13 novembre 2014

Don't call me Martha...

ricetta copertina
Forchetta linea "Dem" di KnIndustrie
Io e Martha Stewart siamo diventate "pappa e ciccia" una decina di anni fa, anche se lei ancora non lo sa.. Parlo poco del mio lavoro "ordinario", quello di tutti i giorni, Monday to Friday, di cui semplicemente c'è ben poco di interessante da condividere qui sul blog (motivo per cui mi sono creata un'attività parallela dove poter dare libero sfogo alla mia creatività). Posso dirvi, comunque, che per lavoro sono a strettissimo contatto con molti americani e, fin dai miei primissimi giorni qui, giusto il tempo di prendere un po' di confidenza e far emergere le mie passioni, tutti hanno iniziato a paragonarmi a lei e a chiamarmi spesso e volentieri, in modo scherzoso, Martha Stewart. Certamente non per la somiglianza fisica, ma in breve tempo sono diventata una specie di punto di riferimento per molte colleghe a cui chiedere consigli in materia di ricette, decorazione della casa, giardinaggio, arredamento, fai da te, bricolage.. in pratica sembra che quelle che sono semplicemente le mie passioni siano un po' le stesse di Martha, il che ha fatto di me, per i miei colleghi d'oltre oceano, una specie di Martha Stewart in formato tascabile e a portata di mano, una Martha de 'noantri, per così dire.. 

book per blog
Immagine a uso promozionale del volume Scuola di Cucina, © 2014 Giunti Editore S.p.A.
In effetti prima di allora non conoscevo moltissimo il personaggio, di cui avevo sentito parlare, ma che ancora qui da noi non era poi così popolare. Perciò, incuriosita, ho iniziato a consultare online il suo sito e ad acquistare il suo meraviglioso magazine Living diventando in breve tempo una vera fan del Martha's style. Non so più quante idee ho scopiazzato da lei perciò potete immaginare quanto sia stata felice quando la Giunti Editore mi ha contattata per propormi di parlare del libro "Scuola di Cucina" di Martha Stewart che, per la prima volta, viene proposto in edizione italiana. Il libro è veramente un volume molto ben fatto soprattutto per chi non ha grandissima dimestichezza con la cucina ed è alla ricerca non solo di qualche ricetta ma anche di spiegazioni più dettagliate sulle tecniche di lavorazione degli ingredienti e i metodi di cottura. Il libro, accompagnato da moltissime illustrazioni step by step, infatti rappresenta un vero e proprio vademecum della cucina e delle tecniche di base, mica tutti sanno come si cucina un'omelette o disossare un coscio d'agnello! Per chi è un po' alle prime armi o, semplicemente, per chi desidera approfondire ed affinare la propria tecnica, la Scuola di Cucina di Martha Stewart è ciò che fa per voi. Quella che vi propongo oggi è una ricetta tratta dal libro, non potevo non iniziare con uno dei miei ingredienti preferiti in assoluto, ovvero le uova, a cui Martha dedica un intero capitolo del libro.

ricetta cover

La ricetta è di grande impatto visivo, molto elegante nella sua presentazione, ma abbastanza articolata perché prevede diversi passaggi e preparazioni perciò va pensata un po' in anticipo.
Innanzitutto la preparazione dei carciofi per la cottura a vapore, in modo che poi restino belli una volta aperti come un fiore, viene spiegata nel libro a pagina 304: il carciofo preparato e cotto in questo modo renderà le foglie particolarmente tenere e perfette per essere staccate dal fiore come dei petali ed affondate nel tuorlo dell'uovo e nella salsa olandese (mi viene la bava solo a pensarci..). Basta tagliare il gambo del carciofo in modo da crere una base stabile affinché i carciofi possano stare in piedi nel cestello, tagliare con il coltello le punte e le eventuali spine e, con una forbice, rifilare le foglie esterne dei carciofi, eliminando così la parte più dura della punta.
Una volta puliti e sciacquati, basta allargarli leggermente e inserie al centro una fetta di limone, posizionarli nel cestello per la cottura a vapore (io metto sul fondo del cestello un pezzetto di carta forno per evitare che le verdure si attacchino) e cuocere al vapore con il coperchio per 45-50 minuti, a seconda della grandezza dei carciofi, quindi li lasciate raffreddare completamente. 
carciofi blog
Immagine a uso promozionale del volume Scuola di Cucina, © 2014 Giunti Editore S.p.A.
Nel frattempo preparate la salsa olandese, sul libro di Martha la trovate a pagina 106 nella versione tradizionale, io ho preferito affidarmi alla mia versione già sperimentata con successo più volte, che se volete potete trovare qui. La potete preparare anche in anticipo, al momento di servirla vi basterà scaldarla leggermente a bagno maria e, se dovesse essersi rappresa eccessivamente, potete allungarla con poca acqua tiepida e sbatterla bene con una piccola frusta finché non avrà di nuovo assunto una consistenza cremosa. Ultimo step la cottura delle uova in camicia: i consigli di Martha sull'argomento sono a pagina 91. Il metodo è spiegato abbastanza chiaramente, anche se quello che utilizzo io è leggermente diverso e siccome ho sperimentato a mie spese (dozzine di uova in camicia indegne, prima di ottenere un risultato decente), ve lo passo: io uso uova freschissime e fredde di frigorifero. Nell'acqua in ebollizione aggiungo un po' di sale grosso e un cucchiaio o due di aceto di vino bianco (non serve una grandissima pentola, ma deve avere i bordi abbastanza alti altrimenti l'uovo rischia di depositarsi sul fondo col rischio di attaccarsi alla pentola). Rompo un uovo alla volta in una ciotolina. Quando l'acqua bolle, abbasso la fiamma e creo un vortice al centro dell'acqua con una piccola frusta. Il segreto è quello di attendere che il vortice abbia quasi completamente perso la sua forza centrifuga, che sia proprio appena appena accennato altrimenti rischiate che albume e tuorlo si separino. A questo punto, proprio al centro del vortice ormai quasi fermo, fate scivolare l'uovo dalla ciotolina e rialzate la fiamma in modo che le bolle lo facciano rapprendere ben bene su se stesso spingendolo verso l'alto. Cottura dai 2 ai 3 minuti. 
uova blog
Immagine a uso promozionale del volume Scuola di Cucina, © 2014 Giunti Editore S.p.A.
A questo punto, allestite il piatto: allargate delicatamente le foglie del carciofo cotto cercando di non rovinarlo, eliminate quele centrali e sistemateci l'uovo in camicia. Decorate con una fettina di salmone affumicato e versate qualche cucchiaio di salsa olandese appena tiepida. Io ho completato con uno stelo d'erba cipollina tritata. Servire subito. GNAM!
ricetta primo piano

23 commenti:

  1. E come si può dire che tutto questo non è arte! Il piatto impeccabile e così chic!

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    1. grazie gelmina, il piatto devo dire che fa la sua figura ed è soprattutto anche molto buono!

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  2. Tu sei raffinata nell' anima!!!!!! Meraviglioso post a parer mio!!!

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    1. oh mia cara Gabila! ma ti ringrazio moltissimo (troppo buona tu...) sono contenta che il post ti sia piaciuto.. io aspetto con curiosità di vedere quali saranno le tue prossime scelte! un abbraccio..

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    2. ......sono ancora indecisa ma confido nel mio istinto!!! Un bacio....

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  3. Questo piatto è talmente bello da sembrare finto. Quel fiore, i colori, l'uovo riuscito alla perfezione... E poi che idea raffinata! Da riproporre anche sotto le feste, magari quando non ci sono troppi invitati ;-)
    Brava Martha, ma soprattutto brava Barbara :-)

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    1. esatto, un antipasto molto chic e tutto sommato anche abbastanza semplice.. grazie Virginia, sei un tesoro come sempre!

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  4. Ma che meraviglia tutto tutto!Resto in contemplazione!;-)

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  5. Ogni volta che passo di qui rimango rapita dall'eleganza delle tue creazioni, giocate sul minimalismo e la purezza delle forme e sulla semplicità degli accostamenti, e sempre ed invariabilmente piene di raffinatezza.
    Commento di rado perché spesso non trovo le parole adatte, ma oggi, di fronte a questo fiore che sembra sbocciare dal piatto, non posso fare a meno di soffermarmi e farti i miei più sinceri complimenti: i tuoi piatti brillano di luce propria ed è un piacere anche solo guardarli e poterne immaginare il sapore.
    Giulia

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    1. accidenti Giulia.. mi lasci senza parole! grazie veramente di cuore per le tue parole..

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  6. Sembra una spilla, sai quelle che si mettono per chiudere i maglioni di lana al centro, oppure sulle sciarpe... :-)
    ps: a me una Martha mora piace pure di più! :D

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    1. è vero! hai ragione.. una Martha mora.. odio...una Mor-tha!!!! :-))))

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    2. a proposito, ma il cake di cachi com'è venuto poi?

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    3. E' venuto meno alto del tuo e un po' più umido (forse questione di cottura?!) ma buono! Il caco c'è ma non si sente, è vero, però gli dà un colore tutto suo e retrogusto particolare! Io ci ho aggiunto anche dei pistacchi e ormai manca una fetta per finirlo! :-)

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    4. il mio è venuto alto xché lo stampo era piccolo! ed era parecchio umido anche il mio.. poi molto cambia anche a seconda del forno... felice che vi sia piaciuto... :-)

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  7. Sai la faccina con gli occhi pieni di cuori? Ecco, io quando vengo a trovarti divento così! E anche con la bocca aperta sorridente! Sei uno splendore!!! P.S. Tanti auguri ancora <3

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    1. grazie Cecilia! tu sei veramente un tesoro!
      e grazie ancora anche per gli auguri..

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  8. Questo piatto è davvero un'opera d'arte...bellissimo, elegante e perfetto nella composizione...una meraviglia per gli occhi! In mancanza del palato... ;-)

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  9. No cioè qui siamo nell'eleganza all'ennesima potenza! *_*
    Io sta Martha non la conoscevo prima di 5 minuti fa e non so come lei presenta questa ricetta nel suo libro...ma tu Pane-burro sei "avanti"!
    Mai visto un carciofo lesso tanto bello e invitante... Complimentissimi!!!
    P.S. Ora vedo di conoscere meglio 'sta Martha qua, va! ;)

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    1. Valentina, mi fai schiantare!! :-))
      in effetti anche sul libro di Martha Stewart in "carciofo lesso" (LOL!) viene presentato allo stesso modo, si intravede la pagina del libro nella mia foto con le uova...
      grazie comunque, se vai sul sito di Martha Stewart trovera non solo una marea di ricette, ma anche tantissime idee per decorare la casa, per fare regali fai da te, giardinaggio.. insomma un po' tutte quelle cosine che ci piacciono tanto!

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  10. Quanta bellezza...è tutto così raffinato...senza parole...tutto meraviglioso.

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  11. Personalmente a me piace molto di più la "Martha de 'noantri" :-D o la "Martha mora", come ha detto anche Francesca!!! Per il piatto, non ho parole, è puro incanto... un abbraccio!

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