31 luglio 2014

Buona Estate!

cartolina buone vacanze

E con oggi si chiude per ferie, il blog si prende un mesetto di vacanza. Vi auguro di rilassarvi, abbronzarvi, riposarvi, mangiare bene e bere meglio! Ci rivediamo qui a settembre con qualche bella novità e tante nuove ricette. Vi aspetto! 

28 luglio 2014

Et si on faisait un pain bagnat?

pain bagnat 680
Noi questa estate un po' anomala, che alterna splendide giornate a temporali estivi oramai quasi regolarmente ogni settimana, la combattiamo a suon di piattini freschi "da terrazza".. Per il ritorno dalla spiaggia, con i piedi ancora un po' sporchi di sabbia, questa è una ricetta davvero perfetta da mangiare all'ombra del portico o sotto le tende in terrazza. Una birretta fresca ad accompagnarla e via. Trattasi di un'altra ricetta tipica della cucina nizzarda, in pratica altro non è che una salade niçoise in versione panino. Da bambina, quando andavamo a trascorrere le vacanze estive a casa dei nonni a Eze, mi ricordo che c'era questo piccolo chiosco sulla spiaggia che faceva dei pain bagnat giganti, o forse sembravano tali ai mie occhi di bambina.. In pratica inseriva un'intera porzione abbondante di insalata alla nizzarda in un panino tondo e grosso come un melone, croccante fuori e morbido dentro, che loro chiamano "boule", si mangiava tutta l'insalata con la forchetta e poi alla fine ti gustavi questo pane squisito imbevuto del sughettino dell'insalata. Una goduria... Questa è una versione un po' personalizzata della ricetta tradizionale, fatta con quello che proponeva il frigorifero e con un pane leggermente diverso da quello francese, ma altrettanto buono. L'importante è usare un pane che abbia una crosticina piuttosto croccante e consistente, altrimenti con i succhi prodotti dall'insalata si rischia che si ammorbidisca troppo. Io ho optato per dei piccoli panini di grano duro, dalla crosta particolarmente croccante, e abbastanza gonfi e pieni di mollica per essere adatti a questo piatto. Qui dalle mie parti li chiamano "cazzotti" (vai a sapere perché..). Innanzitutto dovete tagliare la calotta dei panini ed eliminare la mollica all'interno, lasciandone solo un pochino attaccata alla crosta. Preparate una vinaigrette mescolando 4-5 cucchiai d'olio e.v.o. con una spruzzata di aceto di vino bianco, sale, pepe, un mazzetto di foglioline di basilico tritate finemente e 1 cucchiaino di senape in polvere (se non la trovate, diminuite l'aceto e usate la salsa di senape pronta nel vasetto). Mescolate con una piccola frusta fino ad ottenere una salina. Tagliate a fette 2 o 3 pomodori San Marzano maturi ma sodi, 1 piccolo cetriolo ben lavato con la buccia e tagliato a fettine, il bulbo di un piccolo finocchio tagliato a fettine sottili, 1 costola di sedano tagliata a rondelle, mezza cipolla rossa di Tropea affettata sottilmente e unite tutto alla vinaigrette. Mescolate delicatamente e lasciate macerare per 15 minuti. Raccogliete con un cucchiaio tutto il sugetto sul fondo dell'insalata e bagnatevi l'interno dei panini svuotati. Aggiungete all'insalata solo all'ultimo momento qualche foglia di rucola e un cucchiaio abbondante di olive nere snocciolate e mescolate. Dividete l'insalata all'interno dei panini e ultimate con qualche pezzetto di tonno sott'olio di buona qualità e qualche pezzetto di uovo sodo. Lasciate riposare i panini per 10 minuti prima di servirli. 

24 luglio 2014

Baby melanzane ripiene alla mediterranea

baby melanzane
Adoro fare la spesa al mercato. Gironzolare tra i banchi, guardando la varietà di frutta e verdura esposta ordinatamente, farsi raccontare dal fruttivendolo la storia delle "pesche della regina", scambiarsi ricette con il macellaio che ti guarda quasi stupito se compri un pezzo di trippa "che signorì, ormai 'ste cose i ggiovani non le conoscono più", toccare, annusare, perdersi in quell'allegra confusione che caratterizza un po' tutti i mercati romani mi mette addosso una strana euforia. E comprare le uova al banco dell'Albina, perché le sue sono le migliori del mondo, e restare incantata di fronte al banco del pesce e scoprirne di varietà mai viste prima, così freschi che ancora si muovono nelle vaschette di polistirolo piene di ghiaccio. "e questo come lo cucino?" "ce fai i paccheri: un trito de scalogno e olio, du' pomodorini spaccati, 'na manciatina de capperi e poi quanno fai saltà la pasta aggiungi er pesce tagliato a cubettini, alla fine 'na bella sporverata de pepe e qualche foglia de mentuccia e dimme che te magni..." Il calore delle persone, oltre che l'indiscussa migliore qualità del cibo, è quello che mi fa preferire il mercato al supermercato, anche a costo di farmi qualche chilometro in più, non avendo la fortuna di averne uno sotto casa. A volte vado al mercato anche se non devo fare la spesa, tanto poi alla fine torno sempre con qualche sacchettino, un po' come a una "fashion victim" piace andare in giro a guardare le vetrine dei negozi del centro, a me lasciatemi in un mercato rionale e mi passate a prendere dopo un paio d'ore e son contenta.. Così qualche settimana fa siamo andati a fare una passeggiata al mercato di Campo dei Fiori, che di per se non è che sia (purtroppo, ormai) il miglior mercato della città, sono rimasti ormai solo pochi banchi di frutta e verdura a confronto dei banchi che vendono alimenti confezionati e souvenir per turisti, però è un mercato che ha sempre il suo fascino e soprattutto consente di addentrarsi nei vicoli di uno degli angoli più belli della mia città. E dunque, anche se eravamo lì solo per passeggiare, siamo comunque tornati a casa con il nostro "bottino": delle prugne selvatiche piccole come degli acini d'uva e dolcissime (definite dal fruttarolo in questione "le prugne de nonna"), dei pomodorini multicolore, peperoncini di varie qualità e queste micro melanzane. Amore a prima vista, piccolissime e perfette. Potevo non portarmente a casa un sacchettino? 
Al momento di decidere come cucinarle mi sono fatta ispirare da quello che mi proponeva il frigorifero: un pezzetto di fiordilatte, qualche cappero (non mancano mai nel mio frigo!), qualche oliva nera, del parmigiano. Poi uno sguardo alla dispensa giusto per prendere il barattolino dello za'atar (quello buono che i miei genitori mi hanno portato da Israele), il barattolino dell'origano di Pantelleria, l'olio, il pepe, un paio di fette di pancarrè integrale, il barattolo dei pinoli.
E così è nata la ricetta di queste baby melanzane farcite alla mediterranea, squisite, morbide, golose e a dire il vero perfette anche come finger food, tanto erano piccine..

melanzane ripiene copia
afbtok
BABY MELANZANE RIPIENE alla mediterranea


6 baby melanzane
2 fette grandi di pancarrè integrale
120 g di mozzarella fiordilatte (meglio se di qualche giorno, un po' asciutto)
1 cucchiaio circa di capperi di Pantelleria sotto sale
una manciata di olive nere snocciolate (meglio se taggiasche)
3 cucchiaini di parmigiano reggiano grattugiato
una spolverata di origano secco di Pantelleria
una generosa spolverata di za'atar
pepe nero
olio e.v.o, un pizzico di sale
una manciata di pinoli

Rompete grossolanamente il pancarrè e tritatelo in un piccolo tritatutto fino ad ottenere delle briciole piuttosto piccole. Trasferitelo in una ciotola. Nello stesso tritatutto, tritate la mozzarella e, separatamente, le olive e i capperi, questi ultimi dopo averli sciacquati e strizzati accuratamente. Unite tutto in una ciotola, condite con l'origano, lo za'atar, pepe, un pizzico di sale, il parmigiano e olio quanto basta per amalgamare bene il tutto. Assaggiate per regolarvi. Lavate le melanzane, tagliatele a metà per il lungo e svuotatele con uno scavino lasciando circa mezzo cm di polpa attaccata alla buccia. Ungete con un filo d'olio una teglia da forno, farcite le melanzane con il composto ottenuto e sistematele nella teglia. Completate con i pinoli, una leggerissima spoverata di parmigiano e un filo d'olio. Fate cuocere in forno già caldo a 200° C per circa 15-20 minuti o finché non saranno morbide e belle dorate in superficie. Sfornate, lasciate intiepidire (diciamo il tempo che ci può volere a impiattarle e fare qualche scatto ;-) e gustatele appena tiepide. Ottime da mangiare anche con le dita.
Per 2.


    

21 luglio 2014

I ravioli agli scampi di Gérard

ravioli

Una delle ultime volte che siamo stati a Parigi, e ormai sono passati diversi anni che nemmeno riesco più a ricordarmi quanti, ahimé... :'( ..comunque, dicevamo, Parigi. Chi mi conosce lo sa quanto io ami profonodamente questa città, che su di me esercita un inspiegabile fascino magnetico. Non so come spiegarlo, ma io a Parigi mi sento veramente a casa mia come in pochi altri posti al mondo e sono quasi sicura che, in una vita precedente, io abbia calpestato le strade di questa città, con un paio di ballerine ai piedi, la magliettina a righe, un basco di traverso, la faccia furbetta e l'aria impertinente da "gamine" e una cartella piena di disegni e di sogni sotto braccio.. Comunque, dicevamo, i ravioli di Gérard. Gérard Depardieu, per la precisione. No, ma che avete capito.. non ho avuto la fortuna di essere stata ospite a cena del grande attore francese, però l'ultima volta che siamo stati a Parigi abbiamo cenato in uno dei ristoranti che portano la sua "firma", per la precisione a l'Ecaille de la Fontaine, un minuscolo ristorante "à huitres et coquillages", dall'inconfondibile vetrina rosso fiammante e l'atmosfera franco francese, che si trova dall'altro lato della piazza di uno dei più famosi e inavvicinabili ristoranti parigini, la Fontaine Gaillon. Siamo andati lì per una cena a base di frutti di mare (ostriche come se non ci fosse un domani, per me) e, tra gli antipasti, abbiamo assggiato questi raviolini agli scampi con burro al limone. Te li presentavano così, come antipastino, da spiluccare nell'attesa della preparazione del plateau di ostriche e crostacei, un piattino minuscolo con questi 4-5 raviolini all'apparenza molto modesti.. eppure erano talmente buoni, nella loro semplicità, che noi ne abbiamo ordinati almeno 3 porzioni, e da allora li abbiamo rifatti molto spesso anche a casa, anche in occasione di qualche cena speciale. Sono veramente di una facilità assoluta, sia per i pochissimi ingredienti necessari, che per la loro preparazione. Eppure vi posso garantire che il gusto e la consistenza di questi ravioli è eccezionale, delicatissima e sorprendente con quello scampo intero, profumato e ciccoso all'interno, una vera goduria..  Per 2 persone: preparate un'impasto con 1 uovo intero, 100 g di farina (io uso metà farina 00 e metà semola rimacinata di grano duro per la pasta all'uovo), un pizzico di sale e un filo d'olio. Impastate bene fino ad ottenere una pasta abbastanza morbida e facilmente lavorabile (se necessario aggiungete pochissima acqua) e lavoratela energicamente con le mani o con un'impastatrice. Lasciatela riposare coperta con un foglio di pellicola al fresco per circa 20 minuti, quindi stendetela ricavando due sfoglie lunghe e sottilissime (il più sottile possibile). Aiutandovi con un paio di forbici, sgusciate una dozzina di scampi piuttosto grossi (non buttate il carapace e le teste che potranno servirvi per un'altra ricetta, se non li usate subito conservateli in freezer in un sacchetto per alimenti), cercando di non rovinarli e di lasciarli interi il più possibile. Eliminate con un coltellino affilato il budellino sul dorso del crostaceo. Sistemate una foglia piuttosto grande di prezzemolo (oppure due più piccole) sulla sfoglia, adagiatevi sopra lo scampo crudo, arrotolandolo un po' su se stesso in modo da dargli una forma tonda, salate e pepate pochissimo. Procedete così con tutti gli altri scampi. Spennellate i bordi della sfoglia intorno allo scampo con un velo d'acqua e coprite con la seconda sfoglia. Formate i ravioli con uno stampino apposito rotondo, di poco più grande della misura degli scampi, premendo per far fuoriuscire l'aria e sigillate bene i bordi per evitare che si aprano, in modo da ottenere un raviolo tondo poco più grande  dello scampo all'interno. Sistemate via via i ravioli pronti su un tagliere spolverato di semola e coprite con un panno. Portate ad ebollizione una pentola abbastanza grande con acqua salata e fate cuocere i ravioli per 3 minuti circa, giusto il tempo di far cuocere la pasta (per questo motivo deve essere molto sottile). Nel frattempo fate fondere in una padella un pezzo di burro, circa 50-60 g, di buona qualità, a fiamma dolce (non deve soffriggere ma solo sciogliersi dolcemente). Aggingete qualche cucchiaio di succo di limone e un pizzico di sale (assaggiate, secondo il vostro gusto potete mettere più o meno succo di limone che si deve sentire senza però essere troppo dominante). Scolate delicatamene i ravioli con una schiumarola e passateli nella padella con il  burro dove finirete di insaporirli, irrorandoli con il burro fuso, per un minuto o due, in modo che siano ben conditi. Ultimate con qualche strisciolina di scorza di limone bio ricavata dalla buccia con un rigalimoni, sistemateli in due piatti fondi e versate qualche cucchiaio di burro fuso al limone. Servite subito.

17 luglio 2014

Pizza sfogliata alle zucchine e basilico {la ricetta che vi salva la cena}

fetta
Avete fatto la caprese e vi è avanzata mezza mozzarella che staziona da qualche giorno nel vostro frigorifero sul viale del tramonto? Avete fatto un minestrone e vi è sfuggita una zucchina che è rimasta nel cassetto delle verdure, nascosta sotto la lattuga, e non sapete che farci? Perfetto, se avete anche un rotolo di pasta sfoglia avanzato da qualche aperi-cena e una piantina di basilico, avete tutti gli ingredienti per fare anche voi questa pizza sfogliata alle zucchine. Una scemata vera, ma buona, ma buona che da noi non ho fatto in tempo a tagliarla a fette che metà mi era già sparita sotto gli occhi senza che nememno me ne accorgessi.. 5 minuti 5 di preparazione, più la cottura, e la vostra cena è salva. 
Basta sroltolare il rotolo di pasta sfoglia rotonda (tanto meglio se ce l'avete fatta in casa, nel caso vi consiglio di non tirarla troppo sottile, se la comprate, vi consiglio quella un po' più spessa che rimane perfettamente croccantina anche con dei ripieni morbidi), ritagliare (aiuandovi con un piatto) un anello dal bordo largo circa 1 cm e 1/2 e posizionarlo sul disco di pasta ritagliato per formare un bordo rialzato. Schiacciate bene il bordino con una forchetta in modo da formare una cornice al vostro disco di pasta. Spennellate il bordo con uovo sbattuto. Bucherellate tutto il fondo della sfoglia e sistematela su una placca da forno rivestita di carta forno. Coprite la sfoglia con un disco di carta forno, e posizionatevi sopra dei pesi per cottura in bianco (oppure i classici fagioli o ceci secchi). Passate in forno già caldo a 190° C fate cuocere in questo modo per 15 minuti. Sfornate la sfoglia, eliminate i pesi e il disco di carta e fate raffreddare. Nel frattempo, eliminate le estremità di una grossa zucchina (del tipo napoletano, quelle con la buccia sottile e scura e dalla forma affusolata e non costoluta come le romanesche) e tagliatela a fettine sottilissime con una mandolina. Sarà sufficiente una grossa zucchina, al massimo una e mezza, oppure due più piccole. Tritate circa 180-200 g di mozzarella, meglio se un po' asciuttina e di qualche giorno, e iniziate a sistemare le fettine di zucchina a raggiera all'interno della cornice sopra la sfoglia, alternando un giro di rondelle di zucchine a uno di mozzarella. Potete  anche usare della provola affumicata fresca, se preferite, che va benissimo (anzi, forse anche meglio!). Irrorate con un filo di olio e.v.o, condite con un pizzico di sale e pepe nero e qualche foglia di basilico. Infornate di nuovo per circa 20-25 minuti o finché la mozzarella non avrà cominciato a formare una bella crosticina (io l'ho passata per qualche minuto sotto al grill a fine cottura). Sfornate, lasciate intiepidire per qualche minuto e tagliate a fette. Servite subito. 
(ricetta tratta da un vecchio numero della rivista di cucina francese Saveurs)

14 luglio 2014

Feta marinata alle erbe aromatiche

feta marinata testo
Se mi seguite da un po' avrete ormai capito che uno degli ingredienti che, di solito, non manca mai nelle mie ricette sono le erbe aromatiche. Le amo moltissimo e le infilo veramente un po' dappertutto. Le coltivo sul mio terrazzo, alcune in piccoli vasi, altre (in particolare quelle che uso maggiormente) direttamente nelle fioriere, in modo che abbiano più terra a disposizione per svilupparsi più rigogliosamente. Non che io abbia un particolare pollice verde, con le piante aromatiche in particolare non ci sono troppi accorgimenti, a parte trovare la giusta esposizione e annaffiarle regolarmente. Non possono essere usati, per ovvi motivi, pesticidi di alcun genere, nemmeno quelli di origine naturale, perciò se qualche bruchino amerà nutrirsi del vostro basilico non vi resta che conviverci serenamente oppure, nei casi più disastrosi, cambiare direttamente la piantina. Per farle crescere più folte è necessario raccoglierle spesso, io ne ho veramente moltissime di diverse qualità e non sempre le uso, però, anche se non le usate, una piccola sfoltita settimanale è necessaria per mantenere le piantine più verdi. Nel caso, se non dovete utilizzarle in una ricetta, potete far seccare i rametti tagliati e, una volta secchi, recuperare e tritare le foglioline che si conserveranno a lungho ben chiuse in un barattolo. Per quanto mi riguarda, sono per il metodo della selezione naturale, ovver che se una piantina proprio non ce la fa a sopravvivere, semplicemente ne compro una nuova. In genere le piantine aromatiche non costano molto (dalle mie parti 2 euro a vasetto, sempre meno che un mazzo di basilico al supermercato!). La new entry di quest'anno è il levistico, una pianta che sia per forma che per sapore ricorda un po' le foglioline del sedano. E mai, ma proprio mai, in casa mia deve mancare una pianta di maggiorana. Non solo ha un aroma inconfondibile e per me irrinunciabile, ma è una pianta che mi ricorda tanto la mia nonna, che era di origine ligure, regione nei cui piatti questa pianta aromatica viene spesso utilizzata. In questa ricetta ho usato una piccola selezione delle mie piantine aromatiche, ma ce ne sono ancora altre che non ho utilizzato qui. Voi potete utulizzare un po' quello che avete, anche solo un bel mazzetto di basilico può essere sufficiente.

erbe aromatiche labels
Tutto ciò premesso, perché la ricetta di oggi in realtà non è nemmeno una vera e propria ricetta, ma un'ideuzza sfiziosa per servire un antipastino senza troppi fronzoli durante le vostre cene estive, ottimo anche per accompagnare dei semplici pomodori in insalata o su un crostino di pane caldo. Non dovrete far altro che tritare finemente le erbe aromatiche (quelle a foglia piccola potete lasciare le foglioline intere), tagliare a fettine sottili un paio di spicchi d'aglio e sistemare, alternandoli, strati di feta tagliata a cubetti, pepe in grani, aglio e erbe aromatiche. Quando avrete riempito bene il vostro barattolo, pigiate leggermente e coprite a filo con olio extravergine di oliva di quello buono. Lasciate insaporire per almeno un paio di giorni prima di consumarla, naturalmente va conservata in frigorifero e tirata fuori una mezz'oretta prima di consumarla. Non so quanto si possa mantenere, sicuramente ben coperta d'olio almeno una decina di giorni. 


11 luglio 2014

A summer salad

ciotolina
L'estate è la stagione delle cene sul terrazzo. Mi piace sempre avere gli amici a cena, lo preferisco di gran lunga all'uscita in pizzeria o al ristorante. A casa è diverso, l'atmosfera è più rilassata, più intima, c'è meno confusione,  che aiuta moltissimo la condivisione di buon cibo, vino e belle chiacchiere. Durante l'estate, e in particolare nel mese di luglio in cui siamo più o meno ancora tutti in città, ceniamo sempre in terrazza. Anche se siamo solo in due, o solo con la nostra piccola famiglia allargata, ci piace comunque accendere le lanterne, qualche candela in tavola a illuminare dolcemente, le tovagliette sul tavolo di legno e cibi facili da cucinare, senza dover trascorrere troppo tempo davanti ai fornelli. Vanno, naturalmente, alla grande le grigliate di carne o pesce, minimo sforzo e massimo risultato. Tutto ciò di cui vi dovrete preoccupare è un antipastino da sgranocchiare nell'attesa (magari una bruschetta e qui sul blog ne trovate diverse) e un paio di contorni freschi ed estivi. Come questa insalata di patate che racchiude tutti i sapori dell'estate e i profumi delle nostre isole. Gran parte della bontà di questa insalata la devo alla gentilissima Anna del blog Under the Almond Tree che approfitto per ringraziare pubblicamente per avermi inviato, qualche mese fa, un assaggio degli ottimi capperi e origano profumatissimo direttamente dall'isola di Pantelleria, dove vive per la maggior parte del tempo (beata lei!) e che vende direttamente sul suo blog nella sezione "Shop", e con i quali ho preparato questa insalata pantesca di patate e pomodori (quelli delle mie piante di cui vi ho parlato mercoledì!). Facile, saporita, decisamente deliziosa. La ricetta è semplicissima: lavate bene una decina di patate novelle con la buccia e mettetele in un tegame in acqua fredda leggermente salata, portatela a bollore  e fate cuocere finché non saranno morbide (ma non sfatte). Scolatele, raffreddatele sotto un getto di acqua fredda e dividetele a metà o in quattro se sono un po' più grandi. Unite circa 250 g di pomodorini tagliati a metà, mezza cipolla rossa di Tropea tagliata finemente, una manciata di capperi di Pantelleria sotto sale ben sciacquati, una o due cucchiaiate di olive nere snocciolate (io amo quelle Taggiasche, con la loro nota amarognola, ma fate voi). Condite con un'idea di aceto di vino bianco, olio e.v.o., sale, pepe, una generosa spolverata di origano essiccato di Pantelleria e, possibilmente, qualche foglia di origano fresco. Mescolate bene e lasciate riposare almeno un'oretta prima di mangiarla, mescolandola di tanto in tanto. Per 2.

summer salad

09 luglio 2014

L'estate e i pomodori: bruschette al pomodoro con prosciutto e pinoli

POMODORI DI STAGIONE
E finalmente è tornato il tempo dei miei adorati pomodori. I pomodori estivi sono la mia passione, non potrei mai farne a meno. E sottolineo ESTIVI, perché ormai di pomodori in giro nei supermercati se ne trovano un po' in tutto l'anno. Ma il profumo, la consistenza e soprattutto il sapore dei pomodori maturati al sole caldo dell'estate non ha eguali e io aspetto, pazientemente, tutto l'anno per assaporarli nel pieno della loro maturazione. Nell'attesa di poter andare a raccogliere i meravigliosi pomodori negli orti delle zie toscane di mio marito (che ne coltivano in quantità e qualità davvero sorprendenti) quest'anno, per la prima volta, abbiamo deciso di darci all'auto produzione piantando all'inizio della primavera alcune piantine di pomodorini in una cassetta sul nostro terrazzo. E proprio in questi giorni ho potuto, molto orgogliosamente, farne la prima raccolta. Diciamo che la produzione è piuttosto limitata, sarà per via della poca esperienza o dell'esposizione del nostro terrazzo che beneficia di sole diretto solo per qualche ora la mattina (il che va molto bene per la temperatura della casa nei mesi estivi, soprattutto perché siamo all'ultimo piano, ma, pare, un po' meno per la coltivazione dei pomodori..). Comunque, nel mostro piccolo, abbiamo raccolto un bel cestino di pomodorini colorati di diverse qualità: ci sono quelli gialli (che se si lasciano qualche giorno in più sulla pianta ho scoperto che diventano arancioni), piccoli, tondi e dolcissimi come delle ciliegie, poi ci sono quelli zebrati, con le loro striature verdi e rosse, e l'interno succoso e saporito, i classici ciliegino rossi e i datterino e ancora i pomodorini neri, che ancora non ho ben capito, e che in realtà diventano neri dove vengono battuti dal sole, meno saporiti ma molti scenografici. I pomodori mi piace gustarli nel modo più semplice possibile, conditi con un buon olio extravergine d'oliva, sale, pepe e qualche foglia di basilico e origano. Li adoro semplicemente così, oppure accompagnati da una piccola mozzarella di bufala di quelle buone e succose, oppure su una fetta di pane bruschettato e croccante, ben inzuppato dal sughino stesso dei pomodori. 

bruschetta






Quella

07 luglio 2014

La stagione del barbecue: kebab di agnello alla marocchina con salsa al tahini

spiedini
L'estate è decisamente la stagione del barbecue, almeno a casa nostra. La voglia di passare pomeriggi in cucina per preparare la cena, soprattutto quando si hanno ospiti, è inversamente proporzionale alle temperature: più queste salgono, più la voglia di spignattare scende ai minimi storici. E dunque via con preparazioni che necessitano di poca cottura e soprattutto via con il barbecue, che ti risolve una cena informale in terrazza ed è sempre piuttosto apprezzato. Noi ne facciamo un grande uso, devo dire non solo d'estate, e ci cuciniamo un po' di tutto: carne, pesce, arrosti, perfino la pizza! La ricetta di oggi è abbastanza un classico di casa nostra: ne dobbiamo l'origine alla zia Carmen, di origine spagnola ma nata a Tangeri e decisamente giramondo e poliglotta. La sua ricetta originale prevede l'uso di carni miste (filetto di manzo, filetto di maiale, pancetta di maiale, agnello, petto di pollo, fegato di vitello e perfino il cuore) la mia è una versione semplificata a base di solo filetto di agnello, ma potete preparare questi spiedini con qualsiasi tipo di carne preferiate, perché il mix di spezie e la marinatura renderanno delizioso anche il più banale petto di pollo. La salsina di accompagnamento si sposa benissimo con questo tipo di preparazione: fresca, leggermente acidula, perfetta con le spezie e il tocco piccante degli spiedini. Buona settimana e buone grigliate a tutti!

04 luglio 2014

Ape-ricetta del venerdì: bruschetta alle vongole e bottarga

bruschetta
Eccoci qui, è tornata l'apericetta del venerdì! In effetti anche quella di martedì scorso tutto sommato poteva essere considerata a tutti gli effetti un'ape-ricettina, ma il venerdì è il venerdì! E si dà il caso che questo venerdì qui, per me, sia un giorno di festa e il primo di una settimana di ferie tutta intera! Ferie per modo di dire, perché ci sarà da cucinare e fotografare parecchio, ma per lo meno questa (e qualche sana ora di spiaggia mattutina) sarà la mia unica attività per i prossimi dieci giorni, nella effimera (ma felice) illusione di poter vivere di questo lavoro che è quello che nella vita aspiro a fare a tempo pieno.. Quella di oggi è una ricettina perfetta sia per l'aperitivo che per un antipasto sfizioso da servire  durante una cena a base di pesce. Facilissima da preparare, decisamente molto estiva (non so voi, ma per me le vongola sono sinonimo di estate) e davvero molto, molto gustosa! La ricetta è talmente basica che ve la scrivo direttamente qui: fate spurgare 1kg di vongole veraci belle grosse mettendole a bagno in acqua e sale fino per circa 1 ora (io metto una ciotolina capovolta al centro di una ciotola grande, copro tutto con l'acqua salata e metto le vongole. In questo modo le vongole non toccheranno il fondo della ciotola dove si raccoglieranno gli eventuali residui di sabbia, poi le prelevate delicatamente e le mettete in un'altra ciotola per sciacquarle bene sotto l'acqua fresca). Scaldate 3-4 cucchiai d'olio in una padella ampia con 3 spicchi d'aglio sbucciati e schiacciati e 1 peperoncino diviso a metà. Buttate le vongole e coprite subito con un coperchio, abbassando leggermente la fiamma, finché non inizieranno ad aprirsi. Versate una generosa spruzzata di vino bianco secco e lasciatelo evaporare. Fate cuocere finché le vongole non saranno completamente aperte e il liquido di cottura non si sarà leggermente ristretto. Spegnete, aggiungete pepe nero macinato al momento e una spolverata di prezzemolo tritato. Quando le vongole saranno tiepide, sgusciatele pazientemente una ad una e buttate i gusci. Fate tostare 4 belle fette spesse di pane casereccio finché non saranno dorate e croccanti. Dividetele in 2 se sono tropo grandi e immergetele per qualche istante nel sughero delle vongole, finché non si saranno ben impregnate. Sistemate le vongole sulla superficie e bagnate ancora con un po' del loro fondo. Ultimate con una generosa grattugiata di bottarga di muggine e una spolveratina di prezzemolo. Servite subito accompagnando con un bel bicchiere di Chardonnay ghiacciato (noi amiamo particolarmente il Bramito del Cervo, ma sceglietene uno a vostro gusto, purché sia buono) o un buon prosecco di Valdobbiadene. Buon fine settimana a tutti!

01 luglio 2014

Pomodori verdi fritti con salsa tartara allo yogurt

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Me li ha fatti venire in mente Francesca un po' di tempo fa con questo post. I pomodori verdi fritti, che per quelli della mia generazione ricordano un film che ebbe particolare successo in quegli anni, a me ricordano anche un ristorantino che si trova non lontano da casa mia, a due passi dal quartiere dove sono cresciuta, dove ho trascorso tante serate spensierate con gli amici di un tempo, con tutti i sogni ancora da scartare come dei bellissimi regali, noi giovani stutenti spensierati che pensavamo all'essere adulti come qualcosa di ancora così lontano nel tempo.. Chissà poi perché, pur essendo rimasta comunque ad abitare più o meno in zona, con qualche breve parentesi "fuori sede", da Pomodori verdi fritti, il ristorante, non ci sono più tornata.. Bisogna assolutamente rimediare! Mi ricordo che, naturalmente, uno degli antipasti must di questo posticino erano (ma va?) i pomodori verdi fritti, che loro servivano con una deliziosa salsa tartara fatta in casa, tradizione che -per quel che so- viene ancora rispettata dopo tutti questi anni. E così, visto che in tanti anni di cucinamenti, non li avevo mai provati a fare, ecco i miei pomodori verdi fritti, con tanto si salsa tartara in abbinamento.

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