29 aprile 2013

It's a kind of magic

magic cake
Ho provato un'immediata attrazione verso questa torta e un'enorme curiosità per la sua consistenza già quando l'avevo vista per la prima volta sul blog White on Rice Couple e già mi aveva parecchio incuriosita, poi l'ho ritrovata sul blog della Ciliegina sulla torta e mi sono detta che avrei proprio dovuto provarla.. E poi, ancora, l'ho ritrovata anche sulla gallery della mia geniale e talentuosa amica su Instagram Livia.. Questa torta mi stava inseguendo eppure c'era qualcosa che non  mi convinceva fino in fondo, così quando ho mandato un commento alla foto di Livia via Instagram, lei mi ha risposto "devi provarla, è una specia di flan che in cottura magicamente lascia affiorare la sua anima di pasta biscuit. però magari un po' di frutta..." BANG! Ecco cos'era: questa torta richiamava alla mia mente un clafoutis, o al limite un far breton, insomma in entrambi casi dolci in cui la frutta, preferibilmente con una nota acidula, fa il 50% del dolce ed era forse proprio questo l'elemento che non mi tornava e che, fino a quel momento, non mi aveva convinta fino in fondo a cimentarmi con questa ricetta. E così l'ho fatta: due volte.

26 aprile 2013

Capesante al burro con timo e limone

capesante al burro e limone
Per concludere la settimana, ecco una ricetta veramente facilissima da preparare per un antipastino un po' chic [ma poco cheap!] da giocarsi, magari, in occasione di una cena un po' speciale a base di pesce. Le capesante mi piacciono moltissimo un po' in tutti i modi, e devo dire che (come per molti altri crostacei) trovo che la cottura nel burro ne esalti, se possibile, ancora di più il sapore ma con delicatezza, senza sovrastarlo.


24 aprile 2013

Easy Peas[y]

alto 680
Nella mia città si cominciano a trovare i primi pisellini freschi. Quando vedo i primi baccelli verdi sbucare su qualche bancone del mercato provo sempre una certa emozione, non solo perché i pisellini novelli mi piacciono da matti ma perché sono una delle [poche] verdure ancora strettamente legate alla stagionalità, in un’epoca in cui ormai si trovano pomodori, peperoni, zucchine e melanzane tutto l’anno nei grandi supermercati tanto che ormai in alcuni casi si è anche perso un po’ il gusto dei sapori legati al passaggio delle stagioni [e spesso anche proprio il gusto delle verdure quale dovrebbe essere nel loro naturale periodo di raccolta]. Invece i baccelli [non solo i piselli, ma anche le fave e, più in là, i fagioli borlotti freschi] si riescono a trovare solo in stagione, e anche il solo vederli nelle ceste dei banchi del mercato evoca in me ricordi di aria profumata e croccante dei primi giorni di primavera, le prime giornate di sole caldo in cui scoprirsi un po’ al primo pic-nic sulla spiaggia, o il sapore dolce e malinconico degli ultimi giorni d’estate. Sarà forse anche per questo che amo in modo particolare queste verdure.

22 aprile 2013

CHEAP & CHIC: insalata di fagiolini, emmenthal e prosciutto arrosto

cover
Sbaglio o era da un po' che non pubblicavo una ricetta della serie Cheap and Chic? Vi ricordate? Quelle ideuzze furbe per fare bella figura senza troppo sbattimento e spendendo poco? Ecco quindi oggi un'insalata che è una delle mie preferite e, ve lo posso mettere per iscritto, piace sempre a tutti. Da preparare in grandissime quantità, ad esempio, quando si hanno molti ospiti per una cena in piedi, ma va benissimo anche per un pic-nic e anche per la schiscetta della pausa pranzo in ufficio. Il tocco "raffinato" e davvero particolare qui è dato dalle foglie di Shiso, che sono dei micro vegetali o crescioni le cui foglie hanno un aroma molto particolare, pungente e molto simile al cumino. Con due euro la vaschetta farete un figurone e tutti i vostri ospiti penseranno che ne sapete sempre una più di loro ;-) Se non trovate le foglie di Shiso, ovviamente, potete farne a meno o al limite potete dare un tocchino di colore con qualche foglia di basilico viola se proprio volete. Ma l'insalata, di base, è già ottima così com'è. Ultimamente sono parecchio in fissa con questi germogli, trovo che non solo diano un tocco davvero molto elegante a qualsiasi piatto, anche il più semplice, ma aggiungono anche un aroma spesso particolare e difficilmente riproducibile con altre spezie. 

21 aprile 2013

SETTE COSE [che non vedevate l’ora di sapere..] SU DI ME

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Ehm ehm.. sono stata tirata in ballo su questa specie di catena di Sant’Antonio del Very Inspiring Blogger dalla mia amica e compagna di scorribande Rossella, del blog “Vaniglia-storie di cucina” e anche dalla cara Floriana, del blog “Semi di Vaniglia” e anche, con un premio leggermente differente, dalla mia amica su Instagram Elena Gardin del blog “Facing North with Gracia” (anche se lì era una cosa un pochino diversa, ma mettiamo tutto nello stesso post che facciamo prima..) e confesso che, nonostante sia davvero sinceramente onorata di poter essere considerata “inspiring” per qualcun altro, io che praticamente vivo di ispirazioni costantemene (la mia bacheca di pinterest ormai sembra la biblioteca comunale..), mi fa un po’ strano raccontarmi in prima persona ma soprattutto mi sono chiesta: ma cosa gliene importerà ai lettori di questo blog di sapere 7 cose su di me?? Ma tant’è, il giochino è così che funziona e quindi oggi che è domenica, niente ricetta.. questo passa il convento!

19 aprile 2013

Nothing to cook {ricetta svuotafrigo}: saltimbocca di pollo

saltimbocca di pollo
'Manco a farlo apposta, questa settimana menu completo con antipasto, primo e secondo come forse non capitava da un po'. La ricetta di oggi si può tranquillamente classificare nella categoria "Nothing to cook" di cui abbiamo già parlato in altre occasioni, perché ci vogliono esattamente 3 ingredienti 3, ed è stata anche l'occasione golosa di far fuori quelle fettine di speck (o di prosciutto) rimaste lì a stazionare nel cartoccio, che se non lo mangi subito appena affettato non è più la stessa cosa.. Ispirata (che ve lo dico a fare!) da uno degli ultimi numeri di Donna Hay Magazine, che devo dire è davvero la regina dell'easy cooking, nella cui ricetta originale, oltre ad utilizzare il più tradizionale prosciutto crudo, all'interno dell'involtino ci finiva anche un filetto di pomodoro San Marzano secco sott'olio, di cui io (stranamente, perché li adoro e ce li ho praticamente sempre in dispensa) mi trovavo momentaneamente sprovvista. Devo dire che anche senza funziona benissimo, ma sono sicura che il pomodoro secco all'interno darebbe un certo "zing" in più, insomma ci starebbe proprio bene, quindi io fossi in voi ce lo metterei. Ricetta e post telegrafico, dunque, ma non posso chiudere senza augurarvi un buon fine settimana!

17 aprile 2013

Risotto con pesto di zucchine, caprino e pinoli

risotto
Non c'è niente da fare: forse sarà per via delle mie origini milanesi, ma mi pare ormai chiaro che io del risotto non posso proprio farne a meno. Mi piace proprio in tutti i modi, lo trovo sempre un primo delicato e godurioso al tempo stesso, che quasi quasi "sembra" più leggero di un piatto di pasta (sembra, perché a conti fatti credo che sia vero il contrario), ad ogni modo mi dà sempre grande soddisfazione sia cucinarlo che mangiarlo. E poi è davvero come una tela bianca, una base ideale per essere "dipinta" con tutti i colori che la nostra fantasia ci suggerisce. Questa volta il mio risotto è decisamente primaverile: non ho saputo resistere alle prime, croccanti, dolcissime zucchine romanesche trovate al mercato con i fiori ancora attaccati belli freschi e turgidi. E una parte sono finite, appunto, in questo risutìn, insieme al caprino (che nel mio frigo caprino o robiola devo dire non mancano quasi mai..). Per non "stressare" troppo le zucchine (che altrimenti risulterebbero stracotte con i tempi di cottura del riso) ho usato un piccolo trucchetto che oltre a farvi ottenere un risottino verde prato perfetto per la stagione, contribuisce anche a rendere il risultato finale particolarmente cremoso e saporito.

15 aprile 2013

Hummus galore

hummus plain

Quella dell'hummus è stata una [ri]scoperta tardiva: mi piacciono moltissimo i ceci in ogni declinazione, ma il mio primo incontro con l'hummus fu piuttosto infelice, lo assaggiai in casa di una mia amica con origini medio-orientali moltissimi anni fa, ma quello che mi fu servito altro non era che una pappina semi liquida che sapeva praticamente solo di aglio, con un vago retrogusto di ceci. In poche parole, una porcheria, diciamolo pure.. L'esperienza fu sufficientemente traumatica (consumo record nei giorni seguenti  di Tic Tac alla supermenta) dal farmi desistere dal concedere all'hummus una seconda chance per molto [troppo] tempo. Finché non mi sono fatta convincere ad assaggiarlo nuovamente in un ristorante Libanese della mia città, perché tutti quelli che erano a tavola con me non facevano altro che dire quanto fosse delizioso quell'hummus lì, così presi timidamente il mio pezzetto di pane libanese ancora caldo e lo pucciai in quella cremina densa e vellutata.. che nulla aveva a che vedere con l'idea di hummus che avevo ancora ben stampata in mente.. che mi ero persa! 
Da allora ho iniziato a prepararlo spesso, è un'ottima idea per quando si hanno ospiti e si devono preparare tante cose, perché per fare l'hummus (partendo da ceci già cotti, ovviamente) ci vogliono dai 45 ai 60 secondi.. A me piace anche sbizzarrirmi nel presentarlo con vari "topping" dal gusto mediterraneo, e oggi voglio condividere con voi quelli che fino ad ora mi sono piaciuti di più, ma veramente potete usare la vostra fantasia perché la base di crema di ceci si presta ad essere arricchita con moltissimi altri ingredienti. Tra l'altro questa è l'occasione per presentarvi queste ultime foto in cui mi sono divertita a giocare con uno sfondo molto scuro, sicuramente diverso da quello cui sono e siete abituati (anche se sempre grigio è...). Che ne pensate?

12 aprile 2013

Tu vo' fa' l'Americano..

americano cocktail
Per concludere questa settimana di ispirazione “internazionale” (abbiamo iniziato lunedì con il Banana Bread con noci pecan, per continuare con le polpette svedesi Ikea-free), non mi resta, quindi, in attesa dell’agognato aperitivo del venerdì sera (da me molto amato, come orami molti di voi sanno bene..) che presentarvi un nuovo cocktail, di quelli super classici che però non passano mai di moda: l’Americano, internazionale anche nel nome!

10 aprile 2013

Non serve andare all’Ikea per mangiare le polpette


polpette svedesi cover

Come immagino la maggior parte di voi, sono stata all’Ikea migliaia di volte, difficilmente riuscendo ad uscirne a mani vuote. In generale acquisto gli accessori, che trovo carini, economici, divertenti e senza pretese. Per i mobili, anche quando si trattò di arredare la mia prima casetta, da squattrinata single che ero, ho comunque preferito fare scelte diverse e meno “transitorie” tant’è che i (pochi) pezzi buoni acquistati allora hanno traslocato insieme a noi anche nella nuova casa in formato “familiare”. Anche se, riconosco, che in effetti Ikea offre il vantaggio, a chi ha un budget limitato, di arredare tutta la casa in poco tempo e con cifre relativamente contenute (non che il mio di budget non lo fosse, anzi! ma ho preferito l’applicazione del principio “pochi ma buoni”, diciamo che la tendenza “minimalista” a casa mia, in quel tempo, ha trovato la sua piena applicazione.. :-)
Comunque, in tanti anni di ossequioso pellegrinaggio tra scaffali e prodotti dal nome impronunciabile (a parte la libreria Billy, qualcuno di voi è in grado di leggere ad alta voce anche uno solo dei cartellini?) mi sono sempre ben guardata dal consumare il pasto al ristorante dell’Ikea, osservando da lontano e con enorme scetticismo le famigerate polpettine svedesi, per carità... Al più mi sono concessa una spremuta e un toast, giusto per tappare il buco (perché in fondo, ammettiamolo, un giro all'Ikea in genere si protrae ben oltre la pausa pranzo..). Solo una volta mi sono fatta convincere dalla mia mamma e ne ho assaggiata una delle sue (e già mentre masticavo questa pallina gommosetta e un po' mappazzosa mi rendevo conto di aver commesso un grave errore: non solo tutti i miei pregiudizi si rivelavano più che mai confermati ma già sentivo la famigerata piazzarsi sul mio stomaco per il resto della giornata, tipo il cinghiale della pubblicità del Brioschi, avete presente? Invece mi sono dovuta ricredere: c’è rimasta fino al mattino dopo..).

08 aprile 2013

The Ultimate Banana Bread

banana pecan bread
Lo scorso week-end è stato all'insegna della sperimentazione mangereccia internazionale a casa Pane&Burro quindi, cari miei, questa settimana vi beccate tre belle ricettine very international che però, almeno per noi, sono state una vera e propria rivelazione. E cominciamo dalla colazione. Ora, il banana bread non è che sia proprio l'invenzione del secolo, soprattutto dal punto di vista bloggereccio, se ne vedono praticamente ovunque. Ad ogni modo, io che sono una grande estimatrice di banana bread, faccio fatica a trovare in giro ricette il cui risultato sia poi davvero soddisfacente. Il più delle volte resto piuttosto delusa da tortine ghiozze e gommosette, dal sapore decisamente troppo invadente di banana, a volte anche un po' indigeste e dall'aspetto schiacciato e poco invitante. Questo di oggi è (a mio modestissimo parere) uno dei migliori riusciti fino ad ora e, visto che è stato il frutto di una serie anche piuttosto complessa di prove e giusta calibratura di dosi e ingredienti, vi risparmio la fatica e vi posto qui la ricetta bella che pronta, poi dite che non vi voglio bene ;-) 

05 aprile 2013

Quiche integrale con cipollotti e robiola

quche cipollotto e robiola
Sempre della serie "addavenì la primavera", nell'esercizio di una scaramantica sequenza di ricette a richiamo primaverile, anche la ricetta di oggi non fa eccezione. Mi sembra di avervelo già detto qui, a me piace molto preparare, anche in occasione di un pranzo tra amici, una quiche o una zuppa al posto del tradizionale primo. Lo trovo un sistema più leggero di organizzare il menu quando si hanno ospiti e magari vogliamo dare il meglio di noi sfoderando un menu a 5 portate, dall'antipasto al dolce.. ma anche un barbatrucco astuto e "socialmente utile", almeno per voi, così potrete evitare di dovervi rinchiudere in cucina a cuocere la pasta o il risotto all'ultimo momento mentre i vostri amici se la spassano, senza di voi, in sala da pranzo..

02 aprile 2013

Eggs 'n bacon potato fritters

potato fritters
Tutti quelli che mi conoscono sanno quanto io ami cucinare, anche quelli che mi conoscono per la prima volta, basta davvero poco perché l'argomento salti fuori, e in più di un'occasione mi viene chiesto quale sia il piatto che preferisco cucinare, oppure quale sia il mio "piatto forte". E ammetto che questa è una domanda che spesso mi mette in difficoltà, perché per me il piacere del cucinare è qualcosa che va al di là del piatto o del cibo fine a sé stesso, è tutto il processo nella sua complessità quello che mi fa amare davvero lo stare in cucina, che parte da un'idea, alla ricerca e la scelta degli ingredienti al mercato, quella sequenza di piccoli gesti organizzati, sbucciare, tritare, grattugiare, mescolare, assaggiare, pensare mentalmente a quel sapore combinato con quell'altro e provarlo, misurarlo, realizzare che sì era proprio così che me lo aspettavo oppure, no, ci vuole un pizzico più di quello o di questo. E poi apparecchiare la tavola, condividere il cibo con le persone che amo, la dedizione e l'affetto che c'è dietro alla preparazione di un piatto è di fatto quello che alimenta il mio amore per la cucina, più che il risultato finale o il piatto in sé. Quindi in realtà, partendo da questa idea, la vera risposta è che mi piace cucinare qualsiasi cosa... Mi resta molto più semplice rispondere quando invece mi domandano qual'è il cibo che amo di più, perché su quello non ho dubbio alcuno e rispondo senza esitare: le uova.

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