30 dicembre 2015

Un buon risotto per un buon anno..

risotto cipolle caramellate

piatti "Liberty" di Cosi Tabellini in vendita su Dishesonly - forchetta Brick Lane di KnIndustrie


Ecco, questo sarebbe stato il primo piatto del mio menu per il pranzo di Natale, solo che non ho fatto in tempo a pubblicare l'ultima puntata prima delle Feste e perciò eccola qui oggi, faccio ancora in tempo per il menu di Capodanno, no?Questo risottino qui è facilissimo e un po' diverso dal solito, abbina sapori che amo particolarmente anche presi singolarmente e che combinati insieme mi sembrava potessero stare bene.. infatti! Vi lascio allora con questo risotto al timo con le cipolline caramellate, taleggio e speck per augurarvi di trascorrere una fine dell'anno nel modo migliore che possiate desiderare ma soprattutto vi auguro un buonissimo inizio d'anno.. il 2016 sarà un anno bisestile, ma dato che io non sono superstiziosa, mi auguro che porti con sé tante belle e buone novità. L'ultimo anno bisestile (il 2012) ha visto la nascita di questo blog, e l'inizio per me di una bellissima avventura che ha avuto risvolti veramente inaspettati.. Chissà che il 2016 non prosegua con questa tradizione, dato che negli ultimi anni, parafrasando il famoso gioco della settimana enigmistica, ho tracciato tanti puntini.. nel 2016 spero di riuscire finalmente ad unirli e vedere che cosa apparirà! AUGURI a tutti e ci vediamo il prossimo anno!


23 dicembre 2015

May your days be merry and bright...

carote arrosto
Piatto Pietra di Virginia Casa in vendita su Dishesonly - forchetta Dem di KnIndustrie

Ci siamo, domani vigilia e poi sarà di nuovo Natale. Quest'anno lo festeggeremo a casa nostra, con i nostri familiari più stretti, il menu prevede i tradizionali ravioli di Nonna Paola, magari un giorno vi rivelerò la sua ricetta speciale, che ogni anno i miei genitori preparano per il pranzo di Natale, una tradizione che portiamo avanti ricordandola con un sorriso, ravioli preparati rigorosamente a mano, uno per uno, perché a lei le scorciatoie non piacevano e li faceva così, un modo per sentirla in un certo senso ancora vicina a noi anche se non c'è più. Io mi occuperò del secondo invece, anche questo sarà una sua ricetta di quella per le occasioni speciali, la faraona al brandy, e preparerò anche diversi contorni. Mi piacciono le tavole ricche di tanti piatti di verdure cucinate in modo diverso, in modo che ognuno possa riempirsi il piatto di quello che preferisce. Un'abitudine che ho preso negli anni quando per Natale preparavo il tacchino ripieno alle castagne, quest'anno me lo risparmio però perché sinceramente non ho proprio voglia di stare in cucina dalle 7 di mattina per stargli dietro, sono arrivata a queste feste con una grande stanchezza addosso e davvero pochissima voglia di stare in cucina, quindi ho scelto un secondo più semplice da preparare ma altrettanto festoso e buonissimo. Un'idea veramente insolita per un contorno diverso potrebbero essere queste carote arrosto, speziate e aromatiche, accompagnate da ceci croccanti, una salsina alla tahin e limone e coriandolo fresco. La ricetta l'ho ripresa su Olive Magazine che è sempre un'interessante fonte di ispirazione. 

E voi? Cosa prevede il vostro menu Natalizio? Seguite la tradizione o vi piace cambiare? Nel frattempo vi auguro di trascorrere un sereno Natale, accanto alle persone a cui volete bene, nel calore delle vostre case e dei vostri affetti più cari, quelli vicini, quelli lontani, quelli che sono ancora in questo mondo o da qualche parte dell'universo.. Auguri a tutti voi!


21 dicembre 2015

It's beginning to look a lot like Christmas...

pernice arrosto
Servizio Nuvola di Argyla in vendita su Dishesonly posate BrickLane di KnIndustrie

E quindi pare proprio che questa sia la settimana di Natale! Io a dirla tutta ci sono arrivata senza davvero nemmeno accorgermene, come avete notato dalla mia inusuale scarsa presenza sul blog (ma vi prometto che presto riprenderemo i ritmi di sempre!) sono ancora parecchissimo in altre faccende affaccendata, a cucinare e fotografare a ritmi serratissimi per un bel progetto che vedrà la luce nel prossimo anno (e pure io finalmente!) e quindi ne ho approfittato per cucinare finalmente qualcosa da condividere con voi (così, come dice la mia amica A.L., "e certo, per riposarsi invece di scongelare una pizza uno che fa? si mette a cucinare una pernice arrosto al Gran Marnier!") e cito A.L. non a caso, visto che grazie alla sua generosa collaborazione su questo blog e in molti dei miei lavori i piatti vengono spesso e volentieri presentati nelle meravigliose creazioni in vendita sul suo negozio online, Dishesonly, che vi invito a visitare nel caso abbiate ancora qualche regalino di Natale a cui pensare. Come questo servizio che vedete in foto, che si chiama Nuvola e il nome è perfetto perché voi non potete toccarli, ma sono veramente leggeri come una nuvola.. E dunque, dicevamo, un piatto perfetto per il secondo del pranzo di Natale: pernice arrosto al Gran Marnier e timo. Io che nel mio immaginario (e scarsa conoscenza ornitologica, aggiungerei) non so perché ho sempre immaginato la pernice come ad un grande pennuto, grosso che ne so... come un pavone! Perciò immaginate la mia delusione quando mi sono ritrovata di fronte questo piccolissimo volatile, grande poco più di una quaglia e poco meno di un galletto amburghese.. Comunque, con la complicità d'immimarito, che di cacciagione se ne intende ovviamente molto più di me, il risultato è stato al di sopra delle aspettative. Se non trovate la pernice potete cucinare allo stesso modo anche delle belle quaglie per l'appunto, o dei galletti mono porzione o anche una faraona (con tempi di cottura leggermente più lunghi ovviamente). Ecco il mio suggerimento per il pranzo di Natale. E ci vediamo nei prossimi giorni per altre idee anche un po' meno elaborate!


09 dicembre 2015

Un risotto - Milano-Roma sola andata (via Cuneo)

RISOTTO copia
Risotto alla gricia con Castelmagno - cocotte in ghisa smaltata colore "cotton" di Le Creuset

Questa ricetta mi rappresenta particolarmente, in un unico piatto ho messo insieme infatti le mie due anime, i miei due cuori: un risotto, quindi, uno dei miei tanto amati risotti nel quale ritrovo la mia natura milanese, di quella "milanesitudine intrinseca", come la chiamo io, che mi caratterizza e che fa capolino di tanto in tanto e senza alcun preavviso. Non solo in cucina -dove impera l'immancabile aggiunta del pezzetto di burro un po' everywhere- ma anche in alcuni lati del mio carattere, in quelli che forse sono solo ormai più degli stereotipi, ma riconosco nelle mie origini meneghine il mio perfezionismo maniacale, la puntualità, la serietà professionale e uno spiccato senso civico che forse non è nemmeno più tanto milanese, che mi porta a non parcheggiare in doppia fila, nei parcheggi handicappati, a fermarmi al semaforo giallo, a non gettare nemmeno la carta di una caramella in strada (e di conseguenza la mia macchina sembra una discarica ambulante).. Perciò un risotto, dicevamo, MA un risotto "alla romana" ovvero alla Gricia, con il guanciale di Amatrice ben rosolato, che va a braccetto con la mia anima romana, anzi meglio, "romanesca" che rivendico con orgoglio: quella del lato più godereccio della vita, dell'amore per la bellezza, per le chiacchere da mercato e le giornate di sole, della spensieratezza e dell'arte creativa dell'arrangiarsi, che tanto una soluzione si trova sempre
Due tradizioni in un unico piatto, e già che c'ero c'ho messo anche un pit-stop dalle parti di Cuneo (vi ho mai detto che una parte della mia famiglia è piemontese?) e così nel mio risotto alla Gricia, al posto del tradizionale pecorino romano, c'ho messo una generosa dose di Castelmagno D.O.P. del signor Beppino (Occelli), e scusate se è poco.. 
La foto di cui sopra è una di quelle che noi romani definiremmo simpaticamente "una botta di culo", un'unica foto fatta proprio al volo perché... passi il blog, passi l'amore per la condivisione e la documentazione fotografica ma GUAI! e poi guai per una (anche se ex) milanese come me mangiare un risotto scotto o freddo. Uno scatto di quelli "alla come viene viene" e, per fortuna (mi pare), è venuta abbastanza bene... 
3 soli ingredienti per un piatto tutto sommato facile e di umili pretese, ma straordinario nella sua bontà che oserei definire, a questo punto, trasversale!


27 novembre 2015

Pensando ai regali di Natale.. il Black Friday di Dishesonly!

Natale - piatto ricamo
Negli Stati Uniti d'America il venerdì successivo al Thanksgiving Day (tradizionalmente chiamato Black Friday) è il giorno che tutti gli americani dedicano all'acquisto dei regali di Natale. In questo giorno, infatti, i negozi offrono sconti straordinari per cui si riescono a fare degli ottimi affari e magari risolvere in un solo giorno la lista dei pensierini da regalare alle persone care nelle feste che stanno per arrivare. A questo si ispira la campagna promozionale di Natale di Dishesonly. Se seguite il mio blog da un po', avrete senza dubbio potuto ammirare le tante bellissime creazioni selezionate e in vendita su questo sito che la proprietaria mi ha generosamente prestato per i miei scatti in tante occasioni. 

selezione dishesonly

In molti casi mi dispiace che non possiate toccarle dal vivo, così oltre ad apprezzarne la bellezza restereste sorpresi dalla loro fattura. Piatti meravigliosi, delicati e leggeri come piume, piattini per i dolci, per la colazione, da servizio, nella maggior parte dei casi fatti a mano da artigiani sapienti e preziosi. Insomma, non c'è che l'imbarazzo della scelta, una selezione ricchissima di prodotti meravigliosi perfetti per un regalo sofisticato o semplicemente per un piccolo pensiero. Oggi e domani, proprio in occasione del Black Friday, Dishesonly vi offre uno sconto del 15% sui vostri acquisti, semplicemente inserendo il codice di sconto XMAS 15 al momento dell'acquisto. Potete trovare maggiori informazioni qui. Che aspettate? Ma non finisce qui! Uno sconto del 10% verrà offerto anche il 29 e 30 novembre (codice di sconto XMAS 10) e per i ritardatari ancora il 1 e il 2 dicembre potranno approfittare di uno sconto del 5% (codice di sconto XMAS 5). Meglio approfittarne oggi e domani allora, no? Buoni acquisti su Dishesonly e a presto!

23 novembre 2015

Uh uh uh.. I'm missing you.. [ravioli del plin]

ravioli del plin
Sono passate 2 settimane dal mio ultimo post, sono ancora qui a lavorare come una formichina per rispettare la consegna di questo grosso lavoro di cui vi ho già accennato (che non vedo l'ora A): di finire B): di condividere qui con voi!). Non era mai successo dall'apertura del blog (salvo le pause "comandate" dalle ferie estive e dalle vacanze natalizie) di essere così poco presente.. e la verità vera è che il blog... mi manca! Mi manca cucinare e sperimentare con il retro pensiero di fare qualcosa da condividere qui con voi.. Per questo (ma anche perché ormai c'ho una certa età, diciamolo...) mi è tornata in mente questa canzone di Diana Ross che ha segnato tanti balli lenti delle feste della mia infanzia-adolescenza, quelle in cui si ballava con un compagno  tenendo le braccia dritte dritte per mantenere una certa distanza di sicurezza perché la verità è che "I'm missing you" tutti, dal primo all'ultimo, da quelli che passano di qui per dare un'occhiatina, a quelli che lasciano un commento, a quelli che non lo lasciano ma cucinano quasi tutto.. perché qui di fatto io mi sento a casa, in questo piccolo angolo tutto mio che mi sono costruita piano piano, come un bruco nel suo bozzolo...
Perciò oggi eccomi qui, con i miei ravioli del plin, i primi della mia vita che ho confezionato ieri per il nostro pranzo della domenica, visto che avevo ancora un piccolo avanzo di guancia brasata al vino rosso nel freezer custodita gelosamente proprio per finire nel ripieno di questi raviolini qui.. Non sono tanto difficili da fare, ci vuole giusto un po' di manualità. I miei non sono venuti così piccoli come avrei voluto, ma sono certa che è solo questione di prenderci un po' la mano (gli ultimi usciti in effetti erano un po' più piccoli). La forma particolare di questi raviolini pizzicati è data proprio dal modo di chiuderli e ritagliarli, e siccome è una di quelle cose che si fa prima a far vedere che a spiegare, ho pensato che fosse il caso di girare un piccolo video (e ringrazio immensamente la mia bella e generosa amica Elvira per tutti i preziosi consigli sull'argomento e immimarito per essersi pazientemente sciroppato il complicato montaggio dello stesso..) 


Making "ravioli del plin" dumplings from Pane&Burro on Vimeo.

Quindi, il procedimento di come confezionare i ravioli mi sembra piuttosto chiaro dal video, l'importante è posizionarli al centro della sfoglia, a distanza piuttosto ravvicinata, spennellare bene i bordi con dell'albume e unire i due lembi di sfoglia facendo capovolgere le palline di ripieno, in modo che si girino verso l'alto. Poi pizzicate bene tra una pallina di ripieno e l'altra e tagliate con la rotella partendo dalla parte piegata verso l'esterno. Voilà! Noi abbiamo scelto di condire questi raviolini con un po' di burro e salvia e qualche cucchiaio del fondo dell'arrosto (una vera leccornia), ma sono buonissimi anche solo con burro, salvia e parmigiano. Di seguito la ricetta. Ben trovati e a presto! (spero...)

ravioli
piatti di Atelier13 - collezione Materia in vendita su Dishesonly, posate KnIndustrie



abuiehgie

09 novembre 2015

"A fuoco lento: preparare, rilassarsi, godere."

brasato di guancia
Cocotte in ghisa smaltata Le Creuset

Con questa frase si apre uno dei tanti libri di cucina che popolano la mia libreria, "A fuoco lento" di Joanne Glynn. Acquistato moltissimi anni fa e, a dir la verità, usato pochissimo. Come d'altronde la maggior parte dei libri di cucina della mia libreria che il più delle volte sfoglio più che altro in cerca di ispirazione ma molto raramente seguo una ricetta alla lettera, salvo quando si tratta di una ricetta classica della tradizione oppure di un dolce (anche se pure lì, spesso e volentieri, alla fine mi piace sempre variare un po', metterci un mio tocco personale). Questo libro lo acquistai in particolar modo attratta proprio dal titolo e dalla prima riga della prefazione che racchiude in queste tre semplici parole l'essenza del mio rapporto con la cucina: preparare, rilassarsi, godere. Una sequenza di azioni e di sensazioni, da recitare come un mantra che ultimamente, però, a causa di un'imprevista esplosione di lavoro, mi ero quasi un po' dimenticata di mettere in pratica, cucinando in modo piuttosto frenetico e moltissimo, a dire il vero, ma con scarsa applicazione dei verbi appena citati. 
E ve ne sarete accorti anche voi che mi seguite qui sul blog, che nonostante l'assenza siete comunque passati numerosi di qui nelle ultime settimane (occhio che vi osservo! sono come il grande fratello!), che appena mi capita di far capolino su Instagram o su Facebook mi inondate di affettuosi messaggi.. 
Lo scorso fine settimana, essendo più o meno a metà strada sulla via della consegna di questo progetto impegnativo che mi vede coinvolta da un mesetto a questa parte, ho deciso che potevo prendermi un giorno di riposo e così mi sono concessa una domenica di coccole, cucinando un piatto che più di ogni altro esprime al meglio il piacere del preparare, di rilassarsi e soprattutto di godere! Gli stufati di carne, devo dire, sono quelli nei quali la cottura a fuoco lento e l'arte del rilassarsi trovano la loro massima espressione (e per quanto riguarda il godimento, vi lascio solo immaginare..), sarà che per tradizione familiare a casa mia gli stracotti, i brasati, gli arrosti, gli spezzatini sono sempre stati il piatto della domenica e quindi mi ritrovo sbalzata indietro di un discreto numero di anni in questi profumi che invadono deliziosamente la casa e in queste consistenze morbide, gustose, succulente.. Tra questo tipo di piatti, uno di quelli che preferisco è la guancia di manzo brasata al vino rosso. Un taglio di carne che forse non è facilissimo da trovare, anche se ora è tornata molto in voga anche nei ristoranti più blasonati, ma sono sicura che se la ordinate con qualche giorno d'anticipo il vostro macellaio ve la preparerà. Un taglio semplicemente perfetto per questo tipo di cottura, deve infatti cuocere molto a lungo e a fiamma bassa per diverse ore ma il risultato sarà una carne così tenera che potrete mangiarla anche con il cucchiaio! In più è un piatto decisamente facile da preparare che non richiede particolari abilità culinarie ma solo una buona pentola e tanta pazienza, la riuscita è assolutamente garantita. Ed è anche estremamente economico, per aggiungere un altro buon motivo per preprararla, la guancia di manzo, infatti, costa intorno ai 10 euro al kg e con circa 1 chilo e mezzo di carne soddisferete l'appetito di 6 persone. La consistenza è simile a quella del muscolo, all'interno della carne infatti sono presenti diverse cartilagini che sciogliendosi durante la cottura daranno una consistenza e una morbidezza ineguagliabili. Insomma, provatela. Se non viene bene prometto di rimborsarvi! Potete servirla con una semplicissima polenta morbida (se volete proprio concedervi un peccato di gola metteteci anche qualche dadino di taleggio e fatelo sciogliere) o con un semplicissimo purè di patate fatto in casa come si deve. Il nostro pranzo della domenica appena trascorsa è dunque stato questo stufato di carne, avvolti nel profumo delizioso che con la lunga cottura aveva invaso la cucina e tutta la casa. Magari per qualcuno di voi, sarà il pranzo della prossima domenica. E voi? Cosa avete cucinato?


28 ottobre 2015

Mettiamoci la zucca! Su Cucina Naturale di novembre

crostata4
Buongiorno e scusate la temporanea latitanza, ma la situation è sempre quella descritta nel mio post precedente, con ritmi di lavoro decisamente serrati e faticosi.. ma torno prestissimo anche qui con nuove ricette, promesso! Nel frattempo, potreste fare un salto in edicola e comprare il numero di novembre di Cucina Naturale appena uscito; il mio servizio di questo mese è interamente dedicato a uno dei miei ingredienti preferiti di questa stagione: la zucca! Come, ad esempio, questa crostata di pasta fillo con zucca e provola che è la fine del mondo! Oltre al mio servizio,come di consueto, in questo numero di Cucina Naturale anche tantissime altre ricette anche per chi ha intolleranze alimentari, vegetariane e vegane, tutte a base di ingredienti di stagione. Vi aspetto in edicola!

cover novembre

23 ottobre 2015

L'aperitivo is back! Cozze fritte allo zafferano

cozze fritte allo zafferano
Riecco l'aperitivo del venerdì, evvaiiii!! insomma era da un po' che da queste parti si "bucava" l'appuntamento della ricettina da aperitivo del venerdì o sbaglio? Non che le nostre abitudini siano cambiate più di tanto sull'argomento, ma ultimamente l'aperitivo del venerdì l'abbiamo preso più spesso fuori casa e quindi abbiamo sperimentato poco in termini di stuzzichino da piluccare insieme al vostro drink preferito.. in più mettiamoci anche che in questo periodo sono piuttosto in altre faccende affaccendata (di cui per ora non posso accennarvi nulla, ma avrete dettagli a tempo debito!) Per ora posso solo dirvi che cucino e fotografo senza soluzione di continuità in ogni momento libero, in posizioni improbabili, ovvero pericolosamente protesa in avanti in punta di piedi e ben ancorata con una mano al cassetto di un mobilone pesantissimo antico per non capitolare rovinosamente sul set.. ecco tutto questo più o meno in sessioni lavorative da 10 ore al giorno con chilometri su e giù e sali e scendi dalla cucina al pavimento e vice versa, il tutto moltiplicato per 50... insomma fate voi...! 
MA! non potevo non condividere con voi questo sfiziosissimo stuzzichino che per la legge che fritte so' bone anche le sole delle scarpe figuriamoci qualcosa che è già buono di per se come le cozze.. l'ispirazione per questo piatto mi è venuta in un ristorante del litorale di Ostia dove siamo capitati per caso verso la fine di quest'estate, avendo trovato chiuso quello dove originariamente volevamo andare, dopo un tramonto mozzafiato sul mare. E a volte i casi sono fortunati perché al ristorante Med abbiamo mangiato benissimo quella sera, oltre ad aver scambiato quattro chiacchiere con il simpatico proprietario. E tra gli antipasti spiccava questo frittino di cozze allo zafferano che OVVIAMENTE non ci siamo fatti scappare. Buonissime, croccantine fuori e succose e saporite dentro, il tutto reso ancora più gustoso dalla nota profumata dello zafferano. Una delizia, alla prima occasione naturalmente abbiamo provato a riprodurle anche a casa, anche se il fritto migliore resta (almeno per me) quello fritto dagli altri e possibilmente non nella mia cucina!! 
Buon week-end a tutti e a presto!


19 ottobre 2015

Vivere fuori stagione - carciofi brasati con aglio e maggiorana

carciofi blog copia
Ci risiamo, è tornato il periodo della famigerata "mezza stagione", quella in cui non fa ancora abbastanza freddo per tirare fuori i vestiti invernali e non fa più tanto caldo da indossare ancora quelli estivi. Nell'indecisione (e nella mancanza di tempo da dedicare al cambio di abiti nell'armadio) continuo ad afferrare le prime scarpe chiuse e i primi maglioncini che mi capitano a tiro senza dover smontare mezza casa, con risultati improbabili sul mio outfit quotidiano. In fondo però mi capita spesso di vivere "fuori stagione", molto spesso in cucina quando devi produrre servizi di ricette con 3 mesi di anticipo capita di dover cercare ingredienti non propriamente stagionali o di tirar fuori le decorazioni natalizie a fine agosto.. Questa volta però il fuori stagione non è stato forzato dagli eventi, o meglio.. mi sa che non è nemmeno poi tanto fuori stagione visto che in questo periodo i carciofi spinosi della Liguria imperversano più o meno in tutti i mercati e io, che i carciofi li adoro, mi sono vista costretta.. li ho cucinati molto velocemente, brasati in padella con tanto aglio, maggiorana fresca, olio, sale e pepe e una generosa spruzzata di vino bianco. Basta pulirli, eliminare le foglie esterne più dure e le punte spinose, li tagliate a metà per il lungo e se hanno la barbina al centro eliminate pure quella (in genere se sono freschi non ce l'hanno). Scaldate in un tegame 3 cucchiai d'olio evo e fate rosolare 3 spicchi d'aglio tagliati a fettine. Sistemate i carciofi dalla parte del taglio e fate rosolare per bene, finché non saranno belli dorati. Li girate dall'altro lato e fate rosolare un pochino anche da quella parte. Poi sfumate con un mezzo bicchiere di vino bianco secco e fate evaporare. Salate e pepate e li girate ancora dalla parte del taglio. Proseguite la cottura con un coperchio per circa 15-20 minuti, a seconda della dimensione dei carciofi, a fuoco medio basso, controllando che il fondo non si asciughi, nel caso aggiungete un pochino di acqua. Quando saranno morbidi al centro, spegnete e aggiungete una bella manciata di foglie di maggiorana fresca tritata, appena colta. Buona settimana a tutti!

15 ottobre 2015

Filetto d'orata in crosta di senape

orata in crosta di senape
Vi piace il pesce? A me si, moltissimo. Mi piace il pesce fresco, quello pescato nei nostri mari. Pesce bianco, soprattutto. Orata, spigola, pezzonia, dentice per me sono il top. Amo meno i pesci più spinosi come l'ombrina e quelli che, in generale, vanno cotti in umido perché di tutti i modi possibili in cui è possibile cucinare il pesce il mio preferito resta sempre arrosto o in crosta di sale. Ecco forse uno dei motivi per cui il pesce non compare sul blog tanto spesso quanto sulla nostra tavola, perché il più delle volte lo cuiciniamo in uno di questi due modi qui (un giorno però posterò la "mia" versione del pesce al sale che è diversa da quella classica e potrebbe tornarvi utile) e quindi non c'è molto di particolare da raccontare su un pesce arrosto, ancor meno da fotografare... Ogni tanto però mi piace anche provare qualche ricetta un po' diversa, purché non stravolga troppo il gusto delicato del pesce con sapori che lo coprano troppo prepotentemente. Non amo per questo motivo il pesce cucinato in guazzetto, o in umido, anche se il sughettino che ne viene fuori è una vera leccornia, ma poi il pesce non sa più di pesce e quindi storco sempre un po' il naso. Questa volta a ispirarmi è stata una ricetta di Bon Appétit, una delle mie riviste di cucina americane preferite, cha ha anche un ricco sito con molte delle ricette pubblicate su carta. Il risultato è stato di grande soddisfazione, il sapore del pesce si sente bene e non viene sovrastato da questa panatura incredibilmente croccante, grazie anche alla presenza dei semini di senape che oltre a scrocchiare sotto i denti conferiscono una nota profumata e leggermente pungente. Provatelo, ve lo consiglio!


12 ottobre 2015

Spaghetti al Bloody Mary di Gordon Ramsay

bloody mary sapghetti
Piatto fondo della collezione "Nuvola" di Argyla in vendita su Dishesonly

Avete mai guardato una puntata del programma di cucina di Gordon Ramsay? Non una delle sue tante trasmissioni cattura audience (che francamente lasciano un po' a desiderare) sullo stile di Hell's Kitchen, Cucine da Incubo o Masterchef dove la cucina intesa come "del saper cucinare" sembra più una scusa per catturare l'attenzione del pubblico piuttosto che la vera protagonista. Ed è un po' un peccato perché nella sua trasmissione "Home Cooking" dove Ramsay, il cuoco, sta esattamente dove un cuoco dovrebbe stare, ovvero ai fornelli della sua cucina, nella fattispecie quella di casa sua (o presunta tale..) e molto semplicemente... cucina! ebbene, dicevo, Mr. Gordon Ramsay, con il suo me-ra-vi-glio-so accento British (adoro quando dice la parola "flavor"!) in questa veste bisogna proprio dirlo, sa il fatto suo.. In più presenta piatti succulentissimi, spiegando bene ogni passaggio, ogni ingrediente e metodo di cottura. Credetemi, guardate una qualunque puntata di questa serie e la vostra salivazione aumenterà all'istante (oltre a comprendere quasi tutto quello che dice pure se il vostro livello di inglese è appena sufficiente). E così, attratta dall'aragosta grigliata con burro al peperoncino, sono finita su questa puntata qui e sono stata assolutamente catturata dall'altra ricetta proposta, delle meravigliose linguine (o meglio, come le chiama lui, "linguini") al Bloody Mary. Voglio dire, che genialata è??? Finito il video, io e immimarito ci siamo guardati e ci siamo detti "questa si fa!" e infatti, s'è fatta.. E oggi è qui, da Gordon Ramsay via Pane&Burro e spero presto nei vostri piatti perché, come ci si poteva aspettare anche solo guardando il video, questa pasta è davvero buonissima. E ci voleva Gordon Ramsay per scoprirlo.... :-)


09 ottobre 2015

Un cubano e 'na biretta..

cuban sandwich
Dunque, partiamo dal principio.. se siete gastronomicamente curiosi come me e avete visto anche voi il film "Chef" allora sapete di cosa sto parlando. L'ossessione da panino cubano avrà certamente colpito anche voi. Perché, grazie a questo film (sebbene negli Stati Uniti il "cuban sandwich" sia un famosissimo cibo da strada preparato in molti fast food restaurant e food truck più o meno in qualsiasi città) io personalmente non ne avevo mai sentito parlare. E siccome a casa nostra certe cose si prendono parecchio sul serio, soprattutto quando la cosa coinvolge: 1) il barbecue e 2) immimarito, questo sandwich cubano ce lo siamo studiato proprio per benino, compreso l'assaggio del panino versione made in USA direttamente sul posto che immimarito si è diligentemente (e sia chiaro, per puro spirito documentaristico..) sacrificato di assaggiare per tutti noi. Così, al rientro dalla traferta transatlantica, quest'estate ci siamo messi di buzzo buono per cercare di riprodurre l'ormai fantomatico cuban sandwich. E ve la voglio proporre proprio oggi che è venerdì così, nel caso vi saltasse l'idea di farlo nel week end, possiate essere preparati. Perché si fa presto a dire "mi faccio un panino", nella fattispecie per fare questo panino qui ci dovete pernsare almeno 24 ore prima e un 4-5 ore di amorevole dedizione alla cottura della carne nel barbecue, a bassa temperatura. Ma andiamo per ordine, anzi per strati...


07 ottobre 2015

Le mie ricette su Cucina Naturale di ottobre

tofu1-bassa
Niente nuova ricetta oggi sul blog , però ne approfitto per segnalarvi che, come tutti i mesi, anche sul numero di ottobre attualmente in edicola di Cucina Naturale trovate il mio servizio di ricette e foto. Questo mese tante idee per cucinare con la padella wok, di cui sono una grandissima fan. Perfetta per le cotture veloci, che mantengono inalterate le proprietà e la croccantezza delle verdure in particolare, ma è una pentola eccezionale anche per cotture diverse e più tradizionali (ad esempio per saltare la pasta o preparare una zuppa, per non parlare della frittura.) In più, grazie a questo servizio, mi sono riconciliata con il tofu di cui in passato non sono mai stata una grande estimatrice, invece in questa ricettina qui l'ho trovato particolarmente sfizioso e perfetto con questo mix di verdurine croccanti e saporite. Tutte le ricette, compresa questa, le trovate su Cucina Naturale, in edicola. Un numero particolarmente ricco di molti altri servizi interessanti questo mese: un servizio dedicato alle ricette dal mondo per festeggiare la conclusione di Expo2015, un servizio sui funghi (yum!) e tante idee golose e sane per le feste e le merende dei vostri bambini con intolleranze alimentari. Ci vediamo in edicola?


cover ottobre

05 ottobre 2015

Frittata cremosa con fiori di zucca, robiola e maggiorana

frittata fiori di zucca
padella in alluminio antiaderente e ferro K7 di KnIndustrie

A chi si aspettava una ricetta di dolce per la colazione oggi... mi dispiace! Ho passato un fine settimana a cucinare torte e dolcetti per un altro servizio (e stiamo cercando di piazzarli in ogni dove.. anzi, se passate dalle mie parti fate un fischio che vi mollo una fetta pure a voi...) e qundi onestamente il tempo e la voglia di un altro cake non c'era proprio. Vi lascio però un'idea furbina per rendere la vostra frittata ancora più golosa e soffice, perfetta per una cena da improvvisare velocemente accompangandola con una fresca insalata e poco altro. La tecnica della frittata cotta in forno (che certamente non mi sono inventata io) nasce nel mio caso da un'esigenza. Dovete sapere, infatti, che non sono capace a girare la frittata. O meglio, va bene se devo girare una frittatina piccina piccina per una persona da 2 uova, ma siccome in genere le frittate a me piacciono particolarmente farcite e particolarmente spesse (con un peso specifico non indifferente) io e lo scaravoltamento rapido con l'aiuto di un coperchio non andiamo troppo d'accordo, memore di quando da ragazzina nel tentativo di girare una grossa frittata mi si è spatasciata tutta sull'avambraccio, scottandomi, con la frittata inesorabilmente spiaccicata ovunque e di conseguenza senza cena.. da allora ho sempre avuto grossi problemi a girare le frittate di una certa portata perciò ho iniziato a cuocerle in forno. Per fare ciò vi occorre ovviamente una padella adatta alla cottura in forno (niente manici in plastica, per capirci) e nel mio caso ho trovato perfetta (oltre che bellissima) questa padella in alluminio di KnIndustre della linea K7. Non solo sono perfettamente antiaderenti e leggerissime, in alluminio color testa di moro (quindi un materiale ad alta conducibilità perfetto in cucina), ma hanno una linea essenziale e sono dotate di un bellissimo manico in acciaio color bronzo che le rende esteticamente perfette e adatte ad ogni tipo di cottura, compresa quella in forno. Per questa frittata ho usato 5 uova (per una padella piccola del diametro di 20 cm, perché come vi ho detto a me piacciono parecchio spesse). Non dovete far altro che sbattere le uova energicamente in una ciotola con sale, pepe nero, parecchia maggiorana fresca tritata, 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato e 1 di latte. Lavate bene ed eliminate il pistillo da una ventina di fiori di zucca freschissimi e tamponateli con carta assorbente. Uniteli alle uova sbattute e mescolate. Scaldate bene in una padella 2 cucchiai d'olio evo e quando sarà caldo versatevi il composto. Fate rapprendere a fiamma media il fondo della frittata, se necessario abbassate un po' il fuoco, sollevando con una forchetta i bordi via via che si sono rappresi, facendo colare la parte liquida al di sotto per far si che si cuocia uniformemente sul fondo e sui bordi senza bruciarsi subito lasciando il centro ancora troppo liquido. Quando sarà ben rappresa e dorata sul fondo, decorate la superficie con circa 60 g di robiola fresca da distribuire a cucchiaiate sulla superficie in modo casuale. Passate tutto in forno a 180° C per circa 6-7 minuti, più una veloce passata sotto al grill per la doratura in superficie. Prima di sfornare, controllate che sia cotta al centro. Lasciate intiepidire e servite. La robiola si scioglerà leggermente dando un tocco di morbidezza in più a qualsiasi frittata. E soprattutto, scongiurato il rischio di frittate capovolte sui fornelli (o peggio, sul pavimento!) la frittata è servita.  

01 ottobre 2015

Marmellata di cipolle e bacon

marmellata di cipolle e bacon
"Okay, this is the wisdom. First: time spent on reconnaissance is never wasted. Second: Almost anything can be improved with the addition of bacon. And finally, there is no problem on Earth than can't be ameliorated by a hot bath and a cup of tea." 
Jasper Fforde, Shades of Grey, The Road to High Saffron.

E chi sono io per non essere d'accordo con lo scrittore britannico Jasper Fforde in queste sue perle di saggezza? A parte il fatto che meglio di una tazza di tè ad accompagnare un bagno caldo per alleviare i problemi del mondo ci vedrei meglio un calice di vino bianco ghiacciato (e musica jazz in sottofondo e candele accese ovunque.. e insomma che volete, 999 volte su 1000 faccio la doccia ma quella volta che mi concedo un bagno in vasca la prendo molto sul serio...) ma soprattutto concordo pienamente sul secondo punto: tutto può essere migliorato con l'aggiunta di un po' di pancetta. Non è forse vero? Diciamocelo, la pancetta è uno dei motivi per cui non sarò mai vegetariana. Il tubino nero della cucina, la Chanel dell'aperitivo... sta bene con tutto e non passa mai di moda. Così quando immimarito (specializzato in contrabbando di prodotti alimentari con un debole per le ricette non propriamente light) mi ha proposto questa marmellata di cipolle e bacon non mi sono certamente dovuta far convincere! Cipolle e bacon, suonano come Michelle e ma belle, sono parole che semplicemente stanno bene insieme.. non trovate? Vi avevo promesso il ritorno delle ciccionate ed eccoci qui.. Questa marmellata è, manco a dirlo, deliziosa. Perfetta per accompagnare i formaggi e le carni (io ne ho fatto dei crostini goduriosi che vi presenterò presto) ma in teoria è talmente buona da mangiarla a cucchiaiate!! 


29 settembre 2015

Wok di melanzane Thai al sesamo con salsa al tahini

thai melanzane
Stavo giusto facendo caso che qui sul blog ci sono moltissime ricette a base di verdure, ma forse quelle che compaiono più frequentemente sono le zucchine e le melanzane. In effetti mi piacciono entrambe moltissimo e poi, come tutte le verdure, ma forse anche di più, sono estremamente versatili e si possono cucinare in mille modi diversi, non trovate? In particolare poi, per quanto riguarda le melanzane, quello che mi piace da impazzire è che ne esistono davvero tantissime varietà e non si finisce mai di scoprirne una nuova. Quest'estate ad esempio ho scoperto le melanzane perlina, buonissime, piccantine, facili e velocissime da preparare (si affettano e via..). Ma quelle di oggi però sono delle melanzane veramente un po' speciali, che qui da noi francamente non avevo mai trovato.. le avevo adocchiate su qualche numero di Donna Hay Magazine (dove ho scoperto che esistono anche delle melanzane piccole come dei grani di pepe...) ed ero veramente moooolto curiosa di queste melanzane Thai che però, qui a Roma, neanche al mercato etnico di Piazza Vittorio avevo mai trovate.. Nella fattispecie queste piccole melanzane (per rendervi conto della dimensione, non sono più grandi di una susina) facevano parte di uno degli ultimi "bottini" che mi sono stati portati a casa come souvenir da immimarito da uno dei suoi ultimi viaggi.. Sono stata lì a rimirare queste bellissime piccole melanzane, perfettamente sferiche, dalla buccia liscia e variegata, leggermente striata dal bianco al verde, in contemplazione e indecisa su come cucinarle.

wok di melanzane thai

Nella maggior parte dei casi le ho viste finire in elaborati curry vegetariani ma siccome faceva veramente troppo caldo (stiamo parlando dei primi di agosto e sono sicura che tutti voi ricordate bene che temperature esasperanti abbiamo avuto quest'anno!)  ho preferito optare per una cottura più veloce. Le ho lavate, spuntate, divise in 4 spicchi e saltate velocemente in una padella wok con olio di sesamo, aglio, peperoncino, sale pepe e semi di sesamo tostati. Le ho fatte cuocere a fiamma vivace finché non sono diventate morbide e belle abbrustolite (essendo piccole non ci vuole molto) e a finire il piatto una bella spolverata di coriandolo fresco tritato. Ci ho abbinato una salsina a base di tahini e limone, preparata mescolando circa 50 g di tahini con 2 cucchiai di succo di limone, un cucchiaio (o più, se necessario) di acqua e uno di olio evo, sale e pepe, da versare all'ultimo per dare un tocco di freschezza. Queste melanzane sono particolarissime, l'interno è pieno di piccolissimi semi che però non danno alcun fastidio (per questo motivo, forse, mi ricordavano moltissimo il gusto e la consistenza dei nostri friggitelli) e la polpa è particolarmente morbida e fondente. Non penso che riuscirete a trovarle facilmente, in alternativa potete prepare in questo modo delle melanzane perlina o delle melanzane bianche che sono molto delicate e dalla buccia sottile.

Tra l'altro, su Cucina Naturale di ottobre attualmente in edicola trovate un mio servizio interamente dedicato alla cottura "al salto" nella padella wok con tante ricette di ispirazione etnica e non! Vi aspetto in edicola!!
 

23 settembre 2015

Insalata di patate arrosto con salsa allo yogurt e menta

insalata di patate arrosto
Forchetta "Brick Lane" di KnIndustrie

Ci avete mai pensato a fare un'insalata con le patate... arrosto? Io a dire il vero proprio mai, ma per fortuna ci ha pensato la "nostra" insostituibile e infallibile Donna Hay.. Eh si, perché l'insalata di patate arrosto (in varie versioni) ricorre molto spesso nei suoi libri e nelle sue riviste di cucina. E a dire il vero non so per quale motivo io non abbia mai pensato di prepararla prima.. Sarà che le patate arrosto in genere mi piacciono da mangiare così, ma in questa mia personale rivisitazione della ricetta originale devo dire che mi sono piaciute moltissimo! Mi ricordano infatti parecchio le "jacked potatoes" che mi piacciono moltissimo, in particolare ricoperte di sour cream e erba cipollina.. yummy! In questa versione più veloce e più fresca, al posto della panna acida ho usato lo yogurt greco e al posto dell'erba cipollina la menta che ultimamente sta vivendo un momento di gloria nei vasi del nostro terrazzo e spunta più o meno dappertutto. Dovete semplicemente lavare bene, asciugare e tagliare in due nel senso della lunghezza delle patatine novelle con la buccia (in questo caso ho usato quelle con la buccia rossa che mi piacciono particolarmente, ma potete usare quelle che preferite purché siano piccole). Le condite in una ciotola con abbondante olio evo, sale e pepe nero. Mescolate e le sistemate in una teglia coperta di carta forno in modo che stiano con la parte tagliata verso l'alto. Infilate in forno già caldo a 200° C e fate cuocere per circa 25-30 minuti, a seconda della grandezza, finché non saranno belle dorate in superficie come queste quì e cotte al centro. Sfornate e lasciate raffreddare a temperatura ambiente finché non saranno appena tiepide. Nel frattempo mettete in una ciotola 2-3 belle cucchiaiate di yogurt greco al naturale (o di più a seconda di quante patate avete cotto), ci aggiungete pochissimo aglio tritato molto molto finemente (potete anche usare quello in polvere in questo caso che aromatizza senza lasciare pezzettini in giro..) e una bella manciata di foglie di menta fresca tritate finemente. Condite con un filo d'olio evo, sale, pepe nero e una spruzzata di succo di limone. Mescolate bene fino ad ottenere una salsina. Dividete nelle ciotole le patate insieme a una manciata di foglioline di spinacino novello lavate e asciugate. Buttate qua e là qualche cucchiaino di salsa allo yogurt e completate con qualche altra fogliolina di menta fresca. Un giro d'olio e di pepe macinato e servite. Bastava pensarci, no??

ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE... 
Ne approfitto del post di oggi  per comunicarvi che domenica prossima (27 settembre) intorno alle ore 11.30 sarò al MORSEGAR VERONA FOOD FESTIVAL per presentare il mio libro "Che Zuppa!" al Parco San Giacomo, Borgo Roma. Se siete da quelle parti domenica mattina passatemi a salutare eh ;-) Vi aspetto!

morsegarsplash


21 settembre 2015

Le amiche e le torte: il banana bread al grano saraceno di Rossella

banana bread grano saraceno noci
La ricetta di oggi viene dal blog di Rossella e so che è una delle sue preferite.. Davvero non so più in quante differenti varianti si possa declinare un dolce semplice e casalingo come il banana bread, qui sul mio blog ormai ho perso il conto delle proposte sfornate fino ad oggi. Questa torta in realtà è stata preparata prima della pausa estiva, nel fine settimana appena passato infatti il mio forno è stato occupato da una serie di dolci di ispirazione natalizia per un servizio a cui sto lavorando (se ieri mattina vi siete fermati al distributore Eni sul raccordo e avete visto una pazza che potava rami di abete ero io...) e che però non finiranno qui sul blog perciò non ho avuto materialmente il tempo di farne uno da postare qui (anche se oggi a colazione abbiamo degustato un cake speziato ai datteri, per dire..) ma per fortuna mi sono ricordata di questo "ennesimo" banana bread che avevo preparato un po' di tempo fa e non avevo ancora postato. La mia versione è solo leggermente differente da quella della mia amica Vaniglia perché io non ci ho messo il cioccolato e ho aumentato un po' le dosi per farla nel formato che più amo, quello del plum cake. La farina di grano saraceno è stata una piacevole riscoperta negli ultimi tempi. In passato si vede che non sono stata fortunata con questo tipo di farina, le ho sempre trovate molto grossolane con risultati sugli impasti non sempre soddisfacenti perciò in un certo senso avevo smesso di prenderla in considerazione. Ultimamente invece ho scoperto quella del Molino Rossetto che invece ha una grana molto molto fine ed è perfetta per qualsiasi preparazione, compresi i dolci e i lievitati. Il dolce, che ve lo dico affà, è buonissimo ma d'altra parte tutti i dolci della Ross lo sono (lei si che è un'esperta del campo!) la mia versione ve la riporto comodamente qui sotto nel caso in cui decidiate di sfornarla per la vostra prossima colazione.. Buona settimana!


18 settembre 2015

L'apparenza inganna: noodles all'orientale #vegan #vegetariano #senzaglutine

noodles vegetali
Piatto Pietra di Virginia Casa in vendita su Dishesonly

Insomma, ormai questa settimana la chiudiamo così, all'insegna della leggerezza. E questo piatto qui credetemi si fa in meno di 10 minuti 10 ed è di una facilità e di una bontà disarmanti.. Giuro che se non li avessi fatti io e me li avessero serviti in un ristorante fusion avrei scommesso che fossero degli spaghetti orientali fatti di veri spaghetti, invece in questo piatto di pasta non ce n'è nemmeno l'ombra.. Lo spiralizer, ennesima caccavella di cui vi avevo già parlato qui, ha colpito ancora e ho come l'impressione che questi noodles vegetali saltati alla wok entreranno presto a far parte della nostra top ten delle cene leggere.. Ovviamente con lo spiralizer gli spaghetti vengono meglio che con un pelapatate rigato, perché in pochissimi secondi otterrete degli spaghetti di zucchina lunghissimi e perfetti. Ma in alternativa potete usare quello che avete e farli un po' più corti. Vengono buoni lo stesso.. 

16 settembre 2015

Zucchine alla scapece "light" con pesto di mentuccia romana

ingredienti zucchine
Grill in ghisa Le Creuset

Questa settimana è cominciata, e prosegue, all'insegna della cucina leggera ora che ci penso. Semplicemente è capitato, non sono a dieta, non è una strategia, una nuova tendenza.. tranquilli che tra un po' mi riprendo e vi tiro fuori qualche ciccionata.. Ormai lo sapete, e il blog ne è una prova, la mia alimentazione è un'alternanza di pranzi leggeri e frugali a qualche piccola scorrettezza alimentare che, in questo modo, ci fa sentire meno in colpa. In genere cerchiamo di mantenere il rapporto 5 a 2, non sempre ci riusciamo, a volte è un 7 su 7, a volte 4 su 3.. dipende. Nel mese di agosto siamo stati un po' in "vacanza", anche se non siamo effettivamente andati da nessuna parte, ma la vacanza intesa in senso mentale, vacanza dalle abitudini, dalla routine, dalla monotonia.. e chissenefrega se si cena fuori 3 giorni di seguito, se si mangiano carboidrati a pranzo e a cena, se il pasto consiste in un aperitivo prolungato fino a tarda sera.. la vacanza in fondo è anche, soprattutto, dalle abitudini. Anche quando eravamo bambini, le vacanze le aspettavamo ogni anno con grande trepidazione sia io che mio fratello proprio perché, al di là della fine della scuola, del mare e delle giornate trascorse a divertirci in piscina con gli amici di sempre, ci erano concessi tanti piccoli vizi che solo durante l'estate la mamma ci permetteva, come mangiare sul vassoio davanti alla TV, la CocaCola a tavola, pranzare fuori orario, magari con un panino.. piccole, piccolissime cose che però ci facevano sentire mentalmente in vacanza dalle regole, dagli orari, dalle abitudini. Un'abitudine che amo mantenere anche adesso che sono "grande", così ogni estate mi piace concedermi qualche piccolo vizio, qualche piccolo "lusso", qualcosa di diverso dal solito.. ah quanto fa bene certe volte! 

zucchine



14 settembre 2015

Un cake. Buono. Sano. Leggero. E con le banane (oh yes!)

cake banana mirtilli light
E così sembra che sia ritornata la stagione delle torte del sabato pomeriggio. Perché ormai lo sapete, se mi seguite da un po', il sabato pomeriggio di solito se vi capita di passare sul pianerottolo di casa Pane&Burro sicruamente c'è nell'aria il profumo di un dolce nel forno, per il sacrosanto momento della colazione della domenica (e anche per quelle della settimana a seguire). Il rituale, sospeso durante le vacanze estive, riprende di solito con l'arrivo delle prime giornate di fresco settembrino. Proprio come quella dello scorso sabato, una bella giornata di sole, ancora calda per la stagione, ma con quell'aria frizzantina e quel venticello leggermente fresco che mette una certa allegria. Di quelle in cui mi piace andare ancora un po' al mare, a godermi quell'aria leggermente fresca che rende piacevole più che mai starsene sdraiati lì sotto il sole per l'ultima tintarella. Non potevo, naturalmente, non cominciare con un banana bread. L'ennesimo qui sul blog.. che come sapete, dalle mie parti, va per la maggiore. Se vi chiedete da dove venga questa fissazione per il banana bread, il mistero si spiega molto facilmente.. a casa mia si comprano tante banane che 'manco la squadra completa dei Minions.. Innanzitutto, sono una vera golosa di banane. Mi piacciono da mangiarne anche due di seguito (ma anche tre, potendo..), trovo che siano uno spuntino perfetto soprattutto per chi fa un po' di attività fisica. Io in particolare se sudo poco più del previsto tendo ad avere i crampi, quindi vai di beveroni per reintegrare sali minerali e banane. Il problema, se così lo vogliamo definire, è che a me le banane mi piacciono quando sono con la buccia bella spessa e gialla e con le punte ancora leggermente verdoline. Un po' toste ma non acerbe, per capirci. E quando la buccia comincia ad assottigliarsi e iniziano a comparire le prime macchioline marroni, a quel punto di maturazione la banana non mi piace, allora la lascio lì ancora qualche giorno finché non la faccio finire in un banana bread. Che in più, nella fattispecie, mi piace proprio come dolce quindi si prendono due piccioni con una fava e non si butta via niente. Facile, no?


ingredienti dosi
Spatola per dolci Le Creuset










gheiuhgirhiegh

09 settembre 2015

Il "fuori-zuppa" di Che Zuppa! Zuppetta piccante di ceci e moscardini

zuppa pentola
Cocotte in ghisa smaltata in colore "white cotton " di Le Creuset

Nel mio libro "Che Zuppa!" ci sono molte zuppe a base di pesce o crostacei, specialmente in abbinamento ai legumi. Non ho certamente inventato la ruota, ma molto semplicmente trovo che i legumi abbinati ai frutti di mare, ai crostacei o al pesce in generale ci stiano una meraviglia. E questa zuppetta qui non fa certo eccezione, anche se nel libro non c'è e quindi la possiamo far rientrare nella categoria del "fuori-libro"! I moscardini mi sono particolarmente simpatici, si cuociono velocemente e sono saporitissimi in qualunque modo li vogliate cucinare. Unico neo, se non li trovate già puliti (e nel mio caso erano di quelli piccolissimi, perciò il banco del pesce -giustamente- non li puliva) vi tocca puliverli da voi e quando sono piccini come questi polpetti qui ci vuole la santa pazienza... Molti non li puliscono affatto, a parte dargli una sciacquatina, ma io preferisco perdere un po' di tempo perché si rischia sempre un retrogusto amarognolo e di trovare qualche piccolo residuo di sabbia. Questa zuppetta ptete servirla in dosi più abbondanti come primo piatto, specialmente se l'accompagnate a un bel crostone di pane tostato e dorato, come ho fatto io. Altrimenti potete anche servirla in coppette mono porzione come antipasto, adatta anche a una cena in piedi, e magari i crostini farli più piccoli, a dadini, in modo che sia più facile da mangiare. Ottima sia a temperatura ambiente, oppure calda, anche se a mio avviso servita appena appena tiepida è la morte sua, si esaltano tutti i sapori. Nel caso specifico, ho usato dei ceci precotti, biologici, di buona qualità, di quelli conservati nei barattoli di vetro in modo che se ne possa constatare la dimensione, ma potete naturalemente anche usare i ceci secchi ammollati la sera prima. Personalmente, mentre per altri tipi di legumi preferisco evitare i precotti, sui ceci faccio volentieri un'eccezione dato che in genere si trovano già cotti e parecchio al dente, perfetti quindi per una zuppa da cuocere abbastanza velocemente come questa.


07 settembre 2015

Le linguine ai fiori di zucchina di zia Margherita

linguine ai fiori di zucca di zia margherita
forchetta Brick Lane di KnIndustrie

Zia Margherita è una zia "acquisita", nel senso che non è veramente mia zia, è la zia de immimarito, acquista anche per lui in quanto moglie del fratello di sua mamma. Una bella signora toscana, schietta, genuina, di sostanza, di quelle a cui piacciono le cose semplici e i valori con cui sono cresciuta anche io, la famiglia, la casa, gli affetti da selezionare accuratamente (meglio pochi, ma buoni). Si divide tra Siena, la città dove vive, e una bella casa di campagna su una collina della Maremma, tra ulivi, alberi da frutto e, soprattutto, un bellissimo orto che lei cura personalmente e amorevolmente. E anche la sua cucina le somiglia, è un po' come lei: fatta di ingredienti semplici, freschi (la maggior parte provenienti dal suo orto, appena colti), genuina, tradizionale e di sostanza. Insomma, buona! Ogni volta che capita di fermarci da lei, torno a casa con almeno una ricetta da provare (infatti nel mio libro "Che Zuppa!" c'è anche una sua ricetta). Assolutamente inarrivabili le sue fettuccine con il ragù di cinghiale: irripetibili e irriproducibili (anche se lei mi ha sempre generosamente rivelato tutte le sue ricette, il ragù di cinghiale non mi verrà mai bene come il suo.. manca quell'ingrediente fondamentale che non puoi comprare in nessun negozio: l'esperienza!) e l'ultima volta che ci siamo fermati da loro, tornando a casa dal mare della Toscana, ci ha fatto trovare quelle "giusto du' hosine".. che aveva preparato per il pranzo: le "du' hosine" in questione consistevano in questa pasta semplice ma squisita, fatta con i fiori delle zucchine appena raccolte nell'orto, una caprese con i "suoi" pomodori cuore di bue (anche se quest'anno, a causa del caldo, non c'è stata la produzione sperata.. "l'anno passato si buttavan via tanti n'ha fatti" mi raccontava, delle melanzane al forno, delle zucchine saltate in padella, frutta appena raccolta dai suoi alberi o proveniente dal campo di qualche vicino.. Noi la pasta in genere ce la concediamo solo una volta alla settimana, di solito il sabato, non perché non ci piaccia (anzi!) o per particolari motivi dietetici (anche se cerchiamo di limitare i carboidrati durante la settimana) ma soprattutto il motivo è che noi a pranzo a casa non ci siamo quasi mai negli altri giorni e alla sera difficilmente consumiamo carboidrati. Ma, soprattutto, a noi la pasta ci piace condita come si deve, quindi meglio una volta a settimana, una bella porzione, piatto unico, e condita come ci piace di più. Stavolta, al banco della contadina del mercato di Testaccio, ho trovato queste meravigliose zucchine freschissime, con i fiori ancora belli, sani e attaccati, larghe poco più di un dito, talmente tenere e dolci che le potevi mangiare a morsi. Non c'è quasi stato nemmeno bisogno di dirlo, io e immimarito ci siamo scambiati uno sguardo di intesa e qualche minuto dopo ero al telefono con Zia Margherita che mi spiegava la semplicissima ricetta di questa pasta, che vi riporto fedelmente... 


03 settembre 2015

Insalata di cetrioli e feta grigliata

posate KnIndustrie
E allora, quindi, dicevamo.. rischiando di essere un po' banali, però.. il caldo. Ma che caldo ha fatto quest'estate qua? Io che notoriamente sono abbastanza tollerante e di solito non mi lamento mai troppo del caldo, vi assicuro che quest'anno per la prima volta ho rimpianto di non avere un condizionatore a casa.. Non ho mai perso tanti liquidi come questa estate qui, tanto da aver avuto necessità di sospendere per una decina di giorni la palestra e integrare con bibitoni di acqua e bustine di sali minerali, dato che stavo letteralmente evaporando (con conseguenze piuttosto imbarazzanti, tipo crampi ai piedi nel bel mezzo del supermercato che mi costringevano a camminare su e giù senza scarpe cercando di stiracchiare le mie estremità, esibendo per altro una certa nonchalance)... Perciò, a parte tutto quello che ho dovuto cucinare "per lavoro" (tra cui la famosa carbonara di zucchine con le zucchine fritte alle 6 di mattina, unico orario del giorno in cui la temperatura permetteva operazioni simili) ci siamo nutriti quasi esclusivamente di gazpacho, con la ricetta tratta dal mio libro "Che Zuppa!", preparato in dosi massicce e senza soluzione di continuità in due varianti: con uovo sodo a fettine e senza! E veramente, salvo rare eccezioni, davvero poco altro che non fosse mozzarella, prosciutto, melone, tanta frutta, insalate, bruschette e pomodori. Cose fresche, facili, sfiziose e saporite. Anche questa insalatina qui, tutto sommato, rientra nella categoria di piatti estivi a basso impatto cucinereccio, anche se prevede la grigliatura della feta che necessita, pertanto, dell'accensione di un fuoco giusto il tempo necessario a scaldare una griglia antiaderente (oltre all'invasione di un fumo piuttosto denso in tutta casa che 'manco a Londra a novembre, ma in cambio un profumino di formaggio grigliato piuttosto persistente e invitante, non so se mi spiego...).


01 settembre 2015

Ce-la-posso-fare...

sformatino di ricotta alle erbe
"Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull'età,
dopo l'estate porta il dono usato della perplessità..
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,
come scintille brucian nel fuoco le possibilità, le possibilità... "
[F. Guccini - Canzone dei dodici mesi]

Il bello di non andare in vacanza d'estate è che poi non ti viene il "magone da rientro". Il bello di passare l'estate nella propria città è di godersi una Roma semi vuota per qualche settimana all'anno. Che quasi quasi uno ci vivrebbe pure volentieri, se il traffico fosse sempre quello di ferragosto.. Un agosto fatto di quotidianità in stile vacanziero, di aperitivi in spiaggia al tramonto anche se il giorno dopo vai in ufficio, di cenette in ristorantini dove vuoi assolutamente ritornare in tutte le altre stagioni, di bollicine all'ostricheria, di corsette mattiniere, giornate pigre appollaiata su uno scoglio proprio in mezzo all'acqua. Estate di cruciverba impossibii che ci metti una settimana per finirli, fatta di fine settimana in cui si prende e si va, a fare un tuffo dove l'acqua è più blu, e scoprire spiaggette segrete di sassi bianchi che sembra di essere alle Seychelles a pochi chilometri da casa tua. Estate di frittini di calamari, di gazpacho "como si no hubiera mañana", estate da 3 docce al giorno e capelli che aiutatemi a dire di che colore sono diventati. Estate in cucina per un lavoro da consegnare, di carbonare di zucchine fritte alle 6 di mattina, di temporali estivi (pochi) e vecchi ricordi (troppi) delle mie estati di ragazza, che quando finiva l'acquazzone tiravi fuori la felpa col cappuccio, indossata sugli short di jeans, a cavallo di una bici, alzando le gambe quando attraversavi le pozzanghere... Estate di nuovi cocktail da assaggiare, che poi ti gira un po' la testa e al mattino dopo scopri che (forse) non c'hai più l'età.. è stata un po' così la mia estate. Niente partenze ma comunque in vacanza. Perché in fondo, la vacanza, è uno stato mentale. 
Il brutto di non andare in vacanza d'estate è la nostalgia per quel desiderio di evasione che solo il prendere e partire riesce a darti, quel senso di piccola fuga e di avventura, l'odore nell'aria di un nuovo mare da respirare e un nuovo blu da fotogafare, vestiti di lino e sandali bassi da indossare, nuove cucine da assaggiare.. piccoli sogni così, da riporre anche quest'anno in un cassetto, insieme ai costumi da bagno che odorano di acqua di mare.. 
Per ricominciare ho scelto dunque una ricetta che sa ancora d'estate e di cene in terrazza. La terrazza quest'anno più che mai è stata la parte più frequentata in assoluto della nostra casa, in questa lunghissima estate caldissima, fatta anche di zampironi e di candele accese...
Ben ritrovati a tutti, si ricomincia! (piano piano eh...)

29 luglio 2015

Un aperitivo per augurarvi buona estate

crostini avocado prosciutto
Il post di oggi anticipa l'appuntamento tradizionale dell'aperitivo del venerdì. Ho deciso di prendermi una piccola pausa e quindi fino alla fine di agosto, più o meno, starò un po' lontana dal blog. Non abbiamo ancora fatto programmi, nel cassetto c'è sempre una vacanza in Grecia da sognare, ma penso che molto più probabilmente resteremo prevalentemente in città, magari con qualche piccola fuga nel fine settimana. Ad ogni modo, quel che è certo, anche la città ad agosto la vivremo con uno spirito diverso, quello di chi mentalmente stacca da tutto il resto. Perciò oggi vi saluto e vi auguro buone vacanze, ovunque abbiate scelto di trascorrerle, da soli o in compagnia, per una nuova avventura o per un po' di relax sulla spiaggia di sempre, in cerca del vostro angolo di paradiso o di una nuova città da scoprire. E non potevo non salutarvi se non con uno dei miei aperitivi, che certamente non mancheranno nelle vostre meritate vacanze..  Quello di oggi è un classico Americano, la ricetta la trovate qui, con l'aggiunta però di un cucchiaino di succo estratto da un pezzetto di zenzero fresco e qualche fettina di lime. Provatelo (ma fate attenzione perché è parecchio forte!), è deliziosamente fresco e profumato, con la nota amarognola di questo drink che si sposa magnificamente con quella pungente e fresca dello zenzero, il tutto accompagnato dalla nota acidula ma non predominante del lime. Riempite il bicchiere di ghiaccio, versate il Campari e il Martini Rosso, il succo di zenzero e una spruzzata di succo di lime. Coprite a filo con la soda (io ho usato un'acqua minerale molto gassata, va bene ad esempio una Perrier) e decorate con fettine di zenzero fresco e lime. Mescolate delicatamente per non rovinare le bolle della soda e sorseggiate. Ad accompagnarlo, dei semplicissimi crostini di baguette tostati sui quali ho spalmato una cremina ottenuta semplicemente frullando finemente un avocado maturo con il succo di un piccolo lime, un po' di sale e una bella manciata di foglie di basilico. E vi devo dire che l'abbinamento avocado e basilico non l'avevo mai provato ma è una meraviglia! A dare una nota sapida alla dolcezza dell'avocado, qualche fettina sottilissima di Prosciutto San Daniele, deve essere proprio sottile sottile perché non dovrete far fatica a morderla, deve letteralmente sciogliersi in bocca. Buona estate a tutti, vi aspetto qui a settembre!

27 luglio 2015

Insalata di riso venere con gamberi marinati allo zenzero e lemongrass

gamberi cover
Ho un rapporto piuttosto infelice con le insalate di riso. Risale alle prime feste da adolescenti in orario serale, dove ci si ritrovava d'estate a casa di qualche amico e "ognuno porta qualcosa". Sarà perché al tempo non esistevano mezzi di comunicazione diversi dal telefono di casa, ma mettersi d'accordo era piuttosto complicato (non come ora che basta creare una chat di gruppo su What's App e comunicare in contemporanea con 15 persone!) comunque alla fine inesorabilmente il menu della serata prevedeva almeno quel 3 o 4 cofane di insalata di riso. E siccome l'ognuno in questione nella maggior parte dei casi era un minorenne, le insalate di riso di cui sopra consistevano in mappazze solide di riso scotto condito con qualche barattolo di verdure sottolio, in proporzione 10 a 1, nei casi più fortunati l'aggiunta di qualche oliva e dadino di formaggio, in quelli più deprimenti rondelle di wurstel crudo. E a completare il tutto, quasi il piatto non fosse stato sufficientemente asciutto già così, un tot di tonno in scatola e fettine di uova sode a decorazione. Non lo so se sono io ad aver avuto un'infanzia infelice :-) ma sta di fatto che per quanto mi ruguarda, volendo fare un paragone, nel panorama dei primi freddi per l'estate l'insalata di riso mi sta come una Luisona del Bar Sport a un èclair di Pierre Hermé...

duo riso gambero



Con questa premessa ho deciso di dare una seconda chance all'insalata di riso, a modo mio e naturalemente solo con ingredienti freschi. Ne è venuto fuori un piattino fusion veramente niente male, ottimo se mangiato freddo ma vi devo dire che sarebbe buono anche caldo o appena tiepido...


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...