28 novembre 2014

La polvere di capperi: ce l'avete?

polvere di capperi blog
No? Nemmeno io.. almeno, non ce l'avevo fino a un po' di tempo fa, poi me la sono auto prodotta. Non so nemmeno più quale fosse la ricetta da titolo lungo un po' da ristorante stellato, ma ricordo benissimo che finiva con ".... e polvere di capperi" e tanto è bastato a farmi entrare letteralmente in fissa. Dato il mio grande amore per questo frutto saporito tipico del nostro sud, che io metterei un po' dappertutto, la polvere di capperi, dovevo averla assolutamente! Ma nonostante le mie ricerche, della polvere di capperi anche nelle migliori gastronomie non se ne è trovata traccia. Benissimo, allora ce la facciamo in casa! 


26 novembre 2014

Polpettine di lenticchie con pesto al coriandolo e limone

polpette cover
Non sono vegetariana. Questo mi pare abbastanza evidente, se seguite il mio blog da un po'. Non che io sia una mangiatrice particolarmente assidua di carne, la consumo piuttosto raramente anzi, preferendo le carni bianche rispetto a quella rossa, con particolare predilezione per le carni ovine, ma non disdegnando poi nemmeno tropo quest'ultima, con un occhio particolare ai tagli alternativi, ivi compreso il famoso "quinto quarto" e tutte quelle cose per cui il macellaio di Testaccio, quando le acquisto chiedendogli consigli sul modo di cucianrle, mi dice sempre con una nota malinconica "eh, signorì, ormai 'ste cose i giovani nun le cucinano più". Senza parlare poi del mio amore per il pesce, crostacei, conchiglie e tutto ciò che proviene dal mare, che invece mangerei un giorno si e l'altro pure, se fosse per me..  
Però, in parte per "dovere professionale", in parte per curiosità personale, mi piace sperimentare ricette di secondi alternativi alla carne o al pesce, come nel caso di queste polpettine qui, interamente vegetariane ma buone, saporite e morbide come quelle tradizionali. Tra l'altro sono anche un'ottima soluzione per far mangiare i legumi anche ai bambini, che cammuffati sotto forma di polpetta, passano serenamente inosservati. Per la ricetta mi sono ispirata al blog Sprouted Kitchen che è davvero una fonte preziosa di consigli e idee in tema di ricette vegetariane ma saporite e gustose perché, contrariamente a ciò che pensano in molti, mangiare vegetariano non significa affatto rinunciare a gusto e sfiziosità, anzi! Ho leggermente modificato la ricetta, inserendo il coriandolo dato che la mia pianta fino a qualche settimana fa era ancora piuttosto rigogliosa, e il risultato è stato davvero squisito. Per i vegetariani, ma anche no, queste polpette sono una soluzione facilissima da preparare molto velocemente per un secondo, un antipasto saporito, perfette anche come finger food per una cena in piedi.

duo coriandolo aaaaa

POLPETTINE DI LENTICCHIE AL CORIANDOLO 
con pesto di coriandolo, noci pecan e limone 
(adattate dalla ricetta di Sprouted Kitchen)

Per una ventina di mini polpettine:
190 g di lenticchie già cotte 
1 uovo piccolo
75 g di ricotta di pecora
2-3 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 piccolo spicchio d'aglio
le foglie di 5-6 rametti di coriandolo
sale, pepe nero
3 cucchiai di pangrattato

per il pesto di coriandolo:
1 mazzetto di coriandolo fresco
1/2 spicchio d'aglio
una manciata di gherigli di noci pecan
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
due striscioline di scorza di limone bio 
sale, pepe
olio e.v.o.

Scolate le lenticchie dal liquido di conservazione e sciacquatele bene. Trasferitele in un piccolo tritatutto insieme all'aglio e al coriandolo e frullate fino ad ottenere una purea omogenea. Trasferite il tutto in una ciotola e unite la ricotta, il parmigiano, l'uovo, il pangrattato, sale e pepe e impastate fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti e ottenere un composto che possa essere lavorato con le mani. Coprite con pellicola e fate riposare in frigorifero per una mezz'oretta. 
Nel frattempo preparate il pesto frullando insieme tutti gli ingredienti aggiungendo olio fino ad ottenere una salsina non troppo liquida.
Formate con le mani appena unte delle piccole sfere con il composto di lenticchie, grandi come una ciliegia per capirci, scaldate bene una padella dal fondo spesso e antiaderente con un filo d'olio e fate rosolare le polpettine da tutti i lati, girandole molto delicatamente (cercando di farle girare senza toccarle, solo spostando la padella, altrimente giratele delicatamente con due cucchiaini). Quando saranno ben dorate da ciascun lato, trasferitele in un piatto (se necessario passatele un attimo su carta assorpbente) e distribuitevi il pesto di coriandolo preparato in precedenza.
Ottime appena tiepide.
Per 2 (abbondante).

24 novembre 2014

L'ultimo banana bread: con burro di arachidi e sciroppo d'acero

cake fette blog
La tradizione della torta della domenica ha ormai preso il suo ritmo tipico dei mesi più freddi. Se passate da casa mia un sabato pomeriggio qualunque, state pur certi che sentirete nell'aria l'odore fragrante di un dolce appena sfornato, a raffreddare su una griglia pronto per la prima colazione della domenica e del resto della settimana. Anche stamattina abbiamo fatto colazione col dolce che ho sfornato sabato, e che arriverà presto qui sul blog. Un rito che mai come da quando ho aperto questo spazio mi ha vista sfornare una torta diversa per ogni settimana. Spero di non annoiarvi con le mie torte "da credenza", perché sono quelle che piacciono a me e quelle che preparo più spesso, l'unica eccezione del mio scarso amore per dolci e dessert.. Penso che ormai lo avrete capito, ma sarà piuttosto difficile che qui da me troverete un dessert super fashion da ristorante stellato, perché in genere il dolce è quella parte del menu alla quale rinuncio molto volentieri (magari preferisco assaggiare due antipasti se proprio voglio esagerare :-)

cake blog

21 novembre 2014

Le ricette di Testaccio: i rigatoni col sugo di coda

rigatoni blog
Dopo ben due post dedicati al mercato di Testaccio, la logica conseguenza è una ricetta. E non posso prescindere da un ingrediente che non solo è il protagonista della maggior parte delle ricette della cucina romanesca ma, più di ogni altro, è legato in particolar modo a questo storico quartiere della città: il quinto quarto. La storia della cucina di tradizione popolare romanesca, come è noto, ha origini povere e umili, ricette dove l'arte del riciclo e l'utilizzo di ingredienti un tempo ritenuti "di scarto" trovano la loro massima esperssione. Ma cos'è il quinto quarto e perché è un ingrediente tipico della cucina romana, anzi per meglio dire, Testaccina? 


20 novembre 2014

Street food al mercato di Testaccio: Mordi e Vai, il panino romanesco

panino allesso680
Il panino con bollito alla Picchiapò e pecorino di Mordi e Vai al mercato di Testaccio
Nel post precedente vi ho portato nel mio mercato del cuore, quello di Testaccio, e oggi voglio parlarvi di un chiosco che è in breve tempo diventato una tappa obbligata ogni volta che posso fermarmi per uno spuntino durante il mio giro-spesa tra i banchi del mercato. Sto parlando di Mordi e Vai, i RE del panino romanesco.


18 novembre 2014

La mia spesa: il mercato di Testaccio

mercato testaccio680
Del mio amore per i mercati alimentari avevo già spiegato in un post di un po' di tempo fa, quella volta il mercato in questione era quello di Campo de' Fiori, ma il mio mercato del cuore, quello dove praticamente ogni sabato mattina faccio la spesa, resta sempre quello di Testaccio.
Sicuramente nella sua nuova sede, una moderna struttura tutta bianca e in vetro, come una grossa serra, il mercato ha perso un po' del suo fascino di mercato di piazza, quella dove aveva sede fino a qualche anno fa, nella storica Piazza Testaccio, ora restituita al quartiere. 

mercato veduta 680 Però in un certo senso questo nuovo mercato ha pian piano iniziato ad assumere una nuova veste. Non solo mercato alimentare con moltissimi banchi di frutta e verdura, pesce, macellerie, panetterie e "pizzicherie", nel nuovo mercato di Testaccio sono nate negli ultimi due anni moltissime attività commerciali collaterali, a partire dal bar al centro del mercato con i suoi tavolini che ricrea in un certo qual modo una piccola "piazzetta", molti banchi sono diventati dei veri e propri mini negozi che vendono un po' di tutto: abbigliamento, scarpe, complementi d'arredo, oggettistica, fiori. 


13 novembre 2014

Don't call me Martha...

ricetta copertina
Forchetta linea "Dem" di KnIndustrie
Io e Martha Stewart siamo diventate "pappa e ciccia" una decina di anni fa, anche se lei ancora non lo sa.. Parlo poco del mio lavoro "ordinario", quello di tutti i giorni, Monday to Friday, di cui semplicemente c'è ben poco di interessante da condividere qui sul blog (motivo per cui mi sono creata un'attività parallela dove poter dare libero sfogo alla mia creatività). Posso dirvi, comunque, che per lavoro sono a strettissimo contatto con molti americani e, fin dai miei primissimi giorni qui, giusto il tempo di prendere un po' di confidenza e far emergere le mie passioni, tutti hanno iniziato a paragonarmi a lei e a chiamarmi spesso e volentieri, in modo scherzoso, Martha Stewart. Certamente non per la somiglianza fisica, ma in breve tempo sono diventata una specie di punto di riferimento per molte colleghe a cui chiedere consigli in materia di ricette, decorazione della casa, giardinaggio, arredamento, fai da te, bricolage.. in pratica sembra che quelle che sono semplicemente le mie passioni siano un po' le stesse di Martha, il che ha fatto di me, per i miei colleghi d'oltre oceano, una specie di Martha Stewart in formato tascabile e a portata di mano, una Martha de 'noantri, per così dire.. 

10 novembre 2014

Pizza con zucca arrosto, pancetta e Robiola Occelli

pizza blog
Una pizza. Ecco quello che mi piace preparare spesso e volentieri per un sabato sera casalingo. Quando la fame e la voglia di cucinare sono inversamente proporzionali la pizza è sempre una di quelle soluzioni che risolvono la cena senza (quasi) sporcare mezza cucina, mette d'accordo tutta la famiglia accontentando la gola e assecondando la poca voglia di cucinare. Basta impastare velocemente la base e lasciata lievitare il tempo necessario e condirla con quello che il vostro frigo e la dispensa mettono a disposizione. In questo caso la mia pizza è un vero omaggio all'autunno, sia per i colori che per i sapori. Zucca arrosto, pancetta, cipolla rossa e salvia il tutto reso ancora più goloso dalla Robiola Occelli di cui vi ho già parlato qui, che fondendosi diventa, se possibile, ancora più goduriosa. La mia ricetta per la base per pizza "veloce" la trovate qui. Per il condimento ho usato circa 350 g di polpa di zucca tagliata a cubetti e condita con olio e.v.o., sale, pepe e un pizzico di paprica dolce. La mettete in una teglia coperta di carta forno e la fate arrostire, mescolandola di tanto in tanto, nel forno già caldo a 200° C per circa 20 minuti o finché non sarà diventata bella dorata e morbida.
Stendete la vostra base di pizza e la condite con 130 g di Robiola Occelli tagliata a cubettini, con tutta la sua meravigliosa crosta morbida, ci sistemate qua e là i dadini di zucca, aggiungete qualche velo di cipolla rossa di Tropea tagliata finemente con una mandolina (ne basta mezza per una pizza) e ultimate con qualche fettina sottilissima di pancetta affumicata (o bacon). Decorate con qualche fogliolina di salvia, un pizzico di sale, una generosa spolverata di pepe nero e un giro d'olio e.v.o. Infornate in forno pre-riscaldato a 200° C per circa 10 minuti, o finché la base non risulterà dorata e croccante e il formaggio non inizierà a formare una crosticina dorata. Attendete qualche minuto, tagliatela a spicchi e servitela. Questa pizza è molto ricca, noi ne abbiamo mangiata una in due. Accompagnare con birretta ghiacciata d'ordinanza! Buon appetito..

06 novembre 2014

Un cake ai cachi

cachi cake blog
In effetti sembra uno di quegli scioglilingua per verificare il grado di sobrietà di chi ha alzato un po' il gomito, avete presente? Tipo "vuoi quei kiwi" (eh provate a dirlo dopo 3 vodka martini...!), ma questo cake ai cachi che ha accompagnato le nostre colazioni mattutine della scorsa settimana è, al momento, nella nostra top ten dei cake da colazione. 

cake whole blog

03 novembre 2014

Profumo di bosco

novembre castagne
Il profumo delle foglie cadute sulla terra umida del sottobosco, il silenzio dei sentieri all'ombra degli alberi, interrotto solo dal calpestio di foglie secche e dal canto degli uccellini, i raggi del sole filtrati attraverso i rami degli alberi, i cestini di vimini sottobraccio pronti a raccogliere un piccolo bottino.. Le passeggiate nel bosco mi riportano indietro di trent'anni, quando i miei zii che venivano a trovarci da Milano ci portavano a fare delle piccole gite nei boschi del Lazio a raccogliere castagne o funghi, con il pranzo al sacco per il pic-nic.. è strano perché da allora non mi è capitato praticamente quasi più di andare a passeggiare in un bosco, ed è un vero peccato perché quest'ambiente, nelle prime giornate d'autunno, quando ancora non fa troppo freddo e si può godere di temperature accettabili, mi trasmette una grandissima serenità, camminare lungo i sentieri nel silenzio della natura è una sensazione che avevo quasi completamente dimenticato e che sono stata felice di riscoprire qualche settimana fa in un bosco nei dintorni di Arezzo dove siamo stati per un fine settimana, combinando una gita alla fiera antiquaria al piacere di visitare alcuni amici del posto.   

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Anche se i boschi in quelle zone non sono propriamente dei castagneti, io ero alla ricerca di qualche bel riccio da riportare in città per alcuni scatti che mi avevano commissionato, quindi ci siamo avventurati nei boschi alla ricerca di qualche albero di castagno che ci avevano segnalato in quella zona. Armati di wikipedia, per identificare l'albero e la foglia, siamo riusciti a trovare un piccolo angolo pieno di ricci caduti e così ho potuto portare a casa il mio piccolo tesoro spinoso. L'abbinamento che per associazione di idee (e per disponibilità di ingredienti :) mi è subito venuto in mente è quello con i funghi porcini, e anche se io non sono una grandissima appassionata di castagne, devo dire che l'uso della farina di castagne nella preparazione degli gnocchi invece non mi dispiace affatto, oltre a conferirgli un aspetto e un colore perfettamente in linea con la stagione, lascia un leggero retogusto dolciastro che si sposa molto bene con i funghi e con la nota sapida del pecorino.

gnocchi castagne680

porcini680 b
GNOCCHI DI CASTAGNE CON FUNGHI PORCINI E PECORINO DI FOSSA
adattata da una ricetta tratta dal magazine Jamie, n. 24 nov-dic 2011

per gli gnocchi: 
500 g di patate molto farinose
1 tuorlo d'uovo
85 g di farina di castagne 
65 g di frina 00 più altra per la spianatoia

codimento:
150 g di funghi porcini freschi
1 spicchio d'aglio
olio e.v.o., sale, pepe nero
una spruzzata di vino bianco secco
qualche rametto di timo fresco

formaggio pecorino di fossa grattugiato, per servire

Fate cuocere le patate al vapore con la buccia per circa 20 minuti, quindi passatele allo schiaccia patate e disponetele su una spianatoia leggermente infarinata, allargandole bene per farle raffreddare. Lasciatele raffreddare completamente e spolveratele con un pizzico di sale. Unite il tuorlo e spolverate le patate con la farina di castagne e quella 00, poca per volta fino ad ottenere un composto che possa essere lavorato con le mani (a seconda di quanto siano asciutte le vostre patate, potrebbe essere necessario aggiungere altra farina, nel caso aggiungete solo farina 00 e non di castagne per dare maggiore consistenza all'impasto ed evitare che assumano un retrogusto amarognolo).
Formate dei rotoli con un pezzo di impasto per volta, tagliateli a tocchetti e lavorateli tra i palmi delle mani per dargli una forma sferica. Via via che sono pronti, metteteli su un piano ben infarinato e spolverateli con dell'altra farina.
Il condimento è molto semplice: mondate i funghi e tagliateli a fettine, incluso il gambo.
Scaldate 3-4 cucchiai d'olio in una padella e fate imbiondire lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Unite i funghi e fate rosolare per qualche minuti. Sfumate con una spruzzata di vino bianco e lasciatelo evaporare. Salate e pepate, unite i rametti di timo e fate cuocere per qualche altro minuto, finché i funghi saranno cotti ma non sfaldati. Se necessario, allungate il fondo con poca acqua calda per non farli seccare.
Portate a bollore acqua leggermente salata e tuffate gli gnocchi. Appena vengono a galla fate cuocere per meno di un minuto e scolateli. Trasferiteli in una pirofila e conditeli con i funghi e il loro intingolo, se necessario aggiungete un filo d'olio e.v.o. a crudo e ultimate con una spolverata di pecorino di fossa grattugiato a piacere. 
La consistenza di questi gnocchi è molto morbida, perciò non vi consiglio di prepararli  in anticipo perché tenderebbero a diventare molli nell'attesa. Impastateli e preparateli solo al momento di cuocerli. 
Per 2.


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