24 dicembre 2014

Buon Natale!

stelline blog
A tutti voi che mi seguite con affetto, a chi è capitato qui per la prima volta, a chi non si perde una ricetta, a chi viene solo per dare un'occhiatina.. a tutti voi auguro di trascorrere un Natale pieno d'affetto, cose buone da mangiare e bollicine per brindare. Il blog si prende qualche giorno di vacanza, ci rivediamo qui dopo le Feste. 

AUGURI!

22 dicembre 2014

Appuntamento con Martha Stewart: petto di tacchino ripieno

fetta cover blog
Mancano davvero pochi giorni a Natale, per questo motivo ho pensato di preparare questa ricetta, per il mo terzo appuntamento con il libro Scuola di Cucina di Martha Stewart di cui vi ho già parlato in questi due post, che potrebbe essere un'ottima idea per il secondo del pranzo di Natale. Stavolta ho scelto di cimentarmi con una ricetta che mi ha davvero incuriosita, non tanto per l'originalità del piatto in se, ma per il metodo di cottura che io, francamente, non avevo mai provato prima. Cucino il tacchino ripieno ormai praticamente quasi ogni anno, in genere in occasione del pranzo di Natale, a volte per la cena che definisco "Natale con chi vuoi", ovvero una cena che organizziamo qualche giorno prima di Natale con gli amici, per dedicare poi i giorni di festa ai parenti, conciliando così l'occasione di festeggiare anche con gli amici più cari. Quest'anno, ad esempio, l'ho cucinato per il giorno del Ringraziamento, organizzato per un'amica americana lontana dal suo paese. Avete presente, no? Il classico, trionfante, tacchino arrosto farcito in tutta la sua sontuosa maestosità. Un'operazione mica da poco, cottura lentissima e procedimento abbastanza complesso (chissà che una volta non riesca a documentalo e postarlo qui sul blog!). Questo rotolo di tacchino rappresenta invece una comoda alternativa, molto più semplice e veloce da preparare ma veramente molto molto buono. Il metodo di cottura proposto dalla signora Stewart nel suo libro, infatti, fa si che la carne non risulti affatto asciutta e stopposa, ma resti morbida e tenera. Siete pronti? Vediamo come fare...


18 dicembre 2014

Ravioli rosa di patate al tartufo con fonduta di provolone

ravioli 680
Un'idea alternativa per il menu del pranzo di Natale? Perché no! In effetti, a dirla tutta, non era propriamente nata con questa intenzione, ma per una sere di coincidenze mi sono ritrovata a pubblicarla solo adesso, in pieno periodo Natalizio e quindi (io che ancora non ho nemmeno fatto l'albero) ne approfitto per sistemarla per le feste e presentarvela così, come un idea un po' diversa dal solito per i vostri pranzi Natalizi. In effetti l'aspetto e il gusto di questo piatto si prestano perfettamente all'occasione, quindi perché no? Perché no sono state anche le prime parole che mi sono venute in mente quando sono stata contattata da Auricchio per provare una selezione dei loro famosi provoloni ed elaborare una ricetta che li contenesse. A pensarci bene, infatti, seppure il mio amore per i formaggi si sia manifestato in molte occasioni qui sul blog, il provolone a dirla tutta non lo avevo mai considerato.. Forse perché tra tutti i formaggi è quello che acquisto più raramente, per via del suo gusto piuttosto deciso e pungente e per la sua consistenza, a pasta dura, io che preferisco in genere i formaggi morbidi, a crosta fiorita e gli erborinati, ma sono curiosa per natura e mi è sembrata una bella sfida, perciò ho accettato volentieri. Ed ecco qui, la mia proposta sono dunque questi ravioli rosa, con un ripieno morbido, goloso e profumatissimo e una cremina avvolgente e saporita che trovo bilanci bene la delicatezza del raviolo. Naturalmente la presenza del tartufo bianco aggiunge una nota raffinata e profumata al tutto che vi consiglio di non sottovalutare. In alternativa al tartufo bianco, potete utlizzare quello nero (ma in tal caso dovreste farlo rinvenire per un secondo in un filo di burro a fiamma dolcissima sul fuoco) oppure, a mali estremi, potete usare qualche goccia di un buon olio aromatizzato al tartufo bianco, ma di quelli fatti con il vero tartufo e non con gli aromi artificiali da laboratorio. Una spolverata di semi di papavero, giusto per fare un po' di scena, qualche fogliolina di dragoncello, delicato e colorato ed è fatta. 


15 dicembre 2014

Hand Pies con cavolfiore, sedano rapa e Robiola Occelli

pies su griglia titolo
Ultima puntata della settimana del cavolo, che invade in effetti anche l'inizio di questa settimana qui.. Stavolta il cavolfiore finisce, insieme al sedano rapa, nel ripieno di queste mini tortine "da passeggio" in versione salata, delle vere e proprie pies ma in formato tascabile, da sbocconcellare con le dita, perfette ad esempio come finger food per un aperitivo sostanzioso o una cena in piedi. Non proprio velocissime da preparare ma nemmeno poi così laboriose. Per aggiungere ancora un tocco di golosità io ho usato la Robiola Occelli, che come avrete ormai capito mi piace ultimamente infilare un po' dappertutto, ma potete sostituirla con il formaggio che preferite, provolone, gorgonzola, fontina, taleggio.. purché non sia eccessivamente acquoso (no mozzarella o stracchino) va bene più o meno tutto.


11 dicembre 2014

La settimana del cavolo, seconda puntata: risotto con cavolfiore, gorgonzola, nocciole e salvia croccante

risotto blog
Ve l'avevo promesso che questa sarebbe stata la settimana del cavolo o no? 
Anche oggi il cavolfiore è il protagonista di questo primo piatto veramente molto semplice eppure raffinato, nonostante il "carattere" deciso degli ingredienti utilizzati (insomma sia il cavolfiore che il gorgonzola non si possono certamente definire ingredienti dal sapore neutro..). Eppure, nell'insieme, sarà per via della cremosità del risotto e della croccantezza delle nocciole con il loro sapore profumato e la nota tostata, ma questo risotto è risultato, sorprendentemente, delicato. Vogliamo un primo vegetariano per la sera della vigilia? (che mica sta scritto sulla pietra che si debba mangiare per forza solo pesce)? Eccolo qui! 
Poi non dite che qui da me non si respira già l'atmosfera natalizia, eh!... :-)


09 dicembre 2014

Come i cavoli a merenda

cavolfiore blog
E così tra un calendario dell'avvento e l'altro, tra chi impasta un pandorino e chi sforna panettoni profumatissimi e perfetti, tra una ghirlanda di gingegrbread e un tutorial per costruire delle meravigliose snowglobe natalizie, tra i regalini golosi fai da te, un albero di Natale e un presepe da montare ci sono io che me ne esco con i cavolfiori. Che in tutta quest'irreale, ovattata, luccicante atmosfera natalizia, diciamocelo pure, c'entrano come i cavoli a merenda. 
Appunto. 
Beh insomma, parliamone.. 


05 dicembre 2014

La ricetta salva cena del venerdì: pizza sfogliata con scalogni caramellati, bacon e Robiola Occelli

sfoglia blog
Sarà capitato anche a voi che, arrivati al venerdì, la vostra fantasia e voglia di cucinare siano ridotte ai minimi termini? A me si, e anche spesso! E anche non solo di venerdì!! Un valido rimedio è, quasi sempre, la pasta sfoglia pronta che, come ho già confessato più volte, difficilmente manca nel mio frigorifero. Ho anche dei meravigliosi panetti surgelati di pasta sfoglia fatta in casa con tutti i crismi, ma non sempre mi ricordo di scongelarli in tempo, soprattutto quando mi trovo a dover improvvisare una cena in quattro e quattr'otto, perciò della pasta sfoglia fatta in casa e dei suoi utilizzi ve ne parlerò un'altra volta. La pasta sfoglia utilizzata in questa ricetta è quella più spessa che si trova in commercio, che io sinceramente preferisco soprattutto se devo metterci un ripieno o utilizzarla come base per un condimento abbastanza umido come in questo caso. Ricetta facilissima, a bassissimo impatto cuicinereccio, e di grande grandissima soddisfazione per il palato. Potrebbe anche essere un'ottima idea aperitivo se tagliata in piccoli quadratini. Buon venerdì e buon lungo week end per chi ne potrà approfittare! 

04 dicembre 2014

Idee per i vostri regali di Natale? Su Dishesonly uno sconto speciale per voi!

dishesonly discount

Avrete notato già da un po' alcuni dei meravigliosi piatti che ospitano le mie ricette su questo blog e che provengono dal negozio online Dishesonly. Se siete alla ricerca di un'idea elegante e particolare ma soprattutto se volete regalare un prodotto raffinato, nella maggior parte dei casi realizzato artigianalmente con una cura e una delicatezza ormai piuttosto rari, su Dishesonly non avrete che l'imbarazzo della scelta. Dal piattino più semplice per tutti i giorni, ai servizi di piatti più delicati, agli accessori per la cottura e per la mise en place. E c'è una novità! Da oggi e per tutto il mese di dicembre, in esclusiva per i lettori di Pane&Burro, Dishesonly offre uno sconto speciale del 10% su qualsiasi pezzo acquistato. In più ve li confezionano in eleganti pacchetti regalo e ve li consegnano a domicilio. Non avete scuse! Per usufruire dello sconto, al momento dell'acquisto, dovrete inserire la parola PIATTI nell'apposito box che apparirà al momento del check-out e tutta la merce acquistata verrà scontata del 10%, e spedizione GRATUITA! escluse le spese di spedizione. Allora, che aspettate?

02 dicembre 2014

Appuntamento con Martha: ravioli con ripieno di zucca butternut

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Mi piace moltissimo la pasta all'uovo, soprattutto se è sotto forma di ravioli, tortelli, raviolini, cappellacci, mezzelune.. insomma, se c'è il ripieno è meglio. Non vado tanto per il sottile, mi piace proprio in tutti i modi anche se non la preparo spesso perché ci vuole un po' di tempo, ma in qualche occasione particolare mi piace passare la mattinata in cucina a preparare uno dei miei piatti preferiti. Naturalmente, avendo un maremmano in casa, da noi i "ravioli" si chiamano "tortelli" e sono in genere contemplati solo alla maremmana, per l'appunto, con il ripieno di ricotta e spinaci e al ragù, meglio se di cinghiale. Quelli di mia suocera sono i più buoni mai mangiati. Perciò io nemmeno mi ci metto a cucinare qualcosa che mia suocera fa divinamente, un po' per timore reverenziale, un po' per ansia da prestazione, un po' perché li posso mangiare da lei e allora io preferisco sperimentare qualche altra ricetta. 
In genere non amo troppo i ravioli di zucca Mantovani, trovo che il ripieno con gli amaretti aggiunga troppa dolcezza al sapore già dolce della zucca, quindi cercavo una ricetta un po' più fresca e meno dolciastra e devo dire che questi ravioli di zucca che ho preso dal libro Scuola di Cucina di Martha Stewart, di cui vi avevo già parlato qui, mi sono sembrati un ottimo compromesso. Per questo post devo ringraziare immimarito, il maremmano di cui sopra, paziente autore di tutti gli scatti che vedrete in seguito, da me semplicemente selezionati e editati. Io mi sono lasciata il compito di fotografare solo il piatto finito, che vedete nell'ultimo quartetto. Paziente è proprio la parola giusta, perché io sono molto complicata-esigente-incontentabile-perfezionista in un modo veramente difficile, credetemi, e non amo particolarmente essere fotografata.. Insomma, io dall'altra parte dell'obiettivo mi sento un po' un pesce fuor d'acqua! 
Dopo due anni di blog (il compleanno è passato un po' inosservato quest'anno visto che era di sabato), questo è il mio primo post "step-by-step" e guardatevelo bene perché vista la fatica e i tempi necessari, non so se ne pubblicherò molti altri! 
Allora, tutto pronto. Si comincia!


28 novembre 2014

La polvere di capperi: ce l'avete?

polvere di capperi blog
No? Nemmeno io.. almeno, non ce l'avevo fino a un po' di tempo fa, poi me la sono auto prodotta. Non so nemmeno più quale fosse la ricetta da titolo lungo un po' da ristorante stellato, ma ricordo benissimo che finiva con ".... e polvere di capperi" e tanto è bastato a farmi entrare letteralmente in fissa. Dato il mio grande amore per questo frutto saporito tipico del nostro sud, che io metterei un po' dappertutto, la polvere di capperi, dovevo averla assolutamente! Ma nonostante le mie ricerche, della polvere di capperi anche nelle migliori gastronomie non se ne è trovata traccia. Benissimo, allora ce la facciamo in casa! 


26 novembre 2014

Polpettine di lenticchie con pesto al coriandolo e limone

polpette cover
Non sono vegetariana. Questo mi pare abbastanza evidente, se seguite il mio blog da un po'. Non che io sia una mangiatrice particolarmente assidua di carne, la consumo piuttosto raramente anzi, preferendo le carni bianche rispetto a quella rossa, con particolare predilezione per le carni ovine, ma non disdegnando poi nemmeno tropo quest'ultima, con un occhio particolare ai tagli alternativi, ivi compreso il famoso "quinto quarto" e tutte quelle cose per cui il macellaio di Testaccio, quando le acquisto chiedendogli consigli sul modo di cucianrle, mi dice sempre con una nota malinconica "eh, signorì, ormai 'ste cose i giovani nun le cucinano più". Senza parlare poi del mio amore per il pesce, crostacei, conchiglie e tutto ciò che proviene dal mare, che invece mangerei un giorno si e l'altro pure, se fosse per me..  
Però, in parte per "dovere professionale", in parte per curiosità personale, mi piace sperimentare ricette di secondi alternativi alla carne o al pesce, come nel caso di queste polpettine qui, interamente vegetariane ma buone, saporite e morbide come quelle tradizionali. Tra l'altro sono anche un'ottima soluzione per far mangiare i legumi anche ai bambini, che cammuffati sotto forma di polpetta, passano serenamente inosservati. Per la ricetta mi sono ispirata al blog Sprouted Kitchen che è davvero una fonte preziosa di consigli e idee in tema di ricette vegetariane ma saporite e gustose perché, contrariamente a ciò che pensano in molti, mangiare vegetariano non significa affatto rinunciare a gusto e sfiziosità, anzi! Ho leggermente modificato la ricetta, inserendo il coriandolo dato che la mia pianta fino a qualche settimana fa era ancora piuttosto rigogliosa, e il risultato è stato davvero squisito. Per i vegetariani, ma anche no, queste polpette sono una soluzione facilissima da preparare molto velocemente per un secondo, un antipasto saporito, perfette anche come finger food per una cena in piedi.

duo coriandolo aaaaa

POLPETTINE DI LENTICCHIE AL CORIANDOLO 
con pesto di coriandolo, noci pecan e limone 
(adattate dalla ricetta di Sprouted Kitchen)

Per una ventina di mini polpettine:
190 g di lenticchie già cotte 
1 uovo piccolo
75 g di ricotta di pecora
2-3 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 piccolo spicchio d'aglio
le foglie di 5-6 rametti di coriandolo
sale, pepe nero
3 cucchiai di pangrattato

per il pesto di coriandolo:
1 mazzetto di coriandolo fresco
1/2 spicchio d'aglio
una manciata di gherigli di noci pecan
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
due striscioline di scorza di limone bio 
sale, pepe
olio e.v.o.

Scolate le lenticchie dal liquido di conservazione e sciacquatele bene. Trasferitele in un piccolo tritatutto insieme all'aglio e al coriandolo e frullate fino ad ottenere una purea omogenea. Trasferite il tutto in una ciotola e unite la ricotta, il parmigiano, l'uovo, il pangrattato, sale e pepe e impastate fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti e ottenere un composto che possa essere lavorato con le mani. Coprite con pellicola e fate riposare in frigorifero per una mezz'oretta. 
Nel frattempo preparate il pesto frullando insieme tutti gli ingredienti aggiungendo olio fino ad ottenere una salsina non troppo liquida.
Formate con le mani appena unte delle piccole sfere con il composto di lenticchie, grandi come una ciliegia per capirci, scaldate bene una padella dal fondo spesso e antiaderente con un filo d'olio e fate rosolare le polpettine da tutti i lati, girandole molto delicatamente (cercando di farle girare senza toccarle, solo spostando la padella, altrimente giratele delicatamente con due cucchiaini). Quando saranno ben dorate da ciascun lato, trasferitele in un piatto (se necessario passatele un attimo su carta assorpbente) e distribuitevi il pesto di coriandolo preparato in precedenza.
Ottime appena tiepide.
Per 2 (abbondante).

24 novembre 2014

L'ultimo banana bread: con burro di arachidi e sciroppo d'acero

cake fette blog
La tradizione della torta della domenica ha ormai preso il suo ritmo tipico dei mesi più freddi. Se passate da casa mia un sabato pomeriggio qualunque, state pur certi che sentirete nell'aria l'odore fragrante di un dolce appena sfornato, a raffreddare su una griglia pronto per la prima colazione della domenica e del resto della settimana. Anche stamattina abbiamo fatto colazione col dolce che ho sfornato sabato, e che arriverà presto qui sul blog. Un rito che mai come da quando ho aperto questo spazio mi ha vista sfornare una torta diversa per ogni settimana. Spero di non annoiarvi con le mie torte "da credenza", perché sono quelle che piacciono a me e quelle che preparo più spesso, l'unica eccezione del mio scarso amore per dolci e dessert.. Penso che ormai lo avrete capito, ma sarà piuttosto difficile che qui da me troverete un dessert super fashion da ristorante stellato, perché in genere il dolce è quella parte del menu alla quale rinuncio molto volentieri (magari preferisco assaggiare due antipasti se proprio voglio esagerare :-)

cake blog

21 novembre 2014

Le ricette di Testaccio: i rigatoni col sugo di coda

rigatoni blog
Dopo ben due post dedicati al mercato di Testaccio, la logica conseguenza è una ricetta. E non posso prescindere da un ingrediente che non solo è il protagonista della maggior parte delle ricette della cucina romanesca ma, più di ogni altro, è legato in particolar modo a questo storico quartiere della città: il quinto quarto. La storia della cucina di tradizione popolare romanesca, come è noto, ha origini povere e umili, ricette dove l'arte del riciclo e l'utilizzo di ingredienti un tempo ritenuti "di scarto" trovano la loro massima esperssione. Ma cos'è il quinto quarto e perché è un ingrediente tipico della cucina romana, anzi per meglio dire, Testaccina? 


20 novembre 2014

Street food al mercato di Testaccio: Mordi e Vai, il panino romanesco

panino allesso680
Il panino con bollito alla Picchiapò e pecorino di Mordi e Vai al mercato di Testaccio
Nel post precedente vi ho portato nel mio mercato del cuore, quello di Testaccio, e oggi voglio parlarvi di un chiosco che è in breve tempo diventato una tappa obbligata ogni volta che posso fermarmi per uno spuntino durante il mio giro-spesa tra i banchi del mercato. Sto parlando di Mordi e Vai, i RE del panino romanesco.


18 novembre 2014

La mia spesa: il mercato di Testaccio

mercato testaccio680
Del mio amore per i mercati alimentari avevo già spiegato in un post di un po' di tempo fa, quella volta il mercato in questione era quello di Campo de' Fiori, ma il mio mercato del cuore, quello dove praticamente ogni sabato mattina faccio la spesa, resta sempre quello di Testaccio.
Sicuramente nella sua nuova sede, una moderna struttura tutta bianca e in vetro, come una grossa serra, il mercato ha perso un po' del suo fascino di mercato di piazza, quella dove aveva sede fino a qualche anno fa, nella storica Piazza Testaccio, ora restituita al quartiere. 

mercato veduta 680 Però in un certo senso questo nuovo mercato ha pian piano iniziato ad assumere una nuova veste. Non solo mercato alimentare con moltissimi banchi di frutta e verdura, pesce, macellerie, panetterie e "pizzicherie", nel nuovo mercato di Testaccio sono nate negli ultimi due anni moltissime attività commerciali collaterali, a partire dal bar al centro del mercato con i suoi tavolini che ricrea in un certo qual modo una piccola "piazzetta", molti banchi sono diventati dei veri e propri mini negozi che vendono un po' di tutto: abbigliamento, scarpe, complementi d'arredo, oggettistica, fiori. 


13 novembre 2014

Don't call me Martha...

ricetta copertina
Forchetta linea "Dem" di KnIndustrie
Io e Martha Stewart siamo diventate "pappa e ciccia" una decina di anni fa, anche se lei ancora non lo sa.. Parlo poco del mio lavoro "ordinario", quello di tutti i giorni, Monday to Friday, di cui semplicemente c'è ben poco di interessante da condividere qui sul blog (motivo per cui mi sono creata un'attività parallela dove poter dare libero sfogo alla mia creatività). Posso dirvi, comunque, che per lavoro sono a strettissimo contatto con molti americani e, fin dai miei primissimi giorni qui, giusto il tempo di prendere un po' di confidenza e far emergere le mie passioni, tutti hanno iniziato a paragonarmi a lei e a chiamarmi spesso e volentieri, in modo scherzoso, Martha Stewart. Certamente non per la somiglianza fisica, ma in breve tempo sono diventata una specie di punto di riferimento per molte colleghe a cui chiedere consigli in materia di ricette, decorazione della casa, giardinaggio, arredamento, fai da te, bricolage.. in pratica sembra che quelle che sono semplicemente le mie passioni siano un po' le stesse di Martha, il che ha fatto di me, per i miei colleghi d'oltre oceano, una specie di Martha Stewart in formato tascabile e a portata di mano, una Martha de 'noantri, per così dire.. 

10 novembre 2014

Pizza con zucca arrosto, pancetta e Robiola Occelli

pizza blog
Una pizza. Ecco quello che mi piace preparare spesso e volentieri per un sabato sera casalingo. Quando la fame e la voglia di cucinare sono inversamente proporzionali la pizza è sempre una di quelle soluzioni che risolvono la cena senza (quasi) sporcare mezza cucina, mette d'accordo tutta la famiglia accontentando la gola e assecondando la poca voglia di cucinare. Basta impastare velocemente la base e lasciata lievitare il tempo necessario e condirla con quello che il vostro frigo e la dispensa mettono a disposizione. In questo caso la mia pizza è un vero omaggio all'autunno, sia per i colori che per i sapori. Zucca arrosto, pancetta, cipolla rossa e salvia il tutto reso ancora più goloso dalla Robiola Occelli di cui vi ho già parlato qui, che fondendosi diventa, se possibile, ancora più goduriosa. La mia ricetta per la base per pizza "veloce" la trovate qui. Per il condimento ho usato circa 350 g di polpa di zucca tagliata a cubetti e condita con olio e.v.o., sale, pepe e un pizzico di paprica dolce. La mettete in una teglia coperta di carta forno e la fate arrostire, mescolandola di tanto in tanto, nel forno già caldo a 200° C per circa 20 minuti o finché non sarà diventata bella dorata e morbida.
Stendete la vostra base di pizza e la condite con 130 g di Robiola Occelli tagliata a cubettini, con tutta la sua meravigliosa crosta morbida, ci sistemate qua e là i dadini di zucca, aggiungete qualche velo di cipolla rossa di Tropea tagliata finemente con una mandolina (ne basta mezza per una pizza) e ultimate con qualche fettina sottilissima di pancetta affumicata (o bacon). Decorate con qualche fogliolina di salvia, un pizzico di sale, una generosa spolverata di pepe nero e un giro d'olio e.v.o. Infornate in forno pre-riscaldato a 200° C per circa 10 minuti, o finché la base non risulterà dorata e croccante e il formaggio non inizierà a formare una crosticina dorata. Attendete qualche minuto, tagliatela a spicchi e servitela. Questa pizza è molto ricca, noi ne abbiamo mangiata una in due. Accompagnare con birretta ghiacciata d'ordinanza! Buon appetito..

06 novembre 2014

Un cake ai cachi

cachi cake blog
In effetti sembra uno di quegli scioglilingua per verificare il grado di sobrietà di chi ha alzato un po' il gomito, avete presente? Tipo "vuoi quei kiwi" (eh provate a dirlo dopo 3 vodka martini...!), ma questo cake ai cachi che ha accompagnato le nostre colazioni mattutine della scorsa settimana è, al momento, nella nostra top ten dei cake da colazione. 

cake whole blog

03 novembre 2014

Profumo di bosco

novembre castagne
Il profumo delle foglie cadute sulla terra umida del sottobosco, il silenzio dei sentieri all'ombra degli alberi, interrotto solo dal calpestio di foglie secche e dal canto degli uccellini, i raggi del sole filtrati attraverso i rami degli alberi, i cestini di vimini sottobraccio pronti a raccogliere un piccolo bottino.. Le passeggiate nel bosco mi riportano indietro di trent'anni, quando i miei zii che venivano a trovarci da Milano ci portavano a fare delle piccole gite nei boschi del Lazio a raccogliere castagne o funghi, con il pranzo al sacco per il pic-nic.. è strano perché da allora non mi è capitato praticamente quasi più di andare a passeggiare in un bosco, ed è un vero peccato perché quest'ambiente, nelle prime giornate d'autunno, quando ancora non fa troppo freddo e si può godere di temperature accettabili, mi trasmette una grandissima serenità, camminare lungo i sentieri nel silenzio della natura è una sensazione che avevo quasi completamente dimenticato e che sono stata felice di riscoprire qualche settimana fa in un bosco nei dintorni di Arezzo dove siamo stati per un fine settimana, combinando una gita alla fiera antiquaria al piacere di visitare alcuni amici del posto.   

castagneto 4
Anche se i boschi in quelle zone non sono propriamente dei castagneti, io ero alla ricerca di qualche bel riccio da riportare in città per alcuni scatti che mi avevano commissionato, quindi ci siamo avventurati nei boschi alla ricerca di qualche albero di castagno che ci avevano segnalato in quella zona. Armati di wikipedia, per identificare l'albero e la foglia, siamo riusciti a trovare un piccolo angolo pieno di ricci caduti e così ho potuto portare a casa il mio piccolo tesoro spinoso. L'abbinamento che per associazione di idee (e per disponibilità di ingredienti :) mi è subito venuto in mente è quello con i funghi porcini, e anche se io non sono una grandissima appassionata di castagne, devo dire che l'uso della farina di castagne nella preparazione degli gnocchi invece non mi dispiace affatto, oltre a conferirgli un aspetto e un colore perfettamente in linea con la stagione, lascia un leggero retogusto dolciastro che si sposa molto bene con i funghi e con la nota sapida del pecorino.

gnocchi castagne680

porcini680 b
GNOCCHI DI CASTAGNE CON FUNGHI PORCINI E PECORINO DI FOSSA
adattata da una ricetta tratta dal magazine Jamie, n. 24 nov-dic 2011

per gli gnocchi: 
500 g di patate molto farinose
1 tuorlo d'uovo
85 g di farina di castagne 
65 g di frina 00 più altra per la spianatoia

codimento:
150 g di funghi porcini freschi
1 spicchio d'aglio
olio e.v.o., sale, pepe nero
una spruzzata di vino bianco secco
qualche rametto di timo fresco

formaggio pecorino di fossa grattugiato, per servire

Fate cuocere le patate al vapore con la buccia per circa 20 minuti, quindi passatele allo schiaccia patate e disponetele su una spianatoia leggermente infarinata, allargandole bene per farle raffreddare. Lasciatele raffreddare completamente e spolveratele con un pizzico di sale. Unite il tuorlo e spolverate le patate con la farina di castagne e quella 00, poca per volta fino ad ottenere un composto che possa essere lavorato con le mani (a seconda di quanto siano asciutte le vostre patate, potrebbe essere necessario aggiungere altra farina, nel caso aggiungete solo farina 00 e non di castagne per dare maggiore consistenza all'impasto ed evitare che assumano un retrogusto amarognolo).
Formate dei rotoli con un pezzo di impasto per volta, tagliateli a tocchetti e lavorateli tra i palmi delle mani per dargli una forma sferica. Via via che sono pronti, metteteli su un piano ben infarinato e spolverateli con dell'altra farina.
Il condimento è molto semplice: mondate i funghi e tagliateli a fettine, incluso il gambo.
Scaldate 3-4 cucchiai d'olio in una padella e fate imbiondire lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Unite i funghi e fate rosolare per qualche minuti. Sfumate con una spruzzata di vino bianco e lasciatelo evaporare. Salate e pepate, unite i rametti di timo e fate cuocere per qualche altro minuto, finché i funghi saranno cotti ma non sfaldati. Se necessario, allungate il fondo con poca acqua calda per non farli seccare.
Portate a bollore acqua leggermente salata e tuffate gli gnocchi. Appena vengono a galla fate cuocere per meno di un minuto e scolateli. Trasferiteli in una pirofila e conditeli con i funghi e il loro intingolo, se necessario aggiungete un filo d'olio e.v.o. a crudo e ultimate con una spolverata di pecorino di fossa grattugiato a piacere. 
La consistenza di questi gnocchi è molto morbida, perciò non vi consiglio di prepararli  in anticipo perché tenderebbero a diventare molli nell'attesa. Impastateli e preparateli solo al momento di cuocerli. 
Per 2.


31 ottobre 2014

Un secondo a sorpresa

filetto di spigola cover
Et voilà! Venerdì pesce? E che pesce sia. Questa di oggi non è certamente una novità, ma semplicemente la mia versione del filetto di pesce al cartoccio, che mi piace preparare quando ho parecchi ospiti a cena e il menu è a base di pesce perché è un secondo piatto di quelli furbissimi, buono e sano ma soprattutto pratico, veloce e facilissimo da preparare in anticipo, non sporcate mezza cucina e lo servite direttamente bell'impacchettato ai vostri ospiti. Effetto sorpresa, figurone garantito, gusto e leggerezza mantenuti.


29 ottobre 2014

Don't bring me flowers...

kale copia
"...quando sono triste o inquieta compro dei fiori. 
Naturalmente i fiori mi piacciono anche quando sono felice, ma nelle giornate in cui tutto va storto i fiori segnano l'inizio di un nuovo ordine, un ordine che resta perfetto qualunque cosa accada."
[Gli ingredienti segreti dell'amore, di Nicolas Barreau]

Questa frase, estratta da un libro che non è che mi abbia particolarmente colpita in realtà (ve lo ricordate? ne avevo parlato qui, in occasione di quei post a quattro mani con quella squinternata della mia amica Rossella), però ricordo che quando la lessi mi fece proprio sorridere perché descrive esattamente il mio rapporto con l'acquisto dei fiori. I fiori rappresentano una manifestazione del mio umore, a seconda che io sia triste o felice o pensierosa o inquieta, entrare in un negozio di fiori per me è terapeutico, tornare a casa con il mio mazzo incartato nella carta gialla mi rende più allegra all'istante, i fiori mi aiutano a raccogliere le idee, a placare le inquietudini, ad esaltare momenti felici, a rallegrare una giornata grigia. Per questo non amo che mi si regalino dei fiori, i fiori per quanto mi riguarda me li devo andare a comprare da sola, concedermi quel momento in piccole botteghe profumate è un piacere al quale non intendo rinunciare, i fiori per me sono qualcosa di estremamente personale, un'estensione del mio umore e dei miei stati d'animo. Quindi, niente fiori per me (a meno che non si tratti di un'occasione particolare, come un compleanno, o un invito, dove ovviamente i fiori sono sempre un presente ben accetto). Mio marito, ad esempio, non me ne ha mai regalati ma vi devo dire che la cosa non mi ha mai disturbata, anzi.. Non ama regalare fiori e, penso, abbia compreso la mia esigenza di "regalarmeli" quando ne ho bisogno. Mi conosce meglio di chiunque altro, infatti è un mazzo di kale quello con cui si è presentato a casa al ritorno da un viaggio un po' di tempo fa e, ve lo posso garantire, nessun mazzo di fiori mi avrebbe resa più felice.. 


27 ottobre 2014

E poi, l'autunno

uva fragola blog

"Autunno mansueto, io mi posseggo 
e piego alle tue acque a bermi il cielo, 
fuga soave d'alberi e d'abissi. 
Aspra pena del nascere mi trova a te congiunto, 
e in te mi schianto e risano: 
povera cosa caduta che la terra raccoglie." 
[Salvatore Quasimodo]


E poi, arriva l'autunno. Per me l'inizio dell'autunno coincide con il ritorno dell'ora solare. Due minuti di silenzio per l'ora legale, grazie.. Ci si sveglia una domenica mattina che sembra esattamente come il giorno prima, se non fosse che a fine giornata, poco dopo le sei, inizia già a fare buio. Ed eccolo qui, alla fine, l'autunno è tornato. 
Mi piace l'autunno, in fin dei conti, anche se nella mia città mi coglie sempre molto impreparata. Lo scorso sabato ero in spiaggia in costume a godermi l'ultima giornata di sole caldo e l'ultimo scampolo di tintarella e questo week end eravamo lì lì per accendere il riscaldamento almeno un paio d'ore. Insomma, roba che uno non ha nemmeno il tempo di dire "toh" che lui, all'improvviso, si prende quel poco spazio che gli resta e tu sei lì con la borsa di paglia ancora piena di sabbia e cruciverba irrisolti che resteranno lì, sulle pagine dell'ultima settimana enigmistica dell'estate a ingiallire fino al prossimo giugno.. Però l'autunno, con quelle giornate di tramontana fresca che spazza via tutto, anche i pensieri, l'autunno che regala quei cieli azzurri e quell'aria croccante del mattino.. L'autunno con i suoi colori e la voglia di chiudersi in casa e accendere il forno, che bello che è..  Questa volta ho approfittato di un bel grappolo di uva fragola per preparare una torta che avevo già adocchiato da un po' sul magnifico blog Dessert for Breakfast, e che ho leggermente riadattato aggiungendo un po' di farina di mais e sostituendo l'uva nera con l'uva fragola. Questo cake ha una consistenza meravigliosa, nonostante il crollo dell'uva verso il basso (nonostante l'infarinatura come da suggerito) e la lunghissima cottura, la consistenza dell'impasto è perfetta, compatta e morbida, goduriosamente umida e deliziosa, si scioglie letteralmente in bocca. Data la presenza dell'uva fresca, non si conserva molto a lungo perciò, se ve n'è rimasto un pezzetto dopo 3 giorni (ma ne dubito...) conservatela in frigorifero e tiratela fuori qualche ora prima di consumarla, per evitare che la frutta si inacidisca rovinando il dolce. Se proprio vogliamo trovarle un difetto, è giusto nella presenza dei seimini dell'uva fragola, che in effetti possono risultare un po' fastidiosi, perciò forse sarebbe preferibile usare un tipo di uva senza semi o dei frutti di bosco (lamponi, ad esempio, ce li vedrei benissimo.. anche i  mirtilli ma i lamponi con la loro nota acidula penso che sarebbero addirittura meglio..). Buona settimana e buon autunno, a tutti.

cake uva fragola blog




24 ottobre 2014

L'aperitivo del venerdì con Beppino [Occelli]

crocchette blog
Piattino "Amami" della collezione Pensieri di Giovelab, in vendita su Dishesonly
Mi capita sempre più frequentemente di essere contattata da aziende che mi chiedono di inserire i loro prodotti nelle mie ricette e parlarne qui sul blog e devo dire che nella stragrande maggioranza dei casi la mia risposta è stata "no grazie" perché si trattava, in molti casi, di prodotti che io stessa non acquisterei e quindi, per coerenza, non vedo perché dovrei stare qui a propinarveli su questo spazio. Quella di oggi è la felice eccezione che conferma la regola, perché quando il produttore di alcuni tra i miei formaggi preferiti, oltre che del rinomato burro omonimo che io stessa acquisto regolarmente, mi ha contattata per propormi una collaborazione ho ovviamente accettato molto volentieri. Sto parlando dei prodotti di Beppino Occelli che molti di voi conosceranno già per l'eccezionale qualità sia dei formaggi prodotti nel loro caseificio in Langa, che dell'ottimo burro, lavorati con metodi tradizionali e dal sapore genuino come quello di una volta. E così da oggi e per qualche mese sarò felice di proporvi qualche ricetta con i prodotti Beppino Occelli (no dico, ma già il nome non vi ispira simpatia?) come la ricetta di oggi che prevede l'utilizzo della loro Robiola. 

robiola per blog



La Robiola Occelli non ha molto a che vedere con il concetto più diffuso di robiola (ovvero il formaggio morbido e spalmabile che molti conoscono) ma si tratta di un formaggio considerato "fresco", dalla stagionatura veloce, con una delicata crosta mangiabile, ottimo a dire il vero anche mangiaato semplicemente così, in purezza, accompagnato da un crostino di pane caldo, ma che io oggi ho inserito in queste delicate e sfiziosissime crocchettine di patate e zucca, golose e perfette per l'aperitivo, accompagnate da una birretta (e te pareva!) o anche da una bollicina che aiuta sempre quando si tratta di un buon fritto. Buon aperitivo, e buon fine settimana! 


20 ottobre 2014

Orecchiette con pesto di cime di rapa e noci

orecchiette blog
Come ho già raccontato diverse volte qui sul blog, io sono una grandissima fan della pasta lunga. Non che quella corta non mi piaccia, sia ben chiaro, ma quella lunga mi ha sempre inevitabilmente attratto di più. Tra le paste corte quelle che proprio non sopporto sono le mezze maniche e le pennette, insopportabilmente difficili da inforchettare e finisce sempre che mi vien voglia di mangiarle col cucchiaio.. ma che roba è! Tra le corte mi garbano invece da morire le orecchiette, quelle fresche, mi piace quella loro consistenza "ciccosa" (scusate ma non mi viene in mente altro aggettivo..), ciccotta, carnosa e quella loro ruvidezza che le rende perfette per qualsiasi condimento, che le avvolge alla perfezione, rannicchiandosi anche un po' in quelle perfette conchette.. Io le orecchiette in genere le compro fresche, ho provato una volta a farle ma sono venute enormi (delle orecchione più che altro) perciò nell'attesa del perfezionamento della tecnica, vanno benissimo quelle comprate al negozio della pasta all'uovo o anche quelle fresche di produzione industriale. Non amo molto quelle secche, perché trovo che perdano gran parte delle loro caratteristiche, ma è questione di gusti. Ovviamente questo pesto qui va benissimo con qualsiasi tipo di pasta, ma le cime di rapa sono l'accompagnamento tipico delle orecchiette pugliesi, perciò per me l'abbinamento più naturale sembrava questo qui. Per le mamme in ascolto, va detto che questo pesto può essere tranquillamente spacciato per un pesto "regolare" ed è quindi un simpatico modo per far mangiare un po' di verdura ai vostri bambini (sempre che non le mangino di già). Buona settimana!


Orecchiette con pesto di cime di rapa e noci

orecchiette blog
Come ho già raccontato diverse volte qui sul blog, io sono una grandissima fan della pasta lunga. Non che quella corta non mi piaccia, sia ben chiaro, ma quella lunga mi ha sempre inevitabilmente attratto di più. Tra le paste corte quelle che proprio non sopporto sono le mezze maniche e le pennette, insopportabilmente difficili da inforchettare e finisce sempre che mi vien voglia di mangiarle col cucchiaio.. ma che roba è! Tra le corte mi garbano invece da morire le orecchiette, quelle fresche, mi piace quella loro consistenza "ciccosa" (scusate ma non mi viene in mente altro aggettivo..), ciccotta, carnosa e quella loro ruvidezza che le rende perfette per qualsiasi condimento, che le avvolge alla perfezione, rannicchiandosi anche un po' in quelle perfette conchette.. Io le orecchiette in genere le compro fresche, ho provato una volta a farle ma sono venute enormi (delle orecchione più che altro) perciò nell'attesa del perfezionamento della tecnica, vanno benissimo quelle comprate al negozio della pasta all'uovo o anche quelle fresche di produzione industriale. Non amo molto quelle secche, perché trovo che perdano gran parte delle loro caratteristiche, ma è questione di gusti. Ovviamente questo pesto qui va benissimo con qualsiasi tipo di pasta, ma le cime di rapa sono l'accompagnamento tipico delle orecchiette pugliesi, perciò per me l'abbinamento più naturale sembrava questo qui. Per le mamme in ascolto, va detto che questo pesto può essere tranquillamente spacciato per un pesto "regolare" ed è quindi un simpatico modo per far mangiare un po' di verdura ai vostri bambini (sempre che non le mangino di già). Buona settimana!


17 ottobre 2014

Ceci n'est pas une parmigiana

parmigianablog

Quando a René Magritte veniva posta la domanda su come fosse possibile che quella non fosse una pipa, lui rispondeva seraficamente "ma naturalmente non è una pipa! provate a riempirla di tabacco.." per sintetizzare un concetto molto semplice, che per quanto realisticamente possa essere dipinto un oggetto, resta comunque il ritratto di un oggetto, e non l'oggetto stesso. Il dipinto di una pipa non è, di fatto, una pipa e come tale non può essere riempita di tabacco, né fumata. E dunque, forse, anche questa qui, per quanto dal punto di vista del gusto ricordi assolutamente e indistintamente quello di una parmigiana di melanzane, di fatto non è una parmigiana di melanzane (ma in fin dei conti, forse, lo è). Insomma, tutto questo panegirico per dire che sì, non è certamente quella che vi aspettereste arrivare nel piatto ordinandola in trattoria, e men che mai possiamo anche solo paragonarla alla "parmigiana de' nonna", eppure è in un certo senso una parmigiana di melanzane. Vi garantisco che ad un blind taste, assaggiandola ad occhi bendati senza sapere cosa avete davanti, direste esattamente "parmigiana di melanzane".. Quindi oggi che è venerdì, ricetta da aperitivo ma del tipo gastro-minimal-fighetto, ma sarebbe anche perfetta per un "amuse bouche" da servire ad un pranzo seduti, magari in un bel piatto bianco, di quelli grandi un po' da ristorante chicchettoso e che fa tanto scena soprattutto se ci mettete una porzione lillipuziana di cibo proprio lì, al centro di cotanta bianca porcellanità... Io ve lo propongo in versione finger food, da servire in un bicchierino o in una ciotolina. Preparazione lunga, ma nientaffatto complicata.
Il segreto sta tutto nella consistenza e nel sapore degli ingredienti perché qua si tratta di un boccone solo, quindi deve essere tutto assolutamente perfetto!
Innanzitutto i pomodori confit. Non esistono scorciatoie, per fare i pomodori confit ci vuole tempo. Molto. Di contro, potrete tranquillamente dedicarvi a qualsiasi attività mentre i vostri pomodorini si appassiscono pigramente nel vostro forno per quelle quattro orette necessarie... Scegliete dei pomodorini ciliegino maturi e rossi più o meno della stessa dimensione, per questa ricetta ve ne basteranno circa 300 g, ma già che ci siete io ne farei almeno un paio di teglie, poi li potete conservare in frigorifero sott'olio in un barattolo per una decina di giorni. Li lavate, li tagliate a metà (potete lasciare quelli più piccoli interi con il picciolo) li sistemate col taglio verso l'alto su una o più teglie ricoperte di carta forno e spennellate d'olio e li condite come più vi aggrada, nel mio caso un filo d'olio e.v.o., sale, pepe, origano buono di Pantelleria e aglio tritato finemente. Fondamentale è una leggera spolverata di zucchero di canna. Scaldate il forno al massimo ad una temperatura di 100° C (anche meno, se avete più tempo) e ve li dimenticate lì dentro per almeno 3 ore, anche 3 e mezza buone buone, aprendo di tanto in tanto per far fuoriuscire il vapore. Dovranno apparire ben raggrinziti anche se non ancora caramellati, e quando lo saranno potrete aumentare la temperatura del forno per gli ultimi 20-30 minuti a circa 130-140° C, in questo modo rimarranno belli polposi e risulteranno leggermente caramellati ma non saranno secchi, come spesso accade quando si cuociono a temperatura più alta e per minor tempo, in pratica dovranno risultare così:


15 ottobre 2014

Vegetarian shepherd's pie

vegetarian shepherd's pie blog
Mi rendo conto che per gli inglesi il titolo di questa ricetta possa sembrare un ossimoro.. in effetti lo "shepherd's pie" (ovvero "il pasticcio del pastore") è una ricetta della tradizione culinaria britannica nata, come la maggior parte delle ricette popolari, dall'esigenza di fare economia e di non sprecare gli eventuali avanzi di carne, riciclandoli all'interno di questo pasticcio ricoperto da uno strato di patate schiacciate e passato in forno. Mi ricordo la prima volta che lo mangiai lo preparò la mia molto anglosassone amica Lisa, che ho già nominato spesso qui sul blog, very British and slightly Romanized :-) e io, assaggiandolo, lo definii in modo molto dissacrante "un ragù col purè" e la cosa la fece ridere parecchio... Molti lo conoscono anche come "cottage pie" e in effetti si dovrebbe parlare di "shepherd's pie" prevalentemente quando la carne in questione è quella del pastore, ovvero di agnello o di pecora. Perciò in effetti attribuire l'aggettivo di "vegetariano" a un piatto che in origine non solo contiene carne ma è stato inventato dai vecchi pastori della campagna inglese sembra quasi un gioco di parole, ma tant'è! Questi sformatini risultano comunque assolutamente deliziosi e perfetti per risolvere il secondo se avete a cena degli amici vegetariani, ma anche i non vegetariani li apprezzeranno di sicuro. Alla base un godurioso e buonissimo stufato di lenticchie e funghi misti (che a dire il vero potrebbe andare benissimo anche per condirci due tagliatelle, io ve la butto là, ma anche da accompagnare a una polentina cremosa al formaggio, ma pure da mangiare a cucchiaiate direttamente dalla pentola tanto è buono!), ricoperto da uno strato di patate schiacciate, alle quali in questo caso ho anche aggiunto un po' di polpa di zucca. Per renderli un po' più eleganti rispetto alla rustica versione originale ho pensato non solo di utilizzare queste deliziose cocottine monoporzione di Le Creuset, ma anche di ingentilirlo utilizzando una tasca da pasticceria per dare allo strato di patate un aspetto un po' raffinato. Country chic, che va tanto di moda :-)


13 ottobre 2014

Colombo, gli indiani e il French Toast all'americana: il Montecristo

montecristo sandwich blog
“.. gli indiani che avevano scoperto l’America, altro che Colombo! 
Eh.. gli indiani stavan di già lì.. se non ci trovava nessuno, l’aveva scoperta lui. 
Ma c’eran già gli indiani, no Mario? 
Come se io ora vado in Puglia e dico .. “oh che! La Puglia!” 
Oh i pugliesi, son duemila anni che stanno lì, lo sapranno che c’è la Puglia…” 
[Roberto Benigni, alias Saverio, nel film "Non ci resta che piangere" - 1984]

Se avete più o meno la mia età non potete non aver visto almeno millemila volte il film "Non ci resta che piangere", di e con Roberto Benigni e il sempre troppo compianto Massimo Troisi: a mio modestissimo parere, un capolavoro della commedia italiana di tutti i tempi, visto e rivisto talmente tante volte che potrei doppiarlo a memoria. Tra le tante scene memorabili di questo film, oggi me n'è venuta in mente in particolare una, forse perché negli Stati Uniti oggi si festeggia il Columbus Day, in ricordo del 12 ottobre 1492 (quasi 1500..) a cui viene fatta risalire "la scoperta dell'America" da parte, per l'appunto, di Cristoforo Colombo.. A dire il vero il maestro Saverio (interpretato da Roberto Benigni) aveva una teoria un po' differente, come si evince dall'estratto del monologo che ho riportato sopra.. e in effetti, il ragionamento non fa una piega


10 ottobre 2014

Penne integrali con verdure e provola affumicata

penne integrali verdure provola blog
Oggi sono un po' di fretta ma voglio lasciarvi con una mia ricetta pubblicata un po' di tempo fa su Cucina Naturale: una ricetta per un primo veloce, gustoso e sano con tante verdure e un tocco di filante golosità dato dalla provola affumicata. Se volete, la ricetta la potete trovare qui
A lunedì!

08 ottobre 2014

L'aperitivo analcolico: ginger ale fatto in casa

ginger ale blog
Vi faccio una rivelazione: esistono persone astemie. 
Si si, proprio così... Capito, no? Quelli che all'ora dell'aperitivo se ne escono con un "non avresti un analcolico? sai, io sono astemio.." Ma sentite come suona male la parola stessa "analcolico"? E voi, mentre silenziosamente tra voi e voi pensate "questo me lo cacci subito, grazie..", cosa gli offrite? Non vorrete mica stappare una bottiglietta di "bibita-gassata-ad-alto-contenuto-di-zuccheri-marrone", eh? Insomma, scherzi a parte, ci sono persone che davvero non possono o non amano bere alcolici di alcun genere, nemmeno un prosecchino.. Io proprio non me lo spiego, ma è così.. E allora, se avete organizzato un aperitivo casalingo e uno dei vostri ospiti è astemio, voi che fate? Lo sorprendete con un "analcolico" fatto in casa: un ginger ale, per esempio.. C'è da dire che questa bibita rinfrescante, dissetante, digestiva è buonissima e piace anche a chi invece è abituato allo spritz, magari non necessariamente all'ora dell'aperitivo, ma in qualsiasi momento della giornata se avete voglia di un beverone dissetante e sano ecco quello che fa per voi. Noi ne abbiamo bevuto in quantità quest'estate, un bel bicchierone di ginger ale con tanto ghiaccio da sorseggiare per una pausa di relax sbracati sulla poltrona in terrazza... La ricetta è molto semplice e, ovviamente, vi deve piacere lo zenzero perché si sente parecchio. Le dosi per la bibita sono ovviamente modificabili a vostro gusto, a seconda che vi piaccia più o meno il gusto fresco e pungente tipico di questa radice. 
ricetta

06 ottobre 2014

La stagione dei funghi 2: uova in cocotte ai finferli

uova in cocotte finferli-blog
Vi raccontavo in questo post la scorsa settimana della mia passione per i funghi, passione che ahimé non è condivisa dall'altra metà della famiglia perciò è un piacere che mi concedo sempre troppo raramente (nel tentativo di conciliare casa e lavoro, evito per quanto possibile di cucinare menu diversi ad personam, in genere preferisco preparare qualcosa che venga consumato volentieri da tutta la combriccola :). Ultimamente, però, a parte i meravigliosi funghi raccolti dal mio papà, mi sono ritrovata per modivi diciamo "professionali" a dover utilizzare i funghi in alcune ricette e quindi, visto che avevo la scusa pronta, ne ho approfittato... Tanto per restare in tema del sempre vincente abbinamento funghi e uova, questa volta uova in cocotte, una ricetta che a me piace sempre moltissimo e che si può preprarare con qualsiasi tipo di verdura in realtà, ma siccome siamo nella stagione dei funghi e avevo in casa un piccolo residuo di finferli (o galletti o gallinacci o come li volete chiamare dalle vostre parti), la scelta è stata quasi obbligata. 

01 ottobre 2014

In edicola, su Cucina Naturale di ottobre

risotto Waldorf bassa
Buongiorno! Oggi compaio brevemente solo per ricordarvi che, come tutti i mesi, potete trovare le mie ricette anche su Cucina Naturale. In edicola è uscito il numero di ottobre, un goloso benvenuto all'autunno appena cominciato. Nella mia rubrica di Cucina Veloce potete trovare uno dei miei piatti preferiti, il risotto, con ingredienti e frutta tipici di questo periodo. Come il risotto Waldorf che vedete in foto, una vera delizia che richiama tutti gli ingredienti della celebre insalata omonima. Per la ricetta di questo e altri gustosi risotti autunnali, inclusi qualche consiglio per riciclare gli avanzi (se avanza!) e qualche ricetta di risotto dolce per il dessert, non vi resta che fare un salto in edicola. Ci si vede lì!

29 settembre 2014

L'omelette soufflé con i funghi "segreti" del mio papà

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Queste sono le mani che mi hanno accolta quando sono venuta al mondo ed ero poco più che una ranocchietta, le mani che hanno stretto le mie, piccole, per così tanti anni, che mi hanno delicatamente accompagnato e poi lasciato andare per la mia strada, mentre mi affacciavo alla vita. Mani che hanno accarezzato le mie spalle quando ero giù, che mi hanno consolato tante volte, anche quando sbagliavo, mani che ho visto nella mia vita riparare qualsiasi cosa in casa nostra (e anche in quelle degli altri, a dirla tutta), e che emozione era, ed è ancora oggi, vederle muovere così delicatamente, con piccoli movimenti lenti e precisi sistemare quel piccolo circuito, staccare quel cavetto o sistemare quel fusibile fino a sentire quelle parole magiche “e ora vediamo se funziona”.. E ve lo posso garantire.. funziona sempre! Queste sono le mani che hanno spinto la mia bicicletta la prima volta che ho tolto le rotelle, che mi tenevano a galla, in acqua, finché non ho iniziato a nuotare da sola come un cagnolino, ancor prima che iniziassi a camminare.

Queste sono le mani che amo.

Quelle del mio papà.

E questi sono i funghi “segreti” che lui ha raccolto per me nel suo “posto segreto”.


25 settembre 2014

Speedy dinner: insalata di quinoa e avocado

quinoa salad680
Piatto fondo della collezione "Nuvola" di Argyla in vendita su Dishesonly




Succede sempre: quando arriva nella cassetta della posta l'ultimo numero di Donna Hay per almeno 15 minuti non ci sono per nessuno.. Mi siedo sul divano, scarto la busta di plastica trasparente in cui è accuratamente avvolto e inizio a sfogliarlo. Il rito prevede una prima lettura veloce, durante la quale in pratica guardo solo le immagini, completamente rapita dalla impeccabile perfezione delle fotografie, dello styling, dell'inarrivabile magia degli allestimenti. Dopo questa prima fase di totale inebetimento, inizio a sfogliare con più attenzione, guardando meglio le ricette proposte e cercando nuove ispirazioni. Mi armo di mini post-it e inizio a segnare quelle che più mi attirano e che mi riprometto di cucinare (in genere i miei numeri di Donna Hay magazine sono pieni zeppi di post it, roba che mai nella vita riuscirò a cucinare tutto quello che vorrei..). Questa volta il passo dallo sfoglio alla cucina è stato veramente brevissimo, in pratica quando ho visto quest'insalata di quinoa ho pensato che avevo praticamente tutti gli ingredienti in casa, anzi, pure qualcuno in più del necessario. Uova e avocado raramente mancano nel mio frigorifero, e così, nel giro di una ventina di minuti, la nostra cena era pronta: un'insalta di quinoa davvero sfiziosissima, fresca, leggera ma arricchita da tante verdurine croccanti, dalla nota cremosa e nutriente dell'avocado e dal gusto avvolgente dell'uovo in camicia. Il tutto ravvivato da una sfiziosissima salsina allo yogurt con il suo tocco acidulo e morbido. Che ve lo dico a fare.. buonissima! Ve la ripropongo così, pari pari come si trova sull'ultimo meraviglioso numero di Donan Hay Magazine, nel mio caso ho solo aggiunto la rucola e i ravanelli rispetto alla versione originale.


22 settembre 2014

Sperlonga, il mare e le linguine al polpo

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"... sento il mare dentro a una conchiglia.. estate, l'eternità è un battito di ciglia.."
Estate - Jovanotti

Non serve andare tanto lontano per sentirsi in vacanza, un'oretta e mezza di macchina, una bella giornata di settembe, con il sole ancora caldo ma l'aria leggermente fresca, un piccolo paese tutto bianco con il suo dedalo di vicoletti che si snoda, all'ombra, in discesa verso il mare.. un ristorantino con una vista spettacolare su tutta la baia e sui pendii che dolcemente scendono verso un mare sorprendentemente cristallino, turchese e calmo.. e tutto quel bianco, e tutto quel blu del cielo e del mare, che sembra di stare su un'isoletta greca e invece siamo a due passi da casa: la nostra micro vacanza di un giorno l'abbiamo trascorsa a Sperlonga, un vero gioiello della costa laziale che avevo visitato una sola volta moltissimi anni fa e che ho riscoperto con piacere. E mi piace l'idea di accogliere questo primo lunedì d'autunno con l'ultimo ricordo di una domenica d'estate, poggiando l'orecchio a una conchiglia per sentire ancora il rumore del mare, con quelche immagine di tutto quel bianco e blu di quel giorno, cercando di tenermela stretta ancora un po' quest'estate che, come ogni anno, faccio fatica a lasciar andare via. E, in fondo in fondo, c'è anche una ricetta, col mare dentro e intorno al piatto, un primo piatto di quelli facili e sorprendentemente buoni nella loro semplicità. Questa estate, in cui le vacanze le abbiamo contate in ore più che in giorni, la voglio salutare così. Buon autunno a tutti voi!


18 settembre 2014

Spaghettoni con alici e finocchietto selvatico

spaghetti alici e finocchietto680
Piatto decorato linea "Foglia" di Atelier 13, in vendita su Dishesonly
Quest'estate è stata, anche, la riconciliazione con alcuni alimenti che in genere non amo moltissimo, come è stato con il baccalà con i beignet golosi della scorsa settimana. Così è stato anche con le alici. Le alici mi piacciono moltissimo marinate, tipo queste qui, e (ça va sans dire) fritte dorate in qualsiasi modo. Oppure dissalate sott'olio (ecco quelle si che mi piacciono veramente molto). In altre preparazioni invece faccio un po' fatica, in genere questi pesciolini una volta cotti tendono a diventare piuttosto asciuttini e questo me li fa apprezzare meno che in altre preparazioni o rispetto ad altri tipi di pesce. Invece, vi devo dire, che questi spaghetti qui, amorevolmente cucinati da "immimarito", mi ci hanno fatto fare "quasi" pace. Insomma, diciamo che li ho mangiati di gusto e molto volentieri, anche se devo ammettere che non li inserirei proprio nella mia top ten dei piatti a base di pesce, sui quali svettano imprescindibilmente gli spaghetti alle vongole.. In particolare quello che mi è piaciuto di più di quesi spaghetti è stato l'insieme dei profumi e la consistenza cremosa che le alici, quasi completamente disfatte nell'intingolo, avevano assunto. Il tutto perfettamente bilanciato dalla nota agrumata del limone e dal croccante del pane abbrustolito. Oh, che vi devo dire.. erano buoni! 


15 settembre 2014

Una domenica di fine estate

BANCONE copia
"..Sunday morning, praise the dawning
it's just a restless feeling, by my side.."
[Velvet Underground]

Le ultime domeniche di settembre.. mi mettono addosso una certa malinconia, quella legata all'estate che si avvia lentamente alla sua conclusione, ma sono in fondo quelle che preferisco, quando ci regalano giornate di sole ancora alto e caldo, che si mescola all'aria un po' più fresca e frizzantina, soprattutto al mattino e dopo il tramonto. La spiaggia semi vuota, il mare di un blu sorprendente e cristallino anche qui, a due passi da casa.. la sera inzia ormai a far troppo fresco, ahimé, per poterci concedere ancora qualche cena "al fresco" a lume di candela, così la terrazza ce la godiamo ancora un po' durante il giorno, e anche se in questo periodo i fiori cominciano ad essere sempre più radi ci regala ancora momenti di ineguagliabile rilassatezza. 

quartetto terrazzo
je suis sur la terrasse


Questa domenica, a casa Pane&Burro, è ricominciata ufficialmente la stagione delle torte, abitudine che tendo ad abbandonare nei mesi estivi un po' per via delle temperature e la poca voglia di accendere il forno, un po' perché i nostri sabati estivi tendono ad essere sempre meno casalinghi di quelli invernali. Invece questo fine settimana avevo proprio voglia di infornare un buon dolce per la colazione della domenica, una di quelle torte "da credenza" come ho letto una volta dall'amica blogger Marina, termine al quale mi sono immediatamente e irrimediabilmente affezionata. Volevo una di quelle torte soffici, che si sciolgono in bocca morso dopo morso, ma meno "carica" di una quattro quarti, della quale però ricercavo la consistenza.. Ho trovato la soluzione, girovagando in rete, prendendo idee di qua e di là in questa torta al mascarpone, che ha una consistenza molto simile alla quattro quarti ma risulta decisamente meno burrosa al palato. Semplicemente deliziosa per una colazione casalinga di fine estate..

fette copia
mirtilli680


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