07 maggio 2014

Il lusso della semplicità

linguine

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi." 
(Marcel Proust)

Lo avevo spiegato nel post introduttivo di questo blog, amo gli accostamenti semplici, le cose belle, quelle che stanno bene insieme, che non passano mai di moda. E questo piatto di pasta rientra perfettamente nella categoria del "lusso della semplicità", una piatto di pasta che nella sua essenzialità esalta il gusto delle materie prime, nobilitato da un condimento avvolgente e leggero. Questo piatto mi somiglia un po', è insieme tradizionale (cosa c'è di più vintage di un piatto di pasta al pomodoro?) ma con un tocco di modernità, semplice e un po' ricercato, con la sua nota piccantina e quella croccante che lo rendono originale ma delicato, non invadente.


Innanzitutto partiamo dalla pasta: le linguine (o bavette). Questo è in assoluto il formato di pasta che preferisco. Se il mondo si dovesse dividere tra quelli che amano la pasta corta e quelli che la preferiscono lunga io sarei senza indugio dalla parte di questi ultimi. Lunguine, in primis, spaghettoni, vermicelli, mafaldine, fettuccine.. you name it. Non disdegno anche la pasta corta, per carità, ma vuoi mettere il piacere di arrotolare gentilmente la pasta sulla forchetta, facendola roteare delicatamente in piccole piroette nel suo stesso sugo, fino a formare un piccolo bozzolo perfetto di bontà da gustare lentamente... Perciò, dicevamo, linguine. E il condimento: olio buono, di frantoio, aglietto fresco di stagione tritato e fatto rosolare dolcemente, giusto per farlo appassire, un peperoncino raccolto la scorsa estate nel nostro giardino e fatto essiccare dolcemente, tagliato a metà, i pomodorini ciliegino della Sicilia, perfettamente rossi, perfettamente rotondi, dolci e succosi da poterli mangiare anche in una macedonia, lavati bene e spaccati a metà e fatti cuocere piano piano. E poi la cottura: la pasta fatta appena appassire in poca acqua di cottura salata pochissimo, e finita di cuocere nel suo sugo, come se fosse un risotto. Con gli amidi che si sprigionano piano piano, assorbendo il gusto dei pomodorini e creando un intingolo avvolgente, quasi cremoso. E infine il tocco finale, la nota croccante e aromatica del "parmigiano dei poveri", la mollica del pane fresco integrale, tritata finemente e aromatizzata con l'origano siciliano e un po' di maggiorana appena colta e un pizzico di sale e pepe, rosolata a fiamma dolce nell'olio buono fino a diventare croccante e dorata e profumata. Un pizzico di prezzemolo riccio appena colto dal vaso del nostro terrazzo e tritato al momento, un filo d'olio a crudo, una spolverata di briciole croccanti e via. 
La pasta più semplice del mondo, e insieme la più buona.

7 commenti:

  1. Ti adotto. Se non hai niente in contrario, naturalmente. Insieme a quel piatto di pasta e a quella citazione di Proust <3

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  2. La cremosità della salsa e la croccantezza delle briciole... poesia, altrochè!

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  3. poesia pura. in top five, sicuramente, tra le mie paste preferite

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  4. E' sempre molto bello leggerti. Sei una di quelle pochissime persone che quando le penso mi fanno nascere all'istante sentimenti di allegria, curiosità, bellezza, eleganza, ricchezza. Per questo sei sempre un piacevole e agognato intermezzo tra una noiosità e un'altra di questo lavoro che non mi piace e non mi rispecchia per niente. Che bello che esisti e pensi e scrivi e sei come sei! Continua, mi raccomando, per il bene non solo mio, ma di molti, ne sono sicura!

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    1. oh cecilia, il tuo commento è di quelli che aprono il cuore..
      grazie per aver lasciato queste parole, non sai quanto mi faccia piacere leggerle!
      :-)

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  5. Barbara ogni volta leggerti è una poesia. in questo post mi hai fatto "innamorare"!!! brava brava brava davvero!!! Raffaella Morelli

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