11 marzo 2015

E la luna bussò..

pane pentola blog
Cocotte in ghisa smaltata Le Creuset
Qualcuno in realtà fin dal primo pane che ho pubblicato qui sul blog poco tempo fa lo aveva, giustamente, predetto. Che quello non sarebbe stato né il primo né tantomeno l'ultimo pane che avrei fatto. Possibile che io sia davvero così prevedibile? :-) In effetti, chi aveva detto che il panificare avrebbe prima o poi fatto breccia nel mio cuore, non aveva tutti i torti. Ho sempre pensato che non facesse per me, innanzitutto perché prima di tutto non sono una grandissima consumatrice di pane. Non che non mi piaccia, anzi, ma tendo a consumarne davvero poco, prevalentemente in occasioni speciali quando abbiamo qualche ospite. Nella quotidianità di pranzi fuori casa e cene frugali il pane, a dirla tutta, sulla nostra tavola finisce molto di rado. Poi sono sempre stata più attratta dalle ricette che non richiedessero tempi eccessivamente lunghi di preparazione, mentre come è noto il pane richiede lunghe pause e attese pazienti. Però ho scoperto che tra una lievitazione e l'altra si possono fare tantissime altre cose, anzi più le lievitazioni sono lunghe più cose si riescono a fare nell'attesa. Così ormai da qualche settimana ho preso l'abitudine il sabato mattina di impastare un pane (operazione che con l'aiuto della planetaria richiede davvero uno sforzo ridotto ai minimi termini), lo metto a lievitare e me lo dimentico praticamente fino al primo pomeriggio. Una seconda veloce impastata e via con la seconda lievitazione, lui se ne sta lì, buono buono, zitto zitto, nel suo angolino a fare il suo dovere, come un gatto acciambellato sul divano che ronfa pigramente ignorando completamente tutto ciò che gli accade intorno. Io nel frattempo faccio altre diecimila cose, cucino e fotografo altre due, tre ricette, poi torno lì, a sbirciare come va, se serve un'altra lievitazione o se è pronto per il forno.. So di avere ancora tanto da imparare su questo tema, a volte il risultato non è esattamente quello che avrei sperato ma sta di fatto che spesso invece è incoraggiante e di grandissima soddisfazione. Come questo pane qui, molto rustico, con la farina scura macinata a pietra, il retrogusto amarognolo delle olive Taggiasche (quelle vere), e il profumo del rosmarino fresco. E poi il "miracolo" della cottura del pane in cocotte. Quella si che è stata una bella sorpresa! Quando ho tolto il coperchio e questa "luna" di pane mi è apparsa in tutta la sua fragrante bellezza, sapevo che ormai il pane aveva bussato al mio cuore, trovando la porta ormai già aperta... 

dup pane



BC

Pane integrale in cocotte alle olive Taggiasche e rosmarino

500 g di farina integrale di grano tenero macinata a pietra Molino Rossetto

14 g di lievito di birra fresco
375 ml di acqua tiepida
1 cucchiaino di miele di acacia
1 cucchiaino di sale
150 g di olive Taggiasche snocciolate sott'olio, ben sgocciolate
3-4 rametti di rosmarino fresco
1 cucchiaio di olio e.v.o. 

Sciogliete il lievito sbriciolato in una ciotolina con il miele e poca acqua di quella prevista per l'impasto. Lasciate riposare per 10-15 minuti finché non inizierà a formarsi una piccola schiuma sulla superficie.
Mettete nella ciotola della planetaria con gancio a uncino la farina e versatevi piano piano tutta l'acqua tiepida necessaria più quella in cui avete sciolto il lievito. Impastate a bassa velocità per circa 8 minuti. 
Tritate finemente gli aghi dei rametti di rosmarino e uniteli, insieme al sale, all'impasto mescolando per qualche altro minuto. Aggiungente infine le olive (io le ho lasciate intere, ma potete anche tagliarle a rondelle) e l'olio e impastate per qualche altro minuto. Trasferite l'impasto (che è molto umido e appiccicoso ma non vi preoccupate, va bene così!) in una ciotola leggermente infarinata piuttosto grande. Coprite con un velo di pellicola e fate lievitare per almeno 3 ore. Trascorso questo tempo, spolverate bene con della farina il piano di lavoro e versatevi l'impasto lievitato che sarà ancora molto umido e appiccicaticcio. Spolveratelo di farina e con l'aiuto di una spatola larga lavoratelo velocemente con le mani, impastandolo e spolverandolo di farina quando necessario. Piegatelo su se stesso più volte poi ripiegate i bordi verso il centro cercando di dargli una forma sferica e rimettetelo a lievitare in una ciotola ben spolverata di farina. Lasciatelo lievitare per almeno un'altra ora e 30 minuti. Io qui l'ho reimpastato velocemente ancora una volta e lasciato lievitare ancora 30 minuti, ma penso che quest'ultima fase possa anche essere evitata se non avete tempo. Accendete il forno a 220° C e mettetevi la coccole in ghisa con il suo coperchio a scaldare per una decina minuti, in modo che si scaldi bene. Toglietela dal forno, facendo attenzione perché sarà molto calda, spolveratela di farina e sistematevi l'impasto che avrete  lavorato rapidamente per dargli una forma sferica. Rimettete il coperchio e infornate per 35-40 minuti. Togliete il coperchio e proseguite la cottura per circa 15 minuti, in modo che si formi una bella crosticina croccante. Sfornate, lasciatelo intiepidire per una decina di minuti e poi estraetelo dalla cocotte, facendolo raffreddare completamente su una griglia. 

10 commenti:

  1. È meraviglioso..
    E tu non sei affatto prevedibile. Sei BRAVA.
    :*

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  2. Eccomi!!!!!questo pane è meraviglioso e il cammino che stai intraprendendo tra nuvole di farine mi piace molto!!Brava bravissima signora mia!:-)

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    1. sappi che tutto questo è anche colpa tua (oltre che della signorina giustappunto sopra di te!)

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  3. Con il pane - ma vale un po' per tutti i lievitati - è così, sa come conquistarti, fetta dopo fetta, mollica dopo mollica... bussa prima piano, poi sempre più forte... sa che è solo questione di tempo, il tuo e il suo... e quando i due tempi coincidono, ecco che spunta la luna piena e la casa ha un nuovo odore buonissimo! :-)

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    1. siii! avevi proprio ragione! sarà per l'inattesa scoperta di esserne capace, che infonde devo dire una certa dose di autostima, ma in effetti mi sta veramente conquistando! vedremo l'approccio con le focacce..

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  4. Mamma...è meraviglioso...una luna alle olive, direi che può funzionare!!!

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    1. ah beh detto da te che sei una delle mie fonti di ispirazione in materia di lievitati mi fa doppiamente piacere! :-*

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  5. Anche per me questo tipo di cottura del pane è stata una vera scoperta, mi ha veramente aperto un mondo, e devo dire che mi piace sempre di più! Ormai ci ho preso gusto, ho tanta voglia di imparare... a casa il pane non è mai mancato è un rito la mattina si passa dal panettiere, ma farlo con le proprie mani è un 'altra storia. E poi oltre ad essere buono il fatto di farmi salire l'autostima, che a volte per carattere tendo a far scendere sotto i piedi non puo' farmi che bene giusto? ...e poi come dici tu si possono fare mille altre cose! :)
    Vedrai che il tempo ci sarà amico.. le cose che non ti aspetti sono ancora più belle e questo pane ne è l'esempio!!

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  6. La panificazione da grande soddisfazione! Hai mai provato il pane senza impasto con uvetta e noci? È incredibile: devi solo amalgamare gli ingredienti e dimenticarteli a lievitare per 16 ore, cuoci nella pentola di ghisa e senza rendertene conto hai una pagnotta profumata e gustosa da perderci la testa! Io impazzisco quando la mangio col formaggio, ad esempio!!

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