parola malese per questo piccolo rettile "chi-chak". E gli spiedini di pollo satay: non c'è paesello attraversato durante quel viaggio nel quale non abbiamo trovato qualche baracchino per strada che vendesse questi spiedini di pollo marinato, che in genere vengono serviti con una salsa leggermente dolciastra a base di arachidi. Cucina malese con qualche cognizione di causa, perciò, e il ricordo di un bel viaggio con un'amica molto speciale...

satay piatto blog

ehfioer

04 maggio 2015

Very chocolate muffins

chocolate muffins
Sembra strano ma su questo blog, fino ad oggi, non c'era traccia di muffin al cioccolato. Devo ammettere, a mia discolpa, che in verità i muffin non mi fanno proprio grande simpatia. Non so dirvi il perché, ma preferisco di gran lunga una torta intera da finire fetta dopo fetta. Trovo che la torta abbia la dimensione giusta per mantenere l'umidità che piace a me che difficilmente riesco a ritrovare in un muffin. Mi ricordo, però, di una bellissima vacanza in un'isola caraibica non so davvero più quanti anni fa, moltissimi comunque.. La mattina ci si svegliava prestissimo, un po' per via del jet lag, un po' perché su quella piccola isola, dall'altra parte del mondo, dove lo spicchio di luna crescente di notte era capovolto rispetto a noi e sembrava un dolcissimo sorriso, le giornate iniziavano molto presto e il sole era già alto e caldissimo anche alle 7 di mattina, per tramontare altrettanto presto, verso le 16.30. Perciò era nostra abitudine svegliarci presto. Molto presto. Diciamo tanto presto da arrivare davanti al nostro caffè preferito prima ancora che aprisse. Ma aspettavamo molto volentieri qualche minuto prima dell'apertura, perché la nostra attesa era ampiamente ripagata da un enorme, gigantesco, burroso e godurioso muffin ancora caldo, tanto grande da sembrare una mini torta a dire il vero. Mirtilli per me, cioccolato per lui. Grande abbastanza da arrivare senza problemi fino all'ora di cena, interrompendo a metà giornata con uno spuntino a base di ananas fresco appena tagliato e un succo di frutta tropicale da sorseggiare sotto l'ombra di una palma, sdraiati su una spiaggia di finissima sabbia bianca, con la brezza del mar dei caraibi e quel mare di un blu indimenticabile sullo sfondo... quella si che era vita! Sarà forse per tutta questa magica atmosfera che quel muffin della colazione mi sembrava incredibilmente buono, tanto buono che mai, mai, mai e poi mai sono riuscita a mangiarne di altrettanto buoni in nessuno dei miei viaggi successivi.. (con l'unica eccezione del Canadian Muffin Company di Covent Garden a Londra). Ecco perché non li faccio praticamente quasi mai, ma a grande richiesta ultimamente mi è arrivato un non troppo velato invito a preparare dei muffin. Al cioccolato, per la precisione. Per la ricetta mi sono affidata a chi ha fatto della pasticceria americana una ragione di vita e un'affermata attività, California Bakery (sempre molto attesa l'eventuale apertura romana eh!). E questi sono i chocolate muffin del loro bellissimo libro. Io  non li ho assaggiati, ho preferito far colazione con una torta integrale alla ricotta con lamponi e pesche (eh già, scusate le pesche fuori stagione.. ma è solo per dovere professionale!) che per ora non posso condividere qui con voi. Ma mi dicono dalla regia che i muffin erano buonissimi... Fate voi!


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